Nelle grotte dell’Alto Garda alla ricerca di fiumi sotterranei
GARGNANO - Venerdì 6 alle 21 in Sala Castellani incontro dedicato alla ricerca idrogeologica e speleologica con il gruppo Agartis.
Il titolo ispira un po’ di mistero: “Viaggio nelle grotte e profondità dei monti dell’Alto Garda alla ricerca di fiumi sotterranei” e, nello specifico, farà il punto soprattutto sulla situazione sull’area del Monte Denervo, in Comune di Gargnano.
Se ne parlerà a Gargnano (Sala Castellani, venerdì 6 febbraio, ore 21, ingresso libero) dopo che un incontro informativo simile si era tenuto poco tempo fa anche a Toscolano Maderno.
In realtà, la zona di indagine sulla presenza di sorgenti e sul loro percorso sotterraneo è più ampia perché, spiegano i relatori, “il progetto è rivolto alla di ricerca ed esplorazione speleologica nell’area carsica che comprende il Monte Forametto, il Monte Marmere, il Monte Spino, il Monte Pizzocolo e il Monte Castello nei comuni di Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Vobarno, e in quella nei Comuni di Gargnano e Tignale, che va dal Monte Avertis al Monte Nota e comprende il Monte Denervo e la Cima Comer”.

Alla ricerca di risorse idropotabili
Ad occuparsene è A.GA.R.T.I.S, che sta a significare Alto Garda – Ricerca sul Territorio Idrogeologica e Speleologica, attraverso un progetto decollato nel 2022 e che ha ottenuto il sostegno concreto dei comuni di Toscolano Maderno e Gargnano, del Cai Sezione di Salò, di Acque Bresciane Srl e del Lions Club Valsabbia.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsIl patrocinio all’iniziativa è arrivato anche dai Comuni di Vobarno, Tignale e Gardone Riviera oltre che dalla Federazione Speleologica Lombarda.
Il lavoro non si limita alla ricerca speleologica ma, dicono i responsabili del progetto, “vuole approfondire le conoscenze dei percorsi delle acque sotterranee”. L’obiettivo consiste nella “elaborazione di un bilancio idrogeologico degli acquiferi locali, utilizzati come risorsa idropotabile”.
In sostanza: ci sono rigagnoli o piccoli corsi d’acqua sconosciuti e sotterranei che potrebbero correre in soccorso (o, quantomeno, rinforzare) la portata d’acqua degli attuali acquedotti?
In questo periodo il lavoro di ricerca è mirato su Gargnano e passerà attraverso il tracciamento del percorso (sconosciuto) dell’acqua dalle grotte alle sorgenti.

Le risorse idriche di Gargnano
Questi test sono importanti per una serie di ragioni: conoscendo i tempi di deflusso delle acque si capisce la rilevanza del serbatoio idrico per i comuni che ne fanno utilizzo ma si conoscerebbero anche -in caso di emergenza- le tempistiche di arrivo delle acque agli acquedotti.
Insomma, maggiori sono le conoscenze, più facile è preservare adesso l’acqua per sfruttarla in futuro.
Venerdì verranno illustrati i primi lavori relativi a Gargnano e qualche novità pare essere emersa nella zona di Briano, con la probabilità che una grotta faccia da “inghiottitoio” per l’acqua.
Gli esperti potranno certamente portare esempi concreti su questo delicato argomento che rileva anzitutto la presenza di grotte, quindi (si spera) la presenza di acqua per poi testare con l’utilizzo di sostanze traccianti dove quest’acqua va a defluire.
A.GA.R.T.I.S. è composta da parecchi soci ma gli “operativi” sono una decina. Un futuro obiettivo è la pubblicazione di un libro (che segue altro materiale stampato) che offra dettagli e informazioni a tutti su questo specifico argomento.
Nel frattempo, venerdì il pubblico potrà approfittare dell’occasione per ottenere informazioni.
Bruno Festa

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