Francesco Zeitler è il re del Palo della Cuccagna del Cadenon

LAZISE - Il "conte" Francesco Zeitler porta alla vittoria il rione di Porta Cansignorio nell'evento sportivo-folcloristico di Lazise, inserito nei festeggiamenti della tradizionale "tersa de Lujo".

Francesco Zeitler con uno scatto fulmineo spazza via tutto il grasso dal palo della cuccagna e conquista la bandierina rossa inchiodata al vertice del palo posto orizzontalmente sul pelo dell’acqua del Porto Vecchio.

Un boato con urla ed applausi da parte del foltissimo pubblico assiepato lungo la banchina della darsena lacisiense saluta la vittoria del rione di Porta Cansignorio ben identificato dal colore giallo delle numerosissime bandiere che hanno colorato tutto il centro storico di Lazise in occasione di questo evento sportivo-folcroristico inserito nei festeggiamenti della tradizionale “tersa de Lujo”.

La competizione, diretta come da tradizione dal ” vecio d’esperienza”, Giovanni Jake Olivetti quale giudice di gara, ha visto confrontarsi venti uomini e quest’anno eccezionalmente anche due coraggiose femminucce, Carmen Onisto e Sara Rossi nel tentativo di conquistare la mitica bandierina rossa. Per loro un grande tifo da parte del pubblico e tanti applausi per il loro coraggioso tentativo che anche questa volta ha visto sul podio i favoriti dai pronostici: Francesco Zaitler e Giovanni Colli.

Al primo è andato il trofeo dei Marinai d’Italia, al secondo, vincitore della seconda bandierina rossa ,con il colore azzurro di Porta San Zeno, una coppa offerta dagli sponsor della manifestazione. Non sono riusciti nell’impresa Fabio Degani , Marco Righi e Mattia Barbazeni e Marco Signoretto, dati favoriti avendo in passato conquistato il trofeo del Palo della Cuccagna del Cadenon.

A Diego Salzani è stato assegnato dalla giuria il trofeo alla memoria di Lele Veronesi per la miglior maschera avendo impersonificato Neil Armstrong con tuta e scafandro bianco che anzichè passeggiare sulla luna si tuffa nelle acque del porto. Un piccolo concorso “a latere” della conquista della cuccagna dove i concorrenti si presentano al pubblico mascherati ed in goffe posizioni proprio per cercare di conquistare il pubblico prima della prova agonistica.

La sfida della 84^ edizione del Palo della Cuccagna del Cadenon è stata aperta dall’Imperatore Ottone II° accompagnato dalla Regina Adelaide e giunto in porto su una lussuosa imbarcazione.

“E’ stato un confronto sportivo di rilievo con concorrenti molto preparati – ha sottolineato il sindaco Luca Sebastiano al momento della consegna dei trofei- ed ha vinto sicuramente il migliore. Uno spettacolo che ogni anno si rinnova e porta una grandissimo pubblico a Lazise. E di questo siamo grati a quanto hanno scelto Lazise ed agli organizzatori di questo strepitoso evento.”

Il “Conte” Francesco Zeitler acciuffa la bandiera rossa sul palo della cuccagna. Foto Amato.

 

La “tersa de Lujo” è una festa antica che ha luogo in diversi altri paesi dell’area gardesana e montebaldina. Affonda le radici soprattutto nella civiltà contadina che nell’area gardesana sta ormai perdendosi per lasciare il passo a manifestazioni di carattere prettamente turistico e legate maggiormente all’intrattenimento. A Lazise, Cavaion e Caprino e pochi altri comuni, restano ancora in piedi per iniziativa di appassionati alle antiche tradizioni.

A Lazise, fino agli anni settanta, alla “tersa de Lujo” si rinnovava l’antica tradizione della fiera del bestiame ed era tradizione per gli “originari” consumare un piatto povero ma antico e straordinario: una scodella di brodo bollente con le trippe. Ed era proprio la piazza l’area deputata a questa degustazione con tanto de ” parol de trippe” dove la degustazione era aperta a tutti.

Tradizione rispettata ormai solamente in qualche famiglia o da qualche cuoco nostalgico come è accaduto quest’anno all’Hotel da Roberto, dove Roberto Campagnari si è rimboccato le maniche ed ha preparato le trippe per alcuni amici ed estimatori proprio per non perdere la tradizione. “Cose d’altri tempio, ormai – afferma Campagnari – ma che non vogliamo vadano perdute del tutto. Gusto e tradizione assieme che ci riportano agli anni duri e difficili di Lazise dove il turismo non sapevamo nemmeno cosa fosse.”

Sergio Bazerla

 

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