Luca Pedrali, 59 anni compiuti lo scorso 24 luglio, è morto giovedì scorso dopo aver accusato un malore durante un’immersione esplorativa nelle profondità del sistema sommerso della risorgente di Su Gologone, a Oliena, in Sardegna. Era riuscito a riemergere autonomamente, ma fuori dalla grotta le sue condizioni si sono aggravate e ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano (ne avevamo dato notizia qui).
I funerali avranno luogo giovedì 16 ottobre alle ore 15,30 nel Duomo dei Santi Faustino e Giovita, a Chiari, partendo dalla Casa del Commiato Mombelli in Via Rudiano n.29/a. La veglia di preghiera si terrà mercoledì alle ore 19,30.
Per volere della famiglia si prega di non inviare fiori ma “devolvere una piccola donazione alle Associazioni che rappresentano il nostro ideale, l’amore per gli animali e il volontariato che si spende per salvare vite umane, versamento intestato a “Compagni di Strada” IBAN IT44V0867654460000000222015 e “Gruppo Volontari del Garda” IBAN IT04W0306909606100000010098.
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Un sub esperto, cordoglio sul Garda
La vittima, Luca Pedrali, originario di Chiari, si era trasferito a Salò da qualche anno con la moglie Nadia Bocchi. Sul Garda Luca era conosciutissimo per la sua attività.
Era un esperto di immersioni subacquee. Nel 2017 aveva battuto il record italiano d’immersione profonda con autorespiratore, immergendosi nel Garda fino a quota -264,8 (ne avevamo scritto qui). Nel 2014 aveva raggiunto il primato nazionale di profondità in grotta, spingendosi oltre i 1.300 metri.

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