Salvaguardia del carpione, siamo sulla strada giusta?

LAGO DI GARDA - Le considerazioni, critiche, di un lettore in merito agli interventi programmati a tutela e salvaguardia del carpione, specie autoctona a rischio.

Riceviamo e pubblichiamo:

«Non vorrei sembrare un guastafeste, che propone il solito rituale del “non va bene niente” e deludere le aspettative gioiose e positive di tutte quelle persone che hanno acclamato la presentazione del progetto di finanziamento alla Comunità Europea per salvare il Carpione (ne avevamo scritto qui, ndr).

Sono parecchi anni che seguo l’evoluzione dell’intervento pubblico sulla questione attraverso articoli sulla stampa locale, oltre che ad informarmi sui lavori che vengono pubblicati da ricercatori, ittiologi, biologi e scienziati su questo argomento. Su quattro “criticità” credo concordino tutti i ricercatori seri:

1) il nostro Carpione è una specie estremamente selvaggia difficilissima da riprodurre in cattività.

2) i Carpioni immessi nel lago allevati per la Regione Lombardia dalla ditta Foglio (partner del progetto) NON sono Carpioni selvaggi ma “domestici”, quindi l’immissione di questi esemplari nel Garda provocano solo danni.

3) è mancata una analisi critica e tempestiva dei risultati sopra descritti indice della assoluta mancanza di idee circa la possibile soluzione.

4) il destino di questo salmonide unico al mondo si è fermato troppo a lungo sulle scrivanie di funzionari regionali derubricato ad un aspetto di normale procedura burocratica, giocando al rimpallo sulle competenze.

Le nuove formule della politica spettacolo, dove quello che conta è apparire più che esporre idee, hanno fatto il resto, trasformando i partiti in organi decorativi e di facciata dietro i quali si lascia spazio a pratiche di sottogoverno decise da burocrati.

L’assessore Regionale Rolfi ha esposto quanto richiesto alla Comunità Europea. Qualcuno obbietterà? Oggi i fatti dimostrano il contrario!

Ne sarei felicissimo! Se non altro, per la crescente sensibilità e attenzione che in questi giorni viene dimostrata da sempre più gardesani per l’ambiente e per questo gioiello unico al mondo.

Carpione avannotti
Avanotti di carpione nella vasche della Troticoltura Foglio di Ponte Caffaro.

 

Alcune considerazioni. Che il Presidente del Parco Alto Garda Bresciano con il Sindaco del più popoloso comune del Parco si “bevano” che il siluro sia uno dei competitori del Carpione è grave, ma si sa, i rappresentanti delle nostre modeste istituzioni, pur di raccogliere qualche briciola, sono disposti a far da zerbino ai politici “maggiori”.

In un recente intervento il WWF ha messo in luce esplicitamente che il maggior antagonista del Carpione è il coregone (ne avevamo scritto qui, ndr).

Un’altra cosa molto semplice da capire riguarda la ripartizione dei fondi richiesti. Se calcoliamo per ogni soggetto beneficiario il rapporto fra contribuito proprio e contributo richiesto a Comunità Europea, vediamo che Gestione Ricerca Ambientale Ittica Acque (GRAIA) con sede a Varano Borghi (VA)-consulente per Regione Lombardia – ha un Rapporto di 1 a 12, ovvero a fronte di 50k € di contributo proprio avrà un contributo dalla Comunità Europea di 600k€ (tabelle presentate alla conferenza stampa).

Perdonate, ma credo che si sia perso il senso delle proporzioni, scadendo nel ridicolo e rischiando di mandare in frantumi (per l’inadeguatezza del progetto) questo fragilissimo gioiello.

Come si può presumibilmente intuire i commissari UE, che non sono fessi, dovranno decidere la serietà scientifica del progetto, con un rischio elevatissimo di bocciatura per inattendibilità. Il mio è un invito a riflettere su questa battaglia di civiltà che con la visibilità di cui gode il Garda appartiene all’umanità intera».

 

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