Disabilità e “Mercy Killing”: testimonianze che non si possono ignorare

Lettera aperta del regista indipendente salodiano Giulio Tonincelli sulla pratica di porre fine intenzionalmente alle sofferenze di persone con disabilità in Uganda e sul ruolo della cooperazione italiana.

Spettabile redazione,

In un articolo di GardaPost del 2 dicembre 2024 il Dr. Paolo M. Giambelli (lo avevamo pubblicato qui), non conoscendomi affatto, si scomoda per contestare fortemente alcune mie dichiarazioni accusandomi di dire falsità sull’usanza del Mercy Killing (pratica per porre fine alle sofferenze di persone con disabilità, provocandone intenzionalmente la morte) in alcune aree rurali dell’Uganda ed in particolare nel distretto di Agago, terra degli Acholi.

Giambelli nell’articolo prende le difese delle popolazioni Lango, descrivendole come “inclusive e particolarmente attente all’infanzia”. Peccato che come dovrebbe ben sapere un uomo della sua carica, la popolazione Lango oltre a vivere in altri distretti e parlare una lingua diversa, è un gruppo etnico ben distinto rispetto alla popolazione Acholi sulla quale è rivolto il mio focus.

Il sig. Giambelli, assunto come impiegato nella funzione di Coordinatore del programma sanitario di AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo facente parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, percepisce una retribuzione lorda annua di euro 128.587 (https://nairobi.aics.gov.it/).

Questa prestazione viene svolta nell’ufficio di progetto sito in Kampala (capitale dell’Uganda che si trova nel sud del paese) presso la locale Rappresentanza diplomatica. Al punto 4 lo stesso contratto esorta il dipendente a “recarsi per esigenze di servizio anche presso aree all’interno del territorio ugandese…”.

Nel mese che ho trascorso tra novembre e dicembre 2024 nella regione degli Acholi (ne avevamo scritto qui, ndr), situata nel nord del paese e bel lontana dagli uffici della capitale Kampala, ho incontrato diverse persone che mi hanno raccontato di aver conosciuto direttamente (come madri) o indirettamente, la pratica del Mercy Killing. Durante la mia missione, una volta appreso che il signor Giambelli mi accusò di falso, chiesi a professionisti locali che operano sul territorio in ambito medico e di cooperazione se conoscessero questo signore dell’AICS. Tra questi, nessuno aveva mai sentito parlare o visto il suddetto sig. Giambelli operare direttamente in queste zone.

Vorrei sia chiaro che ciò che muove i miei intenti non è certo denigrare una popolazione piuttosto che un’altra né, come mi è stato accusato, di dar loro insegnamenti sul come vivere a nostra immagine e somiglianza. Il mio proposito, quale autore di documentari senza stipendio fisso, è far emergere verità anche scomode, per sensibilizzare e far riflettere sulle sfumature di vita lontane dalla visione di mondo a cui l’occidente è abituato.

Penso dunque che una persona che percepisca uno stipendio da parlamentare, viva in un paese dove ancora si muore di malaria e non conosca a fondo il contesto socio-territoriale in cui opera, rappresenti proprio quel dito occidentale che con atteggiamento superiore punta ad esportare e perpetuare uno spirito neo-colonialista che l’Africa intera ripudia oggigiorno più che mai!

Detto ciò, invito chiunque a guardare il mio prossimo documentario girato in quei luoghi, in cui si parla di disabilità con delicatezza e senza in alcun modo giudicare.

Cordialmente

Giulio Tonincelli, regista indipendente

Tonincelli e Vladimir Motroi (direttore della fotografia del film).

 

 

 

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