Trentino, nuove indicazioni ai Comuni per una gestione efficiente dell’acqua potabile

TRENTINO - Decisione della Giunta su proposta degli assessori Tonina e Gottardi: obbligatorio il Bilancio idrico di acquedotto, redatto con cadenza annuale.

Gestire in maniera sempre più efficiente l’acqua potabile, e gli acquedotti che ne consentono l’erogazione, è un imperativo anche per il Trentino. Lo è sia per le note ragioni legate alle emergenze climatiche, come quella che l’Italia sta attraversando in queste settimane, sia perché a livello nazionale ed europeo si consolidano orientamenti precisi in tal senso, che si traducono anche in incentivi di natura economica, a partire da quelli contenuti nel Pnrr.

La Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina e dell’assessore agli enti locali Mattia Gottardi, ha approvato venerdì 8 luglio una decisione contenente alcuni indicatori che permettono di misurare la qualità del servizio idrico di acquedotto, che è di competenza comunale. L’obiettivo, in sintesi, è quello di rendere obbligatorio il Bilancio idrico di acquedotto, redatto con cadenza annuale, nonché di monitorare le interruzioni di servizio, in modo tale da intervenire puntualmente con misure correttive, e la qualità dell’acqua (a livello di acquedotto, essendo quella erogata dai rubinetti già assodata).

In Trentino il servizio idrico di acquedotto è di competenza dei Comuni, i quali lo gestiscono in economia diretta o tramite soggetti gestori di vario genere (perlopiù società in house ma anche, in qualche caso, tramite società con partecipazioni private). Il quadro delle conoscenze riguardo alla efficienza del servizio erogato è molto variabile e viene aggiornato solo su base “volontaria”.

La Provincia esercita come noto funzioni di indirizzo nei confronti dell’azione dei Comuni. In questa materia in particolare il confronto  con i Comuni e il  Consorzio delle autonomie locali ha fatto emergere la necessità di adottare indirizzi gestionali più cogenti, mutuando anche linee-guida  introdotte a livello internazionale, che “spingono” verso una gestione sempre più efficiente del bene prezioso rappresentato dall’acqua potabile

La delibera approvata venerdì, al termine del necessario confronto fra strutture tecniche provinciali e comunali, stabilisce innanzitutto che i comuni devono raccogliere e condividere puntualmente i dati relativi al servizio di erogazione di acqua potabile, utilizzando indicatori misurabili nel tempo. La comparazione fra periodi diversi permetterà di capire come e dove intervenire prioritariamente, per correggere eventuali scompensi o disservizi. La decisione odierna consentirà inoltre di rafforzare l’interlocuzione avviata da alcuni comuni con il governo al fine di accedere ai finanziamenti previsti dal Pnrr in questa materia.

Tre gli indicatori individuati

Vediamoli in sintesi:

Bilancio idrico di acquedotto (quanta acqua entra nell’acquedotto e successivamente sgorga dai rubinetti dell’utenza). Se i comuni dispongono dei dati sulle erogazioni, in base ai quali vengono calcolate le bollette dell’utenza, non altrettanto si può dire dell’acqua in ingresso negli acquedotti. Il Bilancio idrico intende  colmare questa lacuna e dovrà essere redatto su base annuale, secondo standard fissati a livello mondiale;

– interruzione del servizio di acquedotto (per rotture dovute ad eventi meteorologici ecc.). Monitorare le interruzioni e il loro impatto sulle comunità interessate, sia in termini di durata che di persone che hanno subito il disservizio, consentirà di sapere dove intervenire in via prioritaria con la manutenzione o altre misure correttive;

qualità dell’acqua: l’acqua che arriva al rubinetto è ovviamente “perfetta”. Eventuali impurità vengono eliminate con l’utilizzo del cloro. Il monitoraggio dei campioni non conformi nelle analisi dell’acqua permetterà di pianificare al meglio gli interventi relativi a livello di acquedotto.

“La sfida – sottolineano gli assessori Tonina e Gottardi – è  quella della gestione sostenibile  di un bene, l’acqua, che evidentemente è sempre più prezioso, anche in Trentino. Qui ci concentriamo sugli usi potabili. Anche in questo campo, in collaborazione con i comuni e le società interessate, dobbiamo puntare ad una gestione sempre più efficiente, il che significa lotta agli sprechi, attenzione alla qualità, monitoraggio continuo al fine di pianificare gli interventi necessari. Il quadro europeo e internazionale oggi incoraggia questo tipo di azioni, e ciò costituisce un ulteriore incentivo ad adottare comportamenti sempre più virtuosi. Anche il Consorzio delle autonomie locali ha voluto sostenere con convinzione questo percorso nell’interesse dei cittadini e delle amministrazioni coinvolte.”.

 

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