Sicurezza sul lavoro, a Brescia oltre 14 mila infortuni e 26 morti. Via libera unanime alla nuova legge regionale
LOMBARDIA - La Lombardia è la prima Regione che ha deciso di dotarsi di una legge sul tema. Con la formazione si fa azione di prevenzione per gli incidenti sul lavoro.
Una piattaforma informatica per prevenire infortuni e contribuire a migliorare la sicurezza sul lavoro; la formazione, del resto, è uno degli strumenti più efficaci per contrastare infortuni e malattie professionali.
Per questo è stata scelta come elemento cardine del Progetto di Legge regionale n. 132 approvato all’unanimità in Consiglio regionale e che permette di tracciare tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, sia degli enti accreditati sia quelli non accreditati, garantendo trasparenza ai discenti, correttezza tra gli operatori e maggiore capacità di controllo da parte degli organi preposti, per evitare gli attestati ‘facili’.
Quindi più ordine, trasparenza e qualità nel sistema della formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia. Lo hanno illustrato in conferenza stampa a Palazzo Pirelli gli assessori regionali Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Guido Bertolaso (Welfare).
In particolare, il provvedimento istituisce con legge la realizzazione di una piattaforma informatica regionale, nella quale tutti i soggetti che intendono fare formazione in questo ambito dovranno registrarsi e caricare i dati dei corsi e degli attestati, che avranno valore pubblico. Prevede sanzioni amministrative in caso di inadempimenti, proporzionate al ruolo e alla responsabilità dei soggetti obbligati, nel pieno rispetto delle competenze normative. Una piattaforma che anticipa le leggi nazionali ma che sarà interoperabile.
Tironi: risposta concreta per sicurezza sul lavoro in Lombardia
“È una risposta concreta – spiega l’assessore Tironi – a situazioni di diffusa inosservanza, che negli anni hanno penalizzato soprattutto i lavoratori. Svuotando di significato la formazione e indebolendo l’intero sistema di prevenzione. Vogliamo tracciare tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, garantendo trasparenza ai discenti, correttezza tra gli operatori e maggiore capacità di controllo da parte degli organi preposti per garantire la qualità della formazione erogata”.
“Con questo PDL – chiarisce l’assessore regionale, entrando nel merito dell’impianto normativo – non stiamo inventando nuovi obblighi, ma stiamo facendo un passo decisivo per rendere effettivi e verificabili quelli già previsti dalla normativa nazionale. In particolare, intendiamo regolamentare in modo puntuale l’erogazione dei corsi di formazione previsti dal D.lgs. 81/08, alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni n. 59 del 17 aprile 2025”.
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Bertolaso: dati ci dicono che siamo sulla strada giusta
“I dati ci dicono che – prosegue – siamo sulla strada giusta. Negli ultimi anni abbiamo impresso una forte accelerazione alle attività di controllo sul territorio, con un incremento costante che ha visto le ispezioni crescere sensibilmente tra il 2023 e il 2025. Questa maggiore presenza delle nostre ATS nei luoghi di lavoro è un segnale di vicinanza alle imprese sane e un deterrente contro l’irresponsabilità”.
“I frutti di questo impegno sono visibili. A livello nazionale – sottolinea Bertolaso – registriamo una positiva riduzione degli infortuni , e in Lombardia siamo fieri di presentare tassi di infortuni stabilmente inferiori alla media italiana. Non è un traguardo, ma uno stimolo a fare di più: con le ultime delibere di Giunta abbiamo infatti fissato l’obiettivo ambizioso di incrementare ulteriormente i controlli di un altro 20%, potenziando il personale e garantendo ispezioni anche in orari notturni e festivi”.
Sicurezza, Lombardia prima regione italiana con piattaforma informatica
“Accanto alla vigilanza – dice ancora Bertolaso – puntiamo sulla qualità della formazione. Grazie alla nuova legge regionale, la Lombardia è la prima regione in Italia a dotarsi di una piattaforma informatica per tracciare ogni singolo corso di formazione. Vogliamo che ogni ora passata in aula dai nostri lavoratori sia tempo di valore, trasparente e certificato, e garantire che la prevenzione diventi cultura vissuta in ogni cantiere, ufficio o fabbrica della nostra regione”.
Già nel luglio 2024 il Consiglio regionale, con l’Ordine del Giorno n. XII/421, approvato all’unanimità, aveva espresso una volontà netta in questa direzione.
A questa volontà ha fatto seguito la comunicazione in Giunta dell’assessore Tironi del 18 novembre 2024, e poi un lavoro costante di costruzione normativa e di confronto con i territori.
Un protocollo di intesa su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia
Un passaggio fondamentale è stato l’approvazione della delibera regionale n. XII/4499 del 3 giugno 2025, che ha portato, il 1° luglio, alla sottoscrizione del Protocollo d’intesa su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, firmato dal presidente Fontana, dagli assessori Tironi e Bertolaso e da circa trenta rappresentanti delle parti sociali e datoriali alle quali va il ringraziamento della Regione per la collaborazione.
Quel Protocollo, in coerenza con l’Accordo nazionale, ha sancito un impegno preciso: dotare la Lombardia di un repository dedicato esclusivamente alla formazione in materia di salute e sicurezza, e di un sistema di tracciatura di tutti i soggetti formatori e di tutti i corsi erogati.
Con questo PDL la Regione Lombardia dà piena attuazione anche a quanto previsto dall’articolo 37, comma 2, lettera b-bis del D.lgs. 81/08, rafforzando il monitoraggio, il controllo e la qualità delle attività formative, nelle more degli ulteriori atti attuativi previsti a livello nazionale.
“Il risultato – concludono Tironi e Bertolaso- è chiaro e politicamente significativo. La Lombardia diventa la prima Regione italiana a dotarsi di una legge specifica sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, accompagnata da una piattaforma digitale dedicata, trasparente e tracciabile. Non è un primato fine a se stesso, ma una scelta di responsabilità verso i lavoratori, le imprese e l’intero sistema produttivo”.
Infortuni sul lavoro: i dati del Bresciano
Nei primi undici mesi del 2025 la provincia di Brescia ha registrato 14.717 denunce di infortunio sul lavoro, il secondo dato più alto in Lombardia dopo Milano, e 26 decessi.
Numeri che, nonostante un lieve calo rispetto al 2024, continuano a collocare il territorio in zona arancione per l’incidenza di mortalità, pari a 34,3 morti per milione di occupati. A incidere in modo significativo è soprattutto il comparto manifatturiero, che concentra una quota rilevante degli incidenti.
Pollini (M5S): “Una legge è il minimo che si possa fare”
Tra i voti favorevoli anche quello del Movimento 5 Stelle, come spiegato dalla consigliera regionale Paola Pollini: «Di fronte a un’urgenza di questa portata, l’approvazione di una legge rappresenta il minimo indispensabile», ha dichiarato Pollini a margine del voto.
«Il provvedimento va nella direzione giusta perché punta a migliorare la qualità della formazione, rendendola trasparente e controllabile».
La legge prevede infatti l’istituzione di un elenco regionale dei soggetti formatori e una piattaforma digitale per la registrazione dei corsi e degli attestati, oltre a sanzioni per chi non rispetta le regole.
Secondo la consigliera pentastellata, si tratta di «un passo importante nella lotta contro la formazione di facciata e contro gli attestati falsi, che mettono seriamente a rischio la sicurezza di lavoratrici e lavoratori».
Restano però alcune criticità. «Anche su sollecitazione dei sindacati avevamo chiesto che fosse esplicitato l’obbligo di una formazione specifica, calibrata sui rischi reali delle singole aziende», ha sottolineato Pollini. «La Regione ha scelto di non accogliere questa indicazione, perdendo un’occasione per affermare con forza che la sicurezza non può ridursi a un corso generico».
Il M5S, pur sostenendo la legge, annuncia dunque attenzione sulla fase applicativa. «Ora è fondamentale agire rapidamente: la piattaforma deve essere attivata al più presto e la Regione deve garantire un supporto concreto agli enti formatori per adeguarsi ai nuovi standard», ha concluso Pollini. «Abbiamo votato a favore, ma vigileremo attentamente sull’attuazione della norma».
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