Le vie ferrate – parte 3
Per la rubrica dedicata alla montagna, a cura della Guida Alpina Stefano Michelazzi, pubblichiamo la terza e ultima parte di un approfondimento dedicato alle vie ferrate.
Leggi qui la prima parte e qui la seconda parte dell’approfondimento, pubblicate nei giorni scorsi.
Attrezzature e tecniche di sicurezza
Premesso che la percorrenza avviene utilizzando le consuete tecniche di arrampicata su roccia, confidando anche sull’utilizzo degli infissi, la salita di una via ferrata può essere sia di tipo individuale che in cordata formata da due o più elementi, va da se che sia le attrezzature, sia le tecniche di sicurezza, risulteranno diverse a seconda del tipo di progressione scelto.
Progressione individuale
Le attrezzature alpinistiche che vengono ritenute idonee a garantire la migliore sicurezza nella progressione di una via ferrata in maniera autonoma/individuale, sono da ritenersi quelle elencate nella G.U. Unione Europea e di fatto: casco, imbrago alpinistico, set da ferrata composto da fettuccia o cordino a Y, due moschettoni al vertice dei due rami ed assorbitore di energia (ESA) rispondenti alla norma EN 958 (Attrezzatura per alpinismo – Sistemi di assorbimento di energia utilizzati nelle ascensioni per via ferrata – Requisiti di sicurezza e metodi di prova).
La tecnica di sicurezza individuale, consiste nell’agganciare i due moschettoni in dotazione, contemporaneamente sul cavo metallico di progressione.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsAd ogni ancoraggio e/o in ogni frangente che preveda di sganciare i moschettoni per by-passare l’ostacolo posto sul cavo di linea, si deve procedere, sganciando un moschettone e dopo aver riagganciato lo stesso sul tratto seguente, sganciare il secondo e ripetere l’operazione di aggancio sul tratto successivo, di modo da essere sempre agganciati al cavo con tutti e due i moschettoni!
Al fine di rendere più comode eventuali soste in sospensione, dovute a riposi e/o attese obbligate causate da code di intasamento momentaneo, è possibile, vista la lunghezza delle longes ove sono posti i moschettoni, le quali a volte possono risultare troppo lunghe per un posizionamento comodo, dotarsi di una longes più corta (di accorciamento) da utilizzare in contemporanea alle altre due.
N.B.: la longes di accorciamento non è usualmente un dispositivo omologato per la sicurezza durante la progressione, salvo diverse indicazioni del produttore. Quindi è necessario rimanere ancorati sempre con le due longes di sicurezza (set da ferrata) contemporaneamente!
E’ buona norma, durante la progressione, mantenere un distanza tra gli alpinisti di almeno uno o due ancoraggi, a seconda della distanza fra loro, per evitare la possibilità che in caso di caduta dell’alpinista che ci precede, questi rovini addosso all’alpinista che segue.
Progressione in cordata
Anche in questo caso è necessario dotarsi di casco ed imbrago alpinistico ma non vi è la necessità dell’uso del set da ferrata, in quanto è necessario dotarsi di una corda intera del tipo dinamico che assolve il compito dell’assorbitore di energia.
Si rientra nel caso della progressione “in conserva” dove si vanno ad alternare tratti lungo i quali la cordata formata da due o più elementi, procede in contemporanea e tratti dove il capocordata (primo di cordata) sale lungo un tratto più difficile e poi recupera i compagni. Per la tecnica appropriata si rimanda al Testo Tecnico delle Guide Alpine.
Incidentistica
Rimandando ai capitoli precedenti, si può ben comprendere che la pratica alpinistica della scalata in via ferrata, stia diventando sempre più un’attività frequentata.
Prova principe è la continua ricerca del perfezionamento dei materiali (attrezzature individuali e attrezzature per ancoraggi), che negli ultimi dieci anni hanno subito una trasformazione quasi capillare. Le norme tecniche di omologazione subiscono variazioni quasi ogni anno e questo ovviamente dovuto al fatto che la casistica incidentale porta alla luce problematiche che fino ad oggi non venivano considerate o non erano conosciute.
Trattandosi di pratica alpinistica e quindi inserita in quegli ambiti denominati comunemente “Sport Estremi”, la via ferrata non è scevra da pericoli ed i frequentatori si sottopongono a rischi molteplici che possono in diversi casi, come si potrà appurare più avanti, assumere connotati tragici.
Attualmente in territorio francese, a seguito di incidenti mortali, è in corso uno studio statistico sulle diverse cause ed a tal fine è stato predisposto un questionario, distribuito dagli enti preposti e dalle riviste specializzate.
In estrema ratio, l’attuale orientamento francese dove la disciplina, come accennato nelle pagine precedenti è seguita da un foltissimo numero di praticanti, come avviene anche per il territorio italiano, è quello di regolamentare la frequentazione delle vie ferrate alle tecniche alpinistiche “di conserva” e quindi con l’uso della corda.
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