Lazise piange Mario Degani, l’ultimo presidente dei Combattenti e Reduci

LAZISE - Dopo una breve malattia è morto Mario Degani, l'ultimo presidente dei Combattenti e Reduci, vero reduce dell'ultimo conflitto mondiale. Ha guidato i reduci lacisiensi dal 4 novembre 2014 fino al 4 novembre di quest'anno. Ora ricopriva la carica di Presidente Onorario.

Classe 1923, 98 anni portati benissimo fino a pochi giorni prima della malattia. Degani lascia cinque figli; sei se Fulvio non fosse rimasto vittima alcuni anni fa di un tremendo incidente stradale che fece molta eco anche sulla stampa per la fuga dell’investitore, poi rintracciato dalle forze di polizia e giustamente condannato. Dopo questo tragico fatto si era molto chiuso in se stesso pensando ogni giorno al figlio perduto.

Mario ha iniziato prestissimo ad assaporare le difficoltà della vita partendo dalla famiglia alla tenerissima età di 7 anni per andare “famejo” presso una azienda agricola locale. E nel pieno della gioventù è stato chiamato a servire la patria nell’arma Aeronautica.

“Un attaccamento specialissimo al suo corpo militare – spiega il figlio Giorgio – tant’è che una delle mie sorelle porta il nome di Maria Loretta, protettrice dell’Aeronautica essendo nata il 10 dicembre, data emblematica della ricorrenza della protettrice degli avieri.”

Mario ha frequentato la scuola militare Bernini di Napoli e era diventato motorista. Per questa sua speciale qualifica era stato destinato ai lavori di terra e di officina.

La guerra però lo aveva portato in Francia – continua il figlio – e nonostante i moltissimi pericoli era riuscito a scamparla bene. L’otto settembre, all’armistizio, scappa per tornare in Italia, a casa. Monta su un treno diretto a Ventimiglia, vestito da contadino – prosegue Giorgio Degani – ma prima della frontiera salgono alcuni tedeschi sul convoglio. Si sente perso, finito. Ma la sua intraprendenza lo salva. Vede una donna con bambino in braccio, seduta poco distante, si avvicina e con qualche parola di francese fa capire che vuol, essere, per i tedeschi, il padre del bambino. L’operazione passa e riesce a raggiungere Brescia e quindi Lazise. Si nasconde in campagna dalla cugina Emilia Pachera in località Mata. Li conosce Carla che diventerà sua moglie e quindi mia madre.”

Dopo la guerra mette in piedi con il fratello una piccola officina di biciclette e successivamente conquista la rivendita delle bombole del gas domestico. Lazise non aveva ancora la rete del metano e per Mario andare nelle case di tutti a portare la “bombola” era diventato un vero mestiere. Conosciuto da tutti per la disponibilità e per essere un gran lavoratore.

“Uomo di forte tempra, di carattere, con la sua Aeronautica nel cuore, sempre – sottolinea Mario Martini che lo ha da poco sostituito alla guida della Combattenti e Reduci – ha sempre vissuto per i suoi ideali nel segno del tricolore e del rispetto di tutti.”

Ora guida l’associazione lacisiense dei Combattenti e Reduci Mario Martini, alpino, socio simpatizzante, in forza degli ultimi cambiamenti statutari nazionali.

Sergio Bazerla

 

 

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