Incendio a Lonato, Arpa: presenza di diossine nell’aria

LONATO - Analizzati i primi due campioni prelevati dopo il rogo del capannone della Valli Spa. I valori di diossine sono compatibili con le emissioni dell'incendio, ma non rappresentano un limite sanitario o di qualità dell'aria.

Il grande incendio che nella serata del 12 luglio ha interessato un capannone adibito allo stoccaggio di materiale plastico di un’azienda del settore del trattamento rifiuti a Lonato del Garda (ne abbiamo scritto qui) ha lasciato tracce nell’aria.

A renderlo noto è Arpa Lombardia, che ha diffuso i risultati delle analisi effettuate sui primi due campioni raccolti con il campionatore ad alto volume installato dai tecnici del Dipartimento di Brescia subito dopo il rogo.

Di seguito il comunicato di Arpa

«Disponibili gli esiti delle analisi, effettuate nei laboratori di Arpa Lombardia, sui primi due filtri del campionatore ad alto volume posizionato dai tecnici del dipartimento di Brescia dell’Agenzia in occasione dell’incendio che lo scorso 12 luglio si è sviluppato ai danni di un capannone, dedicato allo stoccaggio di materiale plastico, appartenente a un’azienda nel settore del trattamento rifiuti situata sul territorio del Comune di Lonato del Garda (Bs).

 

Le analisi sui campioni di aria ambiente

Il primo campione di aria ambiente è stato raccolto (mediante filtro e PUF – Polyurethane Foam, schiuma poliuretanica) dalle ore 18:35 del 12 luglio alle ore 8:17 del 13 luglio, il secondo campione iniziato alle ore 9:30 del 13/07/2026 alle ore 9:03 del 14/07/2026, entrambi acquisiti tramite il campionatore alto volume installato da Arpa Lombardia sulla base delle informazioni meteorologiche e modellistiche disponibili al momento dell’attivazione del monitoraggio.

Al riguardo, si precisa che l’individuazione dell’attuale punto di campionamento è stata effettuata utilizzando un campo di vento di natura previsionale.

La rappresentazione modellistica deve pertanto essere considerata quale strumento di supporto per orientare il posizionamento del campionatore e individuare l’area potenzialmente interessata dalle ricadute.

 

Benzo(a)pirene inferiore al limite

Con riferimento agli idrocarburi policiclici aromatici – per entrambi i campioni – il benzo(a)pirene, unico composto della classe per il quale la normativa in materia di qualità dell’aria stabilisce un valore obiettivo, è risultato inferiore al limite di quantificazione del metodo analitico.

 

Diossine e furani oltre i livelli

Per quanto riguarda diossine e furani, è stata rilevata una concentrazione nel primo campione pari a 4,15 pg WHO-TEQ/m³ (concentrazione totale equivalente espressa in picogrammi per metro cubo d’aria), mentre un valore di 15,31 pg WHO-TEQ/m³ nel secondo campione, indicativa di una significativa alterazione rispetto ai livelli ordinariamente riscontrabili in aria ambiente.

I valori risultano superiori alla concentrazione di 0,3 pg WHO-TEQ/m³, richiamata in letteratura quale livello indicativo della presenza di una sorgente emissiva locale da individuare e sottoporre a controllo.

Questo riferimento non costituisce tuttavia un limite normativo di qualità dell’aria né una soglia sanitaria direttamente applicabile ai fini della valutazione dell’esposizione umana.

Il risultato ottenuto – conclude il comunicato di Arpa – è compatibile con un apporto emissivo associato all’incendio e alla combustione dei rifiuti coinvolti (plastica), non è possibile delimitare con precisione l’estensione territoriale delle ricadute. Esso costituisce pertanto un elemento conoscitivo che accerta la presenza di diossine in aria che viene messo a disposizione delle istituzioni per le proprie valutazioni di competenza.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori aggiornamenti.

 

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