Trentino, Sat: basta vie ferrate

TRENTINO - La SAT ha pubblicato linee in materia di vie ferrate. Stop a nuove vie che favoriscono una frequentazione superficiale della montagna, che non necessariamente deve essere accessibile a tutti.

È stato pubblicato sul  sito internet della Sat il documento di indirizzo deliberato dal Consiglio, in data 29 novembre 2021, riguardo le linee di principio in materia di vie ferrate (lo puoi scaricare qui).

Il documento si è reso necessario in seguito alle polemiche e discussioni riguardanti gli interventi di manutenzione di varie vie attrezzate.

Stop a nuove vie attrezzate

«SAT – si legge sul sito della Società degli Alpinisti Tridentini (SAT) -, con il CAI Alto Adige e Alpenverein Südtirol, ha deciso quindi di non adoperarsi per progetti che riguardino nuove vie attrezzate in quanto ciò si discosta dall’impegno di SAT per la tutela ambientale».

Per la SAT «l’infrastrutturazione con cavi, scale, ponti tibetani, crea antropizzazione in quota e favorisce una frequentazione superficiale della montagna, che nel tempo potrà mettere a rischio biodiversità, paesaggio (nuova viabilità, nuovi punti ristoro o potenziamento degli esistenti) e può falsare la valutazione del rischio da parte degli utenti».

 

Manutenzione limitata al minimo

Per quanto riguarda la manutenzione delle vie ferrate già esistenti, SAT ritiene che, solo dopo un’ attenta valutazione caso per caso e tenendo in considerazione le varie specificità, si possa decidere di intervenire su una ferrata, ma solo attraverso interventi di ristrutturazione poco invasivi rispetto all’originale percorso.

«Si è consapevoli – si legge nel documento della SAT – che la manutenzione delle vie ferrate è a volte indispensabile, e che non si può prescindere dall’aspetto turistico che, oggettivamente, è un pilastro su cui poggia la nostra economia. Ciò osservato si ritiene che, dopo una valutazione attenta, caso per caso, si possa decidere di intervenire su una ferrata, ma solo attraverso interventi di ristrutturazione poco invasivi rispetto all’originale percorso».

In taluni casi SAT «può decidere di dismettere la via, se ritiene che l’eventuale intervento effettuato o da effettuare, la renda non conforme ai principi del sodalizio».

Conclude il documento della SAT: «Non necessariamente la montagna deve essere accessibile a tutti e non può diventare un parco giochi: la nostra volontà è quella di privilegiare un’escursione più attenta e consapevole preservando l’ambiente che in questi anni si è rivelato sempre più fragile».

 

 

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