Ministeri, funzionari e archivi da Roma al Nord

LAGO DI GARDA - Per celebrare gli 80 anni dalla Liberazione, pubblichiamo venti articoli di Bruno Festa che ripercorrono le vicende gardesane della Rsi, dall'arrivo di Mussolini a Gargnano alla Liberazione.

L’inconsistenza politica e militare della Repubblica sociale italiana non consentiva di ignorare il più impellente dei problemi: trovare subito gli spazi per le sedi dei ministeri e degli archivi. Oltre a ciò era indispensabile pensare anche ai dipendenti ministeriali, ai funzionari in genere e alle famiglie che molti portavano al seguito nella migrazione da Roma al Nord, specie verso il Garda bresciano e la provincia di Brescia.

C’è da dire che lo spostamento era in genere sgradito, che non trovò un gran consenso e che furono in molti a cercare di evitarlo in qualsiasi maniera. L’ostilità si palesò in vari modi.

Il sistema applicato per la requisizione di interi edifici o di una parte di essi era quello consueto ed i costi di requisizione erano stabiliti da una commissione. La determinazione avveniva in base alle caratteristiche dell’edificio, alla sua posizione, al contenuto, alle pertinenze di parchi, cortili, darsena.

I proprietari venivano indennizzati dalla Prefettura.

Il trattamento non era riservato solo a grandi strutture da utilizzare per esigenze importanti (ne elencheremo alcune in seguito) ma anche a migliaia di stanze (quasi duemila tra Desenzano e Limone) che i piccoli proprietari e normali famiglie si vedevano sottrarre a favore di persone che andarono a condividere lo stesso tetto. A volte capitavano soggetti educati e rispettosi, altre prevaricatori, violenti o alcolizzati.

Se per un edificio il valore poteva andare da alcune migliaia di lire in su, per le stanze si parlava di 60/80 lire mensili. Che potevano diventare 100 lire se il servizio igienico era all’interno della casa e non nel cortile.

Va da sé che ad incidere furono soprattutto le scelte relative agli edifici più significativi per il ruolo che andarono a rivestire. Il Garda occidentale e meridionale (ma anche la città) ne misero in vetrina parecchi. Qui analizziamo i più rilevanti posizionati sul lago.

Palazzo Bettoni Cazzago, Bogliaco

Fu l’edificio istituzionale più significativo della Rsi. Costituito da 50 vani e relativi servizi con due parchi, vi si insediò la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo lavori di sistemazione e di adeguamento per il nuovo utilizzo. 1.500 metri quadri di giardino furono trasformati in orto di guerra nell’agosto 1944. Il costo di requisizione fu di lire 4.500.

Palazzo Feltrinelli, “Ex Orsoline”, Gargnano

Requisito per lire 3.100, fu il cuore pulsante del regime. Vi trovarono spazio le due segreterie del Duce, i suoi uffici, il Comando di collegamento delle Truppe Germaniche presso il Duce che, in sostanza, lo teneva sotto controllo. Tutti i colloqui di Mussolini venivano annotati, inclusa la durata di questi e le persone incontrate.

 

Villa Feltrinelli, Gargnano

Dopo la fase iniziale in cui funzionò anche come sede degli uffici (dall’8 ottobre al 20 novembre 1943) ebbe la sola funzione di abitazione. Costo di requisizione lire 6.400.

 

Villa delle Palme, Villa di Gargnano

Vi si insediarono gli uffici del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Francesco Maria Barracu, che viveva a Villa Rondine nella frazione Roina di Toscolano Maderno.

 

Grande Albergo, Bogliaco

Interessante per quella che qualche intellettuale ha definito “ambiguità dei luoghi”, visti i suoi successivi utilizzi: albergo, campo di concentramento per ufficiali serbi, Battaglione Bo.Ma., agenti di PS, Vigili del Fuoco, personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo la guerra funzionò anche come Centro Raccolta Profughi dalla Jugoslavia.

 

Isola Borghese Cavazza, San Felice del Benaco

Ospitò Vito Mussolini che, nei mesi iniziali della Rsi, dirigeva la Segreteria Politica alle dipendenze di Vittorio Mussolini, figlio del Duce.

Isola del Garda
Il palazzo in stile gotico-veneziano sull’Isola del Garda.

 

Villa Simonini, Salò

Ospitò il Ministero Affari Esteri del quale era Sottosegretario Serafino Mazzolini che vi giunse il 18 novembre 1943. Quando Mazzolini morì per il diabete il 23 febbraio 1945 gli subentrò Filippo Anfuso, ambasciatore della Rsi a Berlino, che mantenne il doppio incarico: ambasciatore e Sottosegretario. Per lo stesso Ministero fu requisito il Collegio delle Suore Orsoline dove vennero trovate armi e denaro al termine della guerra, nonché l’Albergo Metropoli che ospitava parte dei funzionari e che al termine della guerra divenne carcere per alcuni di questi.

A Salò e dintorni avevano trovato spazio le principali sezioni dell’Amministrazione degli Affari Esteri: il Gabinetto, le Direzioni Generali degli Affari Politici, Commerciali, Generali, Personale, Ufficio Amministrativo, Ragioneria.

A Venezia fu sistemato il cerimoniale ed ufficio di collegamento col Corpo Diplomatico accreditato presso la Rsi, trasferitosi in seguito a Bellagio sul lago di Como.

A Cadenabbia sullo stesso lago fu trasferita da Venezia in un secondo tempo la Direzione Generale degli Italiani e delle Scuole all’Estero.

A Milano fu trasferito negli ultimi tempi l’Ufficio Assistenza Internati Militari Italiani e Lavoratori Italiani in Germania e l’Archivio Storico-Diplomatico.

A Roma rimase l’ufficio stralcio, con un personale nominale di gran lunga superiore a quello del Nord.

Villa La Portesina, San Felice

Sulla sponda del golfo di Salò opposta al duomo, Mazzolini fissò la sua residenza. Era stata requisita il 16 ottobre 1943, seppure il decreto ufficiale sia stato emesso il 29 dicembre 1943, con l’obiettivo specifico di “allogarvi uffici del Ministero Esteri”.

 

Villa Bellini (C.R.I.) e Villa Amadei, Salò

Per il Ministero della Cultura Popolare, retto da Fernando Mezzasoma.

A poche centinaia di metri c’era l’Agenzia di Stampa Stefani. L’apparato del Ministero della Cultura Popolare era completato dalle sedi di rappresentanza di Roma e Milano, con la Direzione per lo Spettacolo (che assunse le competenze su cinema e teatro) e gli Affari Generali a Venezia, rispettivamente a Palazzo Camerlenghi e a Palazzo Volpi.

Mezzasoma, la sua famiglia e il suo staff si trasferirono da Roma a Salò verso la fine di ottobre 1943. Nel maggio 1944 alla guida del Gabinetto fu chiamato Giorgio Almirante che succedette a Gilberto Bernabei. Nel darne notizia l’Agenzia di Stampa Stefani presentò il trentenne Almirante come laureato, medaglia al valore e redattore presso il giornale “Il Tevere” e la rivista “La difesa della razza”, diretti da Telesio Interlandi. Si trattava dei due organi di informazione particolarmente aggressivi e antisemiti.

Ex Scuole Elementari di Via Brunati, Salò

Ospitarono l’Agenzia di Stampa Stefani, di cui era presidente il senatore e giornalista Luigi Barzini, su nomina dello stesso Mussolini. Il direttore Ernesto Daquanno, futurista e amico di Filippo Tommaso Marinetti, aveva partecipato nel 1919 alla fondazione dei Fasci. Daquanno fu fucilato sul lungolago di Dongo e la sua salma fu tra quelle esposte in Piazzale Loreto.

Palazzo Martinengo di Barbarano, Salò

Ospitò dopo il febbraio 1945 Filippo Anfuso, Ambasciatore a Berlino e neo Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri. Secondo qualche storico il nuovo incarico gli fu conferito quale “risarcimento morale” dopo la sentenza della Corte d’Assise straordinaria di Roma che l’aveva condannato a morte in contumacia come mandante dell’assassinio di Carlo e Nello Rosselli.

 

Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera

Non subì requisizione. Ne parleremo diffusamente in uno spazio dedicato.

 

Casa del Podestà e Rocca Visconteo Veneta, Lonato

Furono requisiti dalla Decima Flottiglia Mas di Junio Valerio Borghese. Ne parleremo diffusamente in uno spazio dedicato.

 

Palazzo Meyer, Desenzano

Vi aveva gli uffici Karl Wolff, capo delle SS in Italia e subalterno di Heinrich Himmler. L’abitazione di Wolff era a Gardone Riviera, in villa Soave Besana, che si trova a fianco dell’Albergo Savoy.

 

Palazzina Ostali, in via Dal Molin, Desenzano

Uffici dell’Ispettorato per la Razza, guidato da Giovanni Preziosi che aveva un filo diretto con Benito Mussolini, senza l’intermediazione di alcun Ministero.

 

Villa Omodeo, Posteghe di Padenghe

Per il Ministero delle Forze Armate, già Ministero della Difesa Nazionale. Nella Villa Bazzoli si stabilì lo Stato Maggiore mentre nel Collegio Bagatta andò il Sottosegretariato per la Marina del Ministero.

 

Villa Arrighi, Rivoltella

Ribattezzata “Tassinara”, vi risiedette la famiglia del Ministro delle Forze Armate Rodolfo Graziani

 

Villa La Casetta, Toscolano Maderno

A Nord di Toscolano, venne requisita per il Ministero dell’Interno e poi della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vi risiedette prima Edgardo Sulis, direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio, poi Coriolano Pagnozzi, Capo di Gabinetto dell’ufficio collegamento con le autorità militari germaniche e poi consigliere di Stato. Commissario della Croce Rossa Italiana, diresse l’organismo per l’assistenza degli Internati Militari Italiani in Germania.

 

Casa “dei Righitì” a Gaino di Toscolano Maderno

Vi abitò Nicola Bombacci, comunista passato con Mussolini e fucilato a Dongo.

 

Albergo Milano e Villa Bianchi – Benoni (Hotel Golfo), Maderno

Sedi del Partito Fascista Repubblicano, il cui segretario era Alessandro Pavolini, che a sua volta risiedeva sul lungolago di Maderno, a Villa Cavallero.

 

Albergo Maderno, Maderno

Una sorta di club per gerarchi, funzionari di primo piano e militari di elevato livello. Lo frequentarono tra gli altri Nicola Bombacci, Francesco Maria Barracu, Luigi Gatti, capo della Segreteria di Mussolini tra il giugno 1944 e la fine della guerra.

 

Villa Caprera, Maderno

Comando degli agenti di Polizia Repubblicana e carcere. Vi fu imprigionato don Ferdinando Collio, sostenitore dei partigiani di Prandaglio, in Valle Sabbia. L’intervento del vescovo di Brescia, monsignor Giacinto Tredici, evitò al sacerdote una probabile condanna a morte.

Villa Il Roseto e Villa Gemma, Maderno

Ospitarono il Ministro dell’Interno Guido Buffarini Guidi e il Capo della Polizia Tullio Tamburini.

 

Scuola Elementare, Toscolano Maderno

Sede del Ministero dell’Interno dove a Guido Buffarini Guidi subentrò Paolo Zerbino.

In questo edificio venne promulgato il Provvedimento di Polizia numero cinque che scatenò la persecuzione antiebraica anche nella Rsi, rendendola connivente con il Reich.

La scuola elementare di Toscolano Maderno.

Villa Cancarini, Virle Treponti

Affari Generali del Personale del Ministero dell’Interno. In seguito requisita ed occupata dal Comando germanico Feldpost 48093 dal 10 ottobre 1943 al 20 dicembre 1943.

Kriegslazarett 700, Ospedale di Guerra, Gardone Riviera

La trasformazione coinvolse l’intero paese o quasi. Ne parleremo in uno spazio dedicato.

Villa Fiordaliso, Gardone Riviera

Iniziale dimora di Clara Petacci. Il proprietario, Polenghi, che risiedeva a San Fiorano di Codogno, scrisse al podestà di Gardone Riviera che, fosse stato per lui, non avrebbe mai acconsentito ma che vi era stato costretto. Chiese lire 20.000 mensili ma la villa per Clara Petacci fu indennizzata con lire 12.000.

Villa Ruhland, Gardone Riviera

In fianco alla Torre. Il 24 ottobre 1944, il Comune di Gardone Riviera precisò che Villa Ruhland era occupata dall’Ambasciata Giapponese, che aveva concordato con la proprietà Ernestina Turati il canone di affitto che l’Ambasciata stessa provvedeva a versare direttamente.

 

Villa Wimmer, Gardone Riviera

L’indennità di requisizione dei locali dal 26 maggio 1944 fu fissata il lire 3.500 mensili con destinazione ad alloggio per ufficiali. Al termine della guerra vi si stabilì il Quartier Generale della Quinta Armata alleata.

 

Villa Bossini, Roè Volciano

Fu utilizzata per l’Ufficio Nazionale di Protezione Antiaerea (Unpa). La realtà geografica di Roè Volciano era strategicamente importante con il crocevia Brescia-Valle Sabbia-Salò-Desenzano oltre che per la ferrovia Rezzato – Vobarno, la tramvia, lo stabilimento e la polveriera.

Ci si limita per ora a queste indicazioni principali.

Bruno Festa (b[email protected])

 

80 anni dalla Liberazione – di Bruno Festa

  1. Repubblica sociale italiana o Repubblica di Salò
  2. Mussolini a Gargnano. Perché il Garda?
  3. Ministeri, funzionari e archivi da Roma al Nord
  4. La Decima Mas nella Rocca e nella Casa del Podestà
  5. Il mercato nero
  6. Ricoveri antiaerei e trincee antischeggia
  7. Tunnel Gardesana
  8. Gardone Kriegslazarett
  9. Mani naziste sulle dimore storiche a Gardone Riviera e Toscolano Maderno
  10. Minculpop
  11. MAE
  12. Ministero Interno, La caccia all’ebreo decisa sul lago
  13. Ispettorato della Razza
  14. Bombe su Villa Bassetti, Ambasciata germanica presso la Rsi
  15. Palazzo Bettoni a Bogliaco. Presidenza del Consiglio dei Ministri della Rsi
  16. Il Quartier Generale del Duce nella Villa delle Orsoline
  17. Villa Feltrinelli
  18. Mario Boldini, partigiano delle Fiamme Verdi
  19. Tedeschi in fuga
  20. La Liberazione raccontata dalle maestre

Qui tutti gli articoli già pubblicati.

 

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