Alto Garda, l’equilibrio tra conservazione dell’ambiente e sviluppo socioeconomico

ALTO GARDA – Il Parco dell’Alto Garda Bresciano esempio di compatibilità tra lo sviluppo socioeconomico e la conservazione dell’ambiente. La visita di una delegazione di studiosi dell'International Association for Landscape Ecology.

Proprio per questa sua caratteristica, che è poi uno dei principi fondatori del Parco, nato non solo come strumento di conservazione ma anche come veicolo di sviluppo e di promozione sociale per le comunità che vi abitano, l’area protetta altogardesana è stata visitata dagli studiosi impegnati, a Milano, al 10° congresso mondiale dell’International Association for Landscape Ecology, sul tema «Natura e società di fronte all’Antropocene: sfide e prospettive per l’ecologia del paesaggio» (http://www.iale2019.unimib.it).

L’Alto Garda è stato visitato da una delegazione di ricercatori provenienti da Cina, Danimarca, Giappone, Indonesia, Italia, Polonia, Stati Uniti, Svizzera e Taiwan.

Li ha guidati il Prof. Riccardo Guarino, botanico dell’Università di Palermo, che proprio nell’Alto Garda Bresciano ha visto nascere la sua passione per il mondo vegetale.

La Dott.ssa Beatrice Zambiasi, Direttore del Parco Alto Garda, ha rivolto un saluto ai partecipanti ed insieme hanno ricordato che l’Alto Garda è un territorio ove i beni naturali hanno convissuto fino ad oggi in relativa armonia con le attività umane, e gli obiettivi di sviluppo perseguiti dall’uomo attraverso i secoli non hanno condotto a perdite rilevanti di quella diversità biologica che costituisce il maggior pregio del territorio medesimo.

Il paesaggio benacense rincuora, facendo intravvedere la praticabilità di uno sviluppo economico compatibile con la conservazione dell’ambiente naturale, e stupisce la mutua integrazione dei manufatti tradizionali alle forme del paesaggio.

Certo, in anni recenti, anche nell’Alto Garda qualche errore è stato fatto, malcelato soprattutto dietro goffi interventi di “valorizzazione turistica”, tuttavia è compito del Parco vigilare affinché tali errori non abbiano a ripetersi, rassicurando sugli intenti di una programmazione territoriale che cerca di collocare la tutela ambientale in una dimensione non estranea alle esigenze dell’economia locale.

 

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