Attraverso la lente. Storie, volti e memorie dall’archivio Armani

RIVA DEL GARDA - Si inaugura venerdì 4 luglio alle 20.30 al Museo Alto Garda la mostra fotografica «Attraverso la lente. Storie, volti e memorie dall’archivio Armani».

Una mostra che vuole celebrare il centenario della fondazione del più importante studio fotografico di Riva del Garda, la ditta Armani Carlo del noto fotografo benacense, che nel 1925, poco più che venticinquenne, rileva l’atelier del proprio maestro Francesco Tonelli in viale Roma, iniziando a dedicarsi pienamente al mestiere di fotografo e portando avanti lo studio fotografico fino al 1962, quando a sua volta lascia l’attività al figlio Pier Giorgio.

La mostra e il catalogo presentano un’accurata selezione dell’archivio personale dell’autore e raccontano le vicende personali e professionali di Armani, intrecciandosi con i principali eventi che hanno scandito la storia di Riva del Garda nella prima metà del Novecento.

 

Ditta Armani Carlo: quarant’anni di attività

Nel corso di quasi quarant’anni di attività, Armani si è occupato della rappresentazione della vita cittadina, raccontando attraverso i suoi scatti la realtà locale e misurandosi con vari generi, prima attenendosi alle regole compositive apprese durante i lunghi periodi di apprendistato, poi elaborando uno sguardo sempre più personale.

L’esposizione si articola quindi in un percorso che ripercorre la biografia e il lavoro di Carlo Armani sia cronologicamente sia tematicamente, indagando i soggetti principali delle sue ricerche fotografiche che spaziano dal paesaggio al ritratto, dalla documentazione degli eventi pubblici fino al reportage della Liberazione di Riva del Garda.

Le fotografie realizzate durante le febbrili giornate della Liberazione dell’aprile del 1945, di cui quest’anno ricorre la celebrazione dell’ottantesimo anniversario, rappresentano inoltre uno degli aspetti più peculiari del lavoro di Armani e costituiscono una documentazione storica di straordinaria importanza per tutta la comunità.

© Carlo Armani – Mag – Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Queste immagini hanno anche un valore particolare nella storia della creazione dell’archivio Armani presso il Museo Alto Garda, donato all’allora Museo civico di Riva del Garda esattamente cinquant’anni fa.

Nell’aprile 1975, infatti, Pier Giorgio Armani, a nome del padre Carlo, consegna a Bruno Santi, sindaco di Riva del Garda, la raccolta completa delle fotografie scattate durante le giornate della Liberazione.

L’acquisizione del patrimonio fotografico di Carlo Armani viene poi completata nel 1991, quando lo stesso Pier Giorgio e la sorella Armanna donano al Museo civico tutte le fotografie, gli apparecchi fotografici e altri strumenti ancora in dotazione presso lo studio del padre.

 

Trent’anni dopo la mostra “Carlo Armani. Fotografo 1898-1984”

L’acquisizione dell’intero patrimonio di Armani è stata l’occasione per organizzare nel 1991 la mostra monografica “Carlo Armani. Fotografo 1898-1984”, finalizzata a far conoscere alla comunità rivana e al pubblico turistico la produzione dell’importante fotografo, ripercorrendone in maniera critica e accurata il periodo principale della sua carriera. È questo il primo passo che ha permesso al Museo civico prima e al Museo Alto Garda poi di realizzare numerosi progetti di ricerca e di valorizzazione sulla fotografia storica.

A più di trent’anni di distanza da quella esposizione, l’attuale mostra propone una rilettura del lavoro di Armani, ponendo particolare attenzione all’importanza che il Museo Alto Garda attribuisce al proprio archivio fotografico, oggetto di una costante attività di riordino, catalogazione e studio.

Particolare attenzione è stata dedicata all’inventariazione dell’archivio Armani, composto da 5312 esemplari divisi tra 397 stampe in bianco e nero, una stampa a colori, 3889 riproduzioni in bianco e nero, 192 provini a contatto, 162 rullini, 643 negativi su pellicola, 736 negativi su lastra e una diapositiva a colori.

Questa operazione ha permesso di scoprire importanti informazioni sulla storia della città e dell’Alto Garda che sono state utilizzate in numerose iniziative di ricerca e di divulgazione culturale, anche a beneficio di enti culturali, associazioni e soggetti privati che compiono attività di studio a livello locale e provinciale.

 

Il sindaco: “Testimone prezioso della storia del territorio”

“I grandi fotografi sono testimoni preziosi della storia dei territori -dice il sindaco Alessio Zanoni- i loro scatti documentano le vicende e mostrano la trasformazione dei luoghi, contribuendo a tenerne viva la memoria. Carlo Armani è uno dei testimoni più importanti di Riva del Garda. Il Museo Alto Garda ci propone un’altra mostra di grande interesse, una di quelle che definirei ‘necessarie’: è assolutamente doveroso ricordare Carlo Armani e la sua importante produzione fotografica, a cent’anni dall’inizio della sua attività a Riva del Garda, a ottanta dai fatti tragici della Resistenza, che documentò, e a cinquanta dalla generosa donazione della famiglia Armani. Farlo con una mostra così ricca e ben articolata e confezionata è un’eccellenza al quale il Mag ci ha da tempo abituati”.

“I fotografi di talento sono custodi attenti del passato di una comunità -dice l’assessora alla cultura Stefania Pellegrini- e Carlo Armani ha rappresentato una figura centrale per Riva. Le sue fotografie raccontano cinquant’anni di vita cittadina: dai volti delle persone ai paesaggi, fino agli episodi più significativi legati alla Liberazione, offrendo un contributo essenziale alla conservazione della nostra memoria storica”.

Il direttore del Mag Matteo Rapanà sottolinea come queste occasioni siano importanti per rinforzare il fondamentale rapporto tra un museo cittadino e la propria comunità di riferimento: “Attraverso questa esposizione vogliamo non solo celebrare questo importante anniversario, ripercorrendo la carriera fotografica di Armani e gli eventi che si sono succeduti a Riva del Garda nella prima metà del ventesimo secolo, ma anche ribadire l’importanza della condivisione del patrimonio culturale. La donazione del fondo fotografico Carlo Armani al Museo civico di Riva del Garda ha rappresentato un segnale di grande importanza, evidenziando la disponibilità da parte dei privati, in questo caso gli eredi del fotografo che ringrazio anche per il supporto in questa iniziativa, a non alienare sul mercato antiquario l’intero corpus, evitandone così la dispersione.

Infatti la fotografia, soprattutto quella di tipo ‘locale’ come quella di Armani, trova una propria ragion d’essere culturale e storica principalmente nel territorio del quale è espressione. Solo all’interno di questo contesto essa può essere utilizzata come strumento per ricostruire e comprendere, anche attraverso accurate proposte culturali come l’attuale mostra e il catalogo, l’evoluzione del paesaggio e i mutamenti della società nella quale viviamo”.

“Il lavoro di ricerca svolto sull’Archivio Armani -spiega la curatrice Valentina Varoli- è stato una preziosa occasione di studio sia dal punto di vista fotografico sia dal punto di vista storico. Attraverso l’analisi del materiale iconografico e dell’ampia strumentazione tecnica, conservati al Mag, è stato possibile approfondire non solo gli aspetti strettamente fotografici del lavoro di Carlo Armani, ma anche ricostruire la biografia di un testimone d’eccezione degli eventi che hanno segnato la storia della città di Riva del Garda”.

Lorenza Armani esprime la propria soddisfazione a nome dell’intera famiglia. che da cento anni gestisce l’Ottica Armani, fondata proprio dal nonno Carlo: “Come famiglia siamo veramente felici di aver contribuito alla realizzazione di una mostra fotografica al museo in occasione del centesimo anniversario della fondazione dello studio fotografico di nonno Carlo. Questa ricorrenza rappresenta anche un gesto significativo per celebrare un secolo di storia familiare e cittadina, rendendo omaggio a un talento che ha saputo cogliere l’anima di Riva del Garda e dei suoi abitanti attraverso l’obbiettivo della sua macchina fotografica. Siamo orgogliosi e fieri di questa eredità e pertanto ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo importante evento attraverso gli sguardi di nonno Carlo. Infine è doveroso dedicare un pensiero alla sensibilità civica di nostro padre che ha donato l’intero archivio fotografico del nonno alla cittadinanza perché è grazie a lui che oggi tutti noi possiamo godere di questi importanti momenti”.

© Carlo Armani – Mag – Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

 

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