Restaurato l’autoritratto di Segantini

ARCO - Dopo il prestigioso prestito al Segantini Museum di Saint Moritz, è stato restaurato l’«Autoritratto all'età di vent'anni» di Giovanni Segantini, proprietà del Comune di Arco.

Il dipinto dal primo giugno al 20 ottobre è stato esposto alla prestigiosa mostra «Giovanni Segantini maestro del ritratto», curata dalla prof.ssa Annie-Paule Quinsac e dalla dott.ssa Mirella Carbone.

La mostra ha rappresentato un interessante focus sul ritratto, con il merito di aver aperto un primo dibattito specifico su questo genere di arte figurativa nel percorso artistico di Segantini. Sebbene infatti il pittore di natali arcensi sia diventato famoso già in vita come grande innovatore della pittura paesaggistica alpina, lui stesso considerava il genere del ritratto come il più nobile, poiché «esso è studio del sembiante umano», capace di racchiudere «la più efficace parola d’arte nell’espressione della forma vivente».

Il legame tra la città di Arco e l’autoritratto di Segantini può essere definito di vecchia data, iniziando a partire dalla metà del secolo scorso. Il dipinto, realizzato presumibilmente tra il 1879 e il 1880, anni in cui Segantini aveva da poco terminato gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, venne infatti donato al Comune di Arco nel 1958 dall’architetto milanese Felice Pasquè in occasione dell’importante mostra commemorativa che si tenne ad Arco nel centenario della nascita dell’artista.

L’opera ritrae il proprio autore in primo piano, su un fondale scuro privo di riferimenti, a mezzo busto e di tre quarti. Il giovane, dai capelli corti e mossi, indossa un abbigliamento borghese, con camicia bianca e cravattino grigio chiaro. La tecnica pittorica e le scelte compositive seguono la tradizione della pittura realista di metà Ottocento, mentre dal punto di vista espressivo a prevalere è una sensibilità romantica: tutto si concentra nello sguardo del giovane Segantini, sicuro e fiero di sé di fronte a una promettente carriera, ma al contempo trasognato verso l’alto, a trasmettere una qualche ansia per il futuro incerto. Lo stesso vale per la posa di tre quarti, un unicum nella serie degli autoritratti di Segantini, che evolveranno successivamente verso pose frontali, destinate a diventare emblema dell’autoritratto simbolista della sua pittura più matura.

Al rientro in Italia, l’opera è stata sottoposta a un’attenta analisi per valutarne lo stato conservativo, funzionale a un restauro mirato. Il dipinto in passato aveva subito un restauro, in occasione del quale ne era stata modificata l’originale forma ovale. Con l’aggiunta di piccoli inserti di tela negli angoli, è divenuto rettangolare, così da adattarsi alla bella cornice ottocentesca che a tutt’oggi gli è di corredo. La pulitura della superficie pittorica ha ora messo in luce gli originali colori e i contrasti chiaroscurali, e così la vivezza ritrovata ha accentuato l’intensità espressiva del giovanissimo artista.

Il dipinto è ora nuovamente in mostra ad Arco. La galleria civica «Giovanni Segantini» è aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, fino al 15 gennaio 2022 (giorni di chiusura: 25 e 26 dicembre, primo gennaio).

► www.museoaltogarda.it

 

 

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