Per Salottoteatro il Don Chisciotte di Pino Casamassima

SALO' - Sabato13 ottobre, alle 18, Salottoeatro riprende nella Sala dei Provveditori del comune di Salò col "Don Chisciotte", il più visionario dei personaggi letterari. Di e con Pino Casamassima.

Eroe visionario, ma anche il più vicino a chi – almeno per una volta nella vita – ha pensato di poter affrontare e sconfiggere i mostri delle ingiustizie, senza conoscere la loro capacità di muoversi, trasformarsi. E scansare così ogni assalto.

Don Chisciotte sale sul palco di Salottoteatro grazi allo spettacolo di e con Pino Casamassima, con musiche di Pericle Odierna.

Appuntamento sabato 13 ottobre, in sala dei Provveditori, a Salò, alle 17. Ingresso 7 euro.

«Con un nuovo service – dice Casamassima – che garantisce notevoli suggestioni, unitamente alle musiche di Pericle Odierna, ormai storicizzato come compositore delle mie narrazioni». La cifra di questo don Chisciotte si sostanzia della realizzazione del sogno come unico scopo della vita. «Se i libri possono renderci pazzi – come successo al nostro Cavaliere della Trista Figura – possono altresì liberarci dalla più pericolosa delle chimere: la realtà».

La Sala dei Provveditori, prestigiosa sede di concerti, convegni e cerimonie.

 

Dal Don Chisciotte: «Alla mia età un po’ di sano egoismo è un diritto conquistato ruga per ruga, illusione per illusione. Le gioie? Tante, ma quasi tutte affogate. Quelle rimaste m’hanno appesantito l’anima e fatto poi annaspare in un oceano di delusioni. Bracciata dopo bracciata, quando credevo d’annegare, sono stato salvato da uno scoglio: un’isola, per il tempo che restava. Lì, vi ho piantato le mie ossessioni, che – cresciute – hanno germogliato sogni. Per tutta la vita, tutti mettono da parte i loro, accatastandoli nello sgabuzzino dei sentimenti, nell’angolo più buio del loro cuore: “li coltiverò più avanti”, pensano i più. Poi succede che quando li cercano, i sogni, non li trovano più, o se li trovano sono evanescenti. Da purosangue si sono trasformati in bestie da soma. E allora… Allora rimangono come bambini cui è stato strappato il bel disegno appena finito. E d’improvviso… d’improvviso il futuro diventa un buco nel pavimento».

 

 

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