Da Salò alle Ande, al fianco dei bambini del Venezuela
SALO' - Il salodiano Ignazio Pollini porta avanti in Venezuela un progetto integrato di sostegno alle povertà educative e socio-sanitarie nella regione delle Ande. Lo abbiamo incontrato.
Ignazio Pollini, salodiano, classe 1964, laurea in sociologia, dal 1987 vive in Venezuela dove aiuta i campesinos.
Partito da ragazzo come missionario laico, per seguire progetti di sviluppo nella Guayana venezuelana per conto della Diocesi di Brescia, avrebbe dovuto fermarsi tre anni. Invece è rimasto.
Dal 2000 vive a Mérida, capitale della regione andina, nella zona di frontiera con la Colombia, terra di guerriglia, dove si occupa di quattro azioni di un articolato progetto integrato di sostegno alle povertà educative e socio-sanitarie.
Nei giorni scorsi è rientrato a Salò, dove lo abbiamo incontrato al Caffè di Più, bar che offre concrete opportunità occupazionali e formative a persone con abilità speciali, nato per iniziativa della Fondazione Germano Chincherini Onlus. Ed è proprio la fondazione che porta il nome del grande albergatore e benefattore limonese che finanzia al 70 per cento i progetti di cui è responsabile Pollini, attuati sotto l’egida del Cisv, ong di cooperazione internazionale.

La crisi umanitaria in Venezuela
Pollini si occupa in particolare di bambini, giovani e famiglie vulnerabili. Sono le prime vittime della profonda crisi socio-politicia ed economica che colpisce le comunità venezuelane, che hanno sempre più difficoltà ad accedere al cibo e ad altri beni primari.
«Una crisi umanitaria complessa – spiega Ignazio – che genera grande povertà educativa e sanitaria e rende fondamentale l’intervento assistenziale». È una situazione che ha provocato una delle più grandi crisi di rifugiati al mondo: «Su una popolazione di 30 milioni di persone, sono 8 milioni i venezuelani che hanno abbandonato il paese. Molti bambini di migranti sono stati lasciati ai nonni o agli zii, in condizioni molto precarie».
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Il Jardín de la Esperanza
È a queste bambine e a questi bambini in condizione di vulnerabilità che si rivolgono i quattro interventi seguiti da Ignazio Pollini a Mérida.
Uno è il Centro diurno «Jardín de la Esperanza», che segue 36 minori a rischio, provenienti da famiglie disfunzionali e caratterizzate da povertà estrema, attraverso sostentamento materiale (alimentazione, cure mediche) e sociopsicologico.

Bibliomulas
Poi c’è il progetto Bibliomulas, per la diffusione dell’istruzione e il contrasto all’analfabetismo in zone remote, villaggi sperduti in alta montagna, tra i 1800 e i 2500 metri, dove dal 2010 i volontari coordinati da Ignazio Pollini conducono una mula con la bisaccia contenente libri per promuovere la lettura: «Da quelle parti libri non ce ne sono. Si tratta di veri e propri beni di lusso. Grazie a Bibliomulas raggiungiamo 150 bambini ogni settimana».
Per loro quei libri sono l’unico svago, l’unica finestra aperta sul mondo.
Gli altri due progetti curati da Ignazio promuovono il sostegno a Paula ed Evupam, due organizzazioni locali che svolgono attività in appoggio al tema della salute per la popolazione di Merida, dall’acquisto di attrezzature e medicinali alle borse di studio per studenti di medicina.
Perché la sanità pubblica venezuelana è allo sfacelo: «Se devi essere operato, serve presentarsi in ospedale con ago, filo da sutura e tutto il resto». Sono progetti che per molti fanno la differenza tra la vita e la morte, e che necessitano costantemente di fondi.
Chi volesse fare la sua parte può sostenere Bibliomulas tramite il crowdfunding lanciato sul portale Produzioni dal basso (clicca qui). Per gli alrtri progetti ci si può rivolgere alla Fondazione Germano Chincherini di Limone.
Scarica qui la scheda di progetto per saperne di più.

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