L’agente non ce l’ha fatta, dichiarata la morte cerebrale

TOSCOLANO - Non ce l'ha fatta Gino Zanardini, l'agente di Polizia Locale colpito alla testa da un sasso in Valle delle Cartiere. Oggi, mercoledì, i medici del Civile hanno dichiarato la morte cerebrale.

L’agente Gino Zanardini, vicecomandante della Polizia Locale di Toscolano Maderno, non è sopravvissuto alla ferita alla testa causata da un sasso precipitato dalla parete rocciosa della stretta di Covoli, nella Valle delle Cartiere, dove il vigile si trovava per un’ispezione dopo la bufera che ha colpito la zona nella mattinata di martedì 12.

L’uomo, soccorso e intubato in Valle delle Cartiere, era stato portato in condizioni disperate al Civile di Brescia, dove si trovava ricoverato con la riserva della prognosi.

Aveva 61 anni. Ne avrebbe compiuti 62 domani, giovedì 14. Avrebbe festeggiato con la moglie Giovanna e il figlio Fabrizio, 28enne, che invece, per un destino crudele, oggi piangono un marito e un padre.

Attorno al loro dolore si stringono due comunità, quella di Gargnano, dove Zanardini viveva nella frazione di Villa, e quella di Toscolano Maderno, dove lavorava da tanti anni nella Polizia Locale.

Persona conosciuta da tutti in paese, sia per il lavoro che svolgeva con dedizione da anni, sia per essere un uomo socievole e gentile, sempre disponibile con la gente. Una grave perdita per la famiglia e l’intera comunità.

La notizia della sua scomparsa ha gettato nello sconforto un’intera comunità che per 24 ore aveva sperato che Gino Zanardini potesse farcela. In tanti hanno fatto il tifo per lui. Purtroppo il «vigile buono» si è dovuto arrendere a un destino davvero difficile da accettare.

La donazione degli organi è stato l’ultimo gesto di generosità di Gino Zanardini.

I soccorsi a Covoli dopo l’incidente.

 

 

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