Ruggeri Caffè, una storia di caffè, famiglia e comunità a Desenzano del Garda

DESENZANO DEL GARDA - Una storia di famiglia, integrazione e comunità nel cuore di Desenzano: Ruggeri Caffè, dove il bar italiano incontra la cultura del caffè.

Non soltanto una caffetteria, ma un progetto che intreccia territorio, relazioni e identità. Ruggeri Caffè nasce dall’idea di portare una nuova cultura del caffè dentro l’esperienza quotidiana del bar italiano, senza rinunciare all’anima popolare, familiare e accessibile che da sempre caratterizza questi luoghi di incontro.

A Desenzano, il locale è diventato in poco tempo un punto di riferimento grazie a una proposta che unisce qualità e convivialità: caffè Cartapani estratto con macchina La Marzocco, colazioni, pause pranzo leggere, aperitivi e soprattutto un forte legame con clienti, vicini e realtà del territorio.

«Il caffè ci unisce» è il motto che accompagna il lavoro quotidiano del locale, costruito attorno all’accoglienza, alle collaborazioni locali e a piccoli progetti di comunità nati proprio intorno al bancone.

Dietro questa esperienza c’è anche una storia personale di cambiamento e rinascita. Il titolare Alejandro Ruggeri, argentino, arrivato in Italia con la famiglia, oggi guida il progetto con l’obiettivo di creare un luogo contemporaneo, riconoscibile e profondamente radicato nella vita della città.

In questa intervista racconta il percorso che ha portato alla nascita di Ruggeri Caffè, la sua idea di ospitalità e il valore sociale che può avere, ancora oggi, un semplice caffè condiviso.

Chi è Alejandro Ruggeri?

Sono argentino e sono arrivato in Italia con la mia famiglia nel 2023. Prima facevo un lavoro completamente diverso: ero pubblico ministero in ambito penale nella provincia di Buenos Aires.

Poi la vita ci ha portati qui, a Desenzano del Garda, e ho iniziato un percorso nuovo dietro il banco di un bar. Non è stato un cambio facile. Cambiare Paese, lingua, lavoro e abitudini richiede tempo. Però il bar mi ha dato una cosa importante: il contatto diretto con le persone, ogni giorno.

Come nasce Ruggeri Caffè?

Ruggeri Caffè nasce da una scelta di vita familiare. Quando siamo arrivati in Italia nel 2023, non conoscevamo davvero questo mestiere. Lo abbiamo imparato lavorando, sbagliando, ascoltando i clienti e cercando ogni giorno di migliorare qualcosa.

Il locale esisteva già, ma con il tempo abbiamo provato a dargli una nuova identità: più personale, più curata, più nostra. Così è nato Ruggeri Caffè & Co.

Che tipo di bar è Ruggeri Caffè?

Mi piace definirlo un bar caffetteria italiana evoluta. Non siamo uno specialty coffee shop in senso stretto. Non voglio raccontare una cosa che non siamo. Siamo un bar italiano, però con attenzione al caffè, all’accoglienza, all’ambiente e ai dettagli.

Lavoriamo con caffè Cartapani, macchina La Marzocco, colazioni, lunch leggero e aperitivo. L’idea è semplice: mantenere l’anima del bar italiano, ma farlo con più cura.

Cosa significa “Il caffè ci unisce”?

È una frase semplice, ma per noi è vera. Nel bar passano persone molto diverse: residenti, turisti, lavoratori, famiglie, studenti.

Alcuni entrano di corsa per un espresso, altri si fermano a parlare, altri tornano ogni giorno alla stessa ora. Alla fine il caffè è spesso una scusa per incontrarsi. Per questo diciamo: “Il caffè ci unisce”.

Com’è stato ricominciare da zero?

Faticoso. Non lo nascondo. Il bar è un lavoro duro: si apre presto, si sta tante ore in piedi, ci sono problemi, spese, fornitori, imprevisti. E quando hai portato con te tutta la famiglia, la responsabilità si sente ancora di più.

Però c’è anche una parte bella: vedere che un cliente torna, che ti saluta per nome, che porta un amico, che sente il locale un po’ suo. Sono cose piccole, ma per noi contano molto.

Che rapporto avete con Desenzano?

Desenzano è il posto dove stiamo cercando di costruire la nostra nuova vita. Ruggeri Caffè non vuole essere solo un locale di passaggio. Vorremmo che fosse un punto riconoscibile, un posto semplice ma curato, dove chi entra si sente accolto.

Ci interessa molto il rapporto con il territorio: i clienti, i vicini, le collaborazioni locali, le persone che vivono il lago tutto l’anno e anche chi arriva solo per qualche giorno.

Cosa vorreste per il futuro?

Vorremmo continuare a crescere senza perdere la nostra identità. Non vogliamo sembrare qualcosa che non siamo. Vogliamo essere un bar italiano contemporaneo, familiare, con buon caffè, buona accoglienza e una storia vera dietro.

Per noi il futuro si costruisce così: un giorno alla volta, una persona alla volta, una tazzina alla volta.

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