Giovani e turismo sul Garda: opportunità riconosciute, ma restano timori su salari e carriera

SALO’ – Presentata in Sala dei Provveditori l’indagine annuale dell’Osservatorio del turismo sul Lago di Garda della Cattolica.

Qual è l’atteggiamento dei giovani gardesani nei confronti del lavoro nel turismo? A rispondere a questa domanda è l’indagine condotta nel 2025 dall’Osservatorio per il turismo sul Lago di Garda, nato dalla collaborazione tra l’Università Cattolica di Brescia e la Comunità del Garda.

Uno studio che fotografa aspettative, dubbi e aspirazioni delle nuove generazioni in un territorio dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici.

La ricerca ha coinvolto 425 studenti tra i 14 e i 20 anni, iscritti alle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado dei comuni gardesani e delle aree limitrofe, tutti impegnati in percorsi di studio affini al settore turistico. L’obiettivo era comprendere come i giovani percepiscano il mondo del lavoro nel turismo proprio mentre si avvicinano alle prime scelte professionali.

 

Solo il 39% dei giovani intervistati considera di lavorare nel turismo

Dai questionari emerge innanzitutto una diffusa consapevolezza dell’importanza del comparto: il 77% degli studenti riconosce che il turismo offre buone possibilità di lavoro sul territorio, contro un esiguo 5% che esprime un’opinione negativa. Un ulteriore 18% si dice incerto.

La fiducia nel settore, però, si attenua quando la domanda si fa più personale: solo il 39% degli intervistati afferma di voler lavorare in futuro nel turismo, mentre il 24% esclude questa possibilità e ben il 37% preferisce non sbilanciarsi.

 

Le criticità di un lavoro nel settore turistico

Alla base di queste esitazioni ci sono alcune criticità ben definite. Il 70,4% dei giovani si dice abbastanza o molto preoccupato per i salari e i compensi iniziali, ritenuti troppo bassi; il 62,9% teme una scarsa possibilità di crescita professionale nel breve periodo, mentre il 58,3% segnala il rischio di elevati livelli di stress sul lavoro.

Dati che evidenziano come l’attenzione degli studenti non sia rivolta solo alla disponibilità di occupazione, ma soprattutto alla qualità del lavoro e alle prospettive di realizzazione personale e professionale.

Significativo anche lo sguardo oltreconfine: il 68% degli intervistati dichiara di aver preso in considerazione l’idea di trasferirsi all’estero per lavorare nel turismo, a fronte di un 22% contrario e di un 10% che non esprime un’opinione. Un segnale di apertura e mobilità, ma anche della ricerca di condizioni ritenute più favorevoli rispetto a quelle percepite a livello locale.

Il quadro complessivo restituito dall’indagine è quello di un settore che continua ad attrarre i giovani del Garda, capaci di riconoscerne opportunità e potenzialità, ma al tempo stesso attenti e critici rispetto alle sue debolezze. Una sfida, per il futuro del turismo gardesano, che passa dalla capacità di offrire non solo posti di lavoro, ma percorsi professionali di qualità, stabili e motivanti.

 

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