Quante volte, durante una visita oculistica, ci siamo trovati davanti a quella classica tabella con le lettere sempre più piccole? L’oculistica è molto più di un semplice controllo della vista: è una branca della medicina fondamentale per la salute degli occhi e per la qualità della vita.
A cosa serve una visita oculistica?
Sono in molti a chiedersi cosa una visita oculistica serve a valutare: la risposta è che non si tratta solo di misurare l’acuità visiva, ma di un esame completo che include:
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la valutazione della pressione intraoculare, per escludere il glaucoma
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l’esame del fundus oculi, per osservare retina, nervo ottico e vasi sanguigni
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il controllo della motilità oculare e della convergenza
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la verifica della presenza di cataratta o altre opacità del cristallino.
Una visita oculistica completa è raccomandata almeno ogni due anni per gli adulti senza particolari problemi, con maggiore frequenza in presenza di patologie come il diabete.
Quali sintomi portano a fare una visita oculistica?
Molte persone si rivolgono all’oculista solo quando la situazione è già compromessa. Esistono però segnali precoci che non andrebbero mai ignorati:
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visione offuscata o sfocata, anche solo in certi momenti della giornata
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mal di testa frequenti, specialmente dopo aver lavorato al computer
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bruciore, secchezza o lacrimazione eccessiva
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difficoltà nella visione notturna o fotofobia
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comparsa di miodesopsie (mosche volanti) o lampi di luce
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visione doppia o difficoltà a mettere a fuoco.
Cos’è il collirio che viene messo alle visite oculistiche?
Durante l’esame, il medico utilizza spesso un collirio midriatico, che dilata la pupilla per esaminare al meglio retina e nervo ottico. I suoi effetti — visione sfocata da vicino e sensibilità alla luce — persistono per alcune ore. Per questo motivo è consigliabile non guidare subito dopo la visita.
In alcuni casi viene usato anche un collirio anestetico locale, utile per la tonometria, ovvero la misurazione della pressione oculare.
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