Festival della Liberazione, domenica di dignità e tolleranza all’Arci di Salò
SALO' - Dopo le due giornate del Festival della Liberazione di Toscolano-Maderno, entra in scena la sezione del Festival “Liberazione Dignità Tolleranza Oggi” presso il circolo ARCI di Salò organizzato dal circolo medesimo e dal “Gruppo 27 Ottobre”.
L’evento si dipana dalle 16 alle 22 nella giornata di domenica 27 aprile.
Con l’intento di offrire una scena a coloro che hanno ritenuto di manifestare artisticamente sui temi della festa, gli organizzatori hanno raccolto la disponibilità di 17 artisti di varie forme d’arte: musica, narrazione, poesia, video, fotografia, ceramica, pittura.
Svolgeranno dei set musicali i Corimè, i Kill Dafne, il gruppo Officine Vanardi, Anna Maestri Urdà e Sergio Maestri, Gloria Nantwi, Marco Leali e in chiusura il gruppo “La gang del bongo” che animerà una Jam session” collettiva.
E’ ancora fresco di stampa l’ultimo album di Corimè che porta il titolo “Disarmo”.
Verrà proiettato un “corto d’autore” di Matteo Delai, giovane regista e fotografo gardesano già apprezzato in vari festival internazionali. La sua presenza è un segno di continuità nella grande tradizione cinematografica legata territorialmente e culturalmente a Salò. Basti citare la figura del salodiano Luigi Comencini, gigante della stagione mondiale del cinema italiano e regista di film stabilmente collocati nella storia del cinema.
Terranno delle conversazioni di approfondimento Federico Carlo Simonelli, Mattia Maestri, Mirko Cavalletto; il primo su una specifica vicenda resistenziale locale, il secondo in particolare sull’articolo 3 della Costituzione e il terzo sull’esigenza di liberazione dai meccanismi degenerativi del mercato dell’iper-liberismo.
Le migliori esperienze sul Garda
Selezionate per te da Garda OutdoorsFrancesca Garioni farà letture poetiche di grandi autori, accompagnata dal percussionista Aligi Colombi.
Navjot Sondhi, giovanissimo pakistano, offrirà una sua composizione poetica originale.
Walter Szczerbowski, Ilaria Maestri e Matteo Deali esporranno per il periodo della festa le loro opere di fotografia. Di grande attualità il lavoro di Alessandra Ricci (@maka.pottery), ceramista, che propone il suo progetto “Vulva attack” per significare il difficile cammino di liberazione della donna. Sergio Leali espone pitture e fotografie.
Il carattere di questa festa si ritaglia una sua specificità nel panorama delle manifestazioni per l’ottantesimo anniversario della liberazione. Esso infatti porta in evidenza la volontà nata e cresciuta dal basso, dalla società civile, di riaffermare, consolidare e attualizzare i fondamenti costituzionali.
Le ragioni del Festival della Liberazione
Questa festa è un modo per riconoscere i sacrifici e il doloroso travaglio di una società che ha vissuto il decadimento umano della guerra e della violenza in senso lato.
Questo moto semplice e giovane, di rinascita popolare, assume ulteriore significato per il luogo in cui si compie. Salò è stata la scena in cui i protagonisti di questo decadimento hanno consumato la fase più crudele dell’esercizio del loro potere autoritario, fondato sulla distruzione cinica e crudele dell’altro.
Vi sono Comuni e sindaci (istituzioni della Repubblica) che manifestano imbarazzo a celebrare la Liberazione, tanto da cancellarla di fatto o cambiandole nome, o sopportandola invece che supportarla.
Al netto di tante considerazioni che si possono fare, è incontestabile che il 25 aprile di 80 anni fa si è aperta per la storia italiana e internazionale una fase nuova, dove sono stati reimpiantati o impiantati ex novo i valori della democrazia.
Dal 1945 fino a oggi si è assistito a vicende che hanno sconvolto le nostre comunità e che ci portano a dire che i virus del fasci-nazismo sono ancora in circolo, gli anticorpi sociali e soggettivi non sono riusciti a neutralizzare la loro azione.
Per questo un gruppo di giovani di Salò e di Toscolano-Maderno hanno pensato di dire a chiare lettere che il 25 Aprile si è passati da una condizione di prigionieri dell’assolutismo e della violenza a quella di persone libere; almeno in una misura tale da potersi considerare e sentire in una società sufficientemente libera.
Queste due cittadine, con Gargnano in modo particolare, sono state il luogo della RSI, per un qualche motivo non importante, detta anche Repubblica di Salò; locuzione paradossale nelle sue fondamenta sostanziali, come ben spiegato, tra gli altri, dallo storico Bruno Festa nel suo “Polvere nera, i seicento giorni di Mussolini a Gargnano”.
Quindi nessun imbarazzo politico-amministrativo per l’associazione Liberamente (Festival Rockerellando), il “gruppo 27 ottobre” e il circolo ARCI di Salò Vittorio Zambarda nell’organizzare una festa della Liberazione che non sparisce dal calendario, ma che dura tre giorni.

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