Ciclabile sommersa: proposta ufficializzata, palla alla politica

ALTO GARDA - Il Comitato Giacomo Cis l'ha proposta. La super esperta ha detto che, tecnicamente, è possibile farla. Ora spetta alla Provincia di Trento decidere.

«La ciclabile sommersa si può fare». A dirlo è Arianna Minoretti, comasca, ingegnere della Norwegian Public Roads Administration, a capo del progetto viabilistico più ambizioso mai realizzato in Europa, il «ponte di Archimede», che dovrà rendere percorribile da treni e auto, senza soluzioni di continuità, la E39, 1100 km di autostrada sulla costa ovest della Norvegia oggi interrotti da 10 fiordi attraversabili solo in traghetto.

Alla super esperta si è rivolto il Comitato Giacomo Cis di Riva del Garda per dare corpo a un sogno: far correre un tratto della ciclabile tra Riva e Limone, per qualche centinaia di metri, sotto il pelo dell’acqua, in una specie di grande tubo trasparente.

Se ne è parlato giovedì sera a Riva del Garda, nel corso di un incontro partecipato. Un centinaio i presenti, rivani e non, curiosi, bikers, amministratori. C’erano anche il sindaco di Arco Alessandro Betta, il vicesindaco di Riva Mario Caproni, consiglieri di maggioranza e minoranza arcensi e rivani, e anche il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder. E c’era anche Gardapost.

La presentazione a Riva. Da sinistra: l’ing. Minoretti, Bicio Di Stasio e Donato Riccadonna del Comitato Giacomo Cis.

Non una provocazione, ma una proposta concreta, che addirittura, paradossalmente, potrebbe essere la soluzione meno complicata per bypassare criticità come quella dell’ex ristorante «Casa della Trota» o la zona del Corno di Bo’.

Il comitato rivano presieduto da Donato Riccadonna ha già dimostrato, con la riapertura del sentiero Ponale, di saper concretizzare i sogni. Ora ci riprova, alzando l’asticella. «Sarebbe la prima pista sommersa al mondo – dice Riccadonna –, un richiamo turistico pazzesco. Se la Ponale registra 500mila passaggi annui, una pista subacquea ne farebbe un milione».

Uomini del fare, quelli del Comitato non sono rimasti con le mani in mano e si sono rivolti all’ing. Minoretti, che giovedì sera a Riva, in Rocca, ha relazionato sul progetto del ponte di Archimede (si chiama così perché la struttura sommersa sfrutta il principio di Archimede: ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale verso l’alto, uguale al peso del volume del fluido spostato). Il tunnel può essere o ancorato al fondale o collegato a isole galleggianti.

Immagine del progetto “Ponte di Archimede”.

Per quanto riguarda la ciclabile sommersa, nessun dubbio sulla fattibilità dell’opera. Se è possibile costruire tubi sommersi in cui passano camion e treni, figuriamoci un ciclabile: «La tecnologia è matura – dice Minoretti – e l’investimento per lo studio di fattibilità non sarà eccessivo. Certo, poi serviranno amministrazioni lungimiranti».

Intanto ci si si augura che a breve, come annunciato, prenda il via il primo lotto della pista tra Riva e Limone, dalla cittadina trentina alla galleria «Orione». L’obiettivo è «agganciarsi» al tratto limonese entro il 2022.

La ciclabile all’interno del “ponte di Archimede” progettato in Norvegia.

«L’importante è che i lavori partano – ha detto Marco Benedetti, presidente di Ingarda Trentino Spa, l’Apt del Garda Trentino -, se poi riusciamo a farne un tratto così avveniristico, tanto meglio». C’è anche chi è scettico: «Siamo sicuri che sia suggestivo pedalare in un tubo sommerso?».

L’idea è piaciuta anche al presidente provinciale Walter Kaswalder: «Da questi confronti nascono soluzioni e idee importanti. Bisognerà studiare l’idea, vedere e valutare i costi e i benefici. La Provincia potrà metterci il proprio contributo se le amministrazioni locali saranno convinte di ciò». 

Per qualcuno sarebbe meglio spostare sott’acqua le auto. Col ponte di Archimede sarebbe possibile. Nel 2002 sul lago di Como ci avevano provato, con un progetto presentato alla commissione europea che però si era poi arenato. Qui non siamo in Norvegia.

Un’altra immagine tratta dagli studi di fattibilità sul “Ponte di Archimede”.

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