Asst Garda: a Leno inaugurati casa e ospedale di comunità

LENO - Inaugurate le strutture socio sanitarie di Leno (Asst Garda) e Nave (Asst Spedali Civili). Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: «Oggi è l’inizio di un percorso rivoluzionario nella nostra sanità».

Inaugurata la Casa e ospedale comunità a Leno (Asst Garda). Al taglio del nastro, accanto al Direttore Generale di ASST Garda Mario Alparone, sono presenti il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, la Vicepresidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti, il Sindaco di Leno Cristina Tedaldi e il Sindaco di Manerbio Samuele Alghisi.

Un punto unico di riferimento per la salute dei cittadini che possono intraprendere così un percorso di cure personalizzato. Oltre ad avere una valutazione completa dei bisogni effettuata da professionisti, medici e sanitari. Il presidio è anche un’integrazione del servizio sanitario con il sociale per offrire risposte puntuali e più capillari sul territorio. Questi i punti di forza delle Case di Comunità previste dal piano di potenziamento della sanità lombarda.

Il Direttore Generale di ASST Garda Mario Alparone ha dichiarato: “Siamo lieti di inaugurare oggi la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità di Leno e i nuovi reparti di Manerbio alla presenza del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e della Vicepresidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti. La Casa e l’Ospedale di Comunità trovano la loro naturale collocazione all’interno del presidio lenese dove i cittadini possono usufruire di numerosi servizi socio-sanitari organizzati grazie ad un lavoro di rete con i Medici di Medicina Generale, le realtà associative e le Amministrazioni Comunali. Si tratta nel complesso di un intervento di valorizzazione del presidio e delle attività che sono state strutturate per una presa in carico articolata e completa, attuata anche attraverso gli infermieri di famiglia. A Manerbio, grazie all’importante finanziamento regionale di 4.600.000 euro, è stato realizzato un intervento strutturale di sopralzo e di ristrutturazione con creazione di nuovi locali destinati a Pediatria-Patologia Neonatale, Cardiologia-Unità di Cura Coronarica e Servizio di Elettrofisiologia. Gli spazi sono molto più ampi e funzionali rispetto alla precedente collocazione e permettono di riunire in aree omogenee servizi e unità operative complementari fra loro”.

Sottolinea il Sindaco di Leno Cristina Tedaldi: “Esprimo grande soddisfazione e un plauso alla Direzione Generale dell’Asst del Garda per il bellissimo risultato e per i tempi di realizzazione che danno continuità agli investimenti fatti da Regione Lombardia negli ultimi anni grazie anche alla sinergia tra tutte le forze politiche regionali e comunali. Una Casa di Comunità e un Ospedale di Comunità nel nostro presidio ospedaliero vanno nella direzione della valorizzazione e recupero del grande patrimonio esistente a Leno figlio del lavoro e della storia di tutta la Bassa Bresciana.”

La Casa di Comunità è il cuore delle cure sul territorio, permette di potenziare l’assistenza e garantire una completa presa in carico della persona cronico-fragile con riduzione della pressione sugli ospedali per acuti.

L’Ospedale di Comunità dipende funzionalmente dalla Medicina Interna di Manerbio diretta da Anna Bussi, medico referente è Andrea Caldonazzo, dispone di 20 posti letto (15 i posti attivi) ed è dedicato alla persone che, per le loro condizioni, non possono tornare al domicilio dopo il ricovero per un fatto acuto, ma necessitano di un periodo in una struttura idonea al recupero funzionale e dell’autonomia personale.

I percorsi attivati per l’Ospedale di Comunità prevedono che il ricovero possa avvenire dai reparti di Medicina aziendali e dai Medici di famiglia anche con il supporto del personale infermieristico dell’Unità di Valutazione Multidimensionale.

 

Ospedale e Casa di Comunità a Leno

Un esempio pratico di come viene declinata la medicina territoriale è quello della Casa di comunità di Leno (Brescia) inserita nella Asst Garda. La struttura è stata inaugurata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana insieme alla vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli, e la vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia,  Simona Tironi. Intervenuti anche Mario Alparone, direttore generale Asst Garda, il direttore socio-sanitario Roberta Brenna e il sindaco di Leno Cristina Tedaldi.

Regione Lombardia ha già individuato le prime 218 Case di Comunità e i primi 71 Ospedali di Comunità.

 

Sanità più vicina ai cittadini

“Questo – ha commentato Fontana – è l’inizio di un percorso innovativo nella nostra sanità. La riforma che abbiamo approvato pochi mesi fa e che è stata realizzata ascoltando tutte le componenti della nostra società, tutti gli stakeholder della sanità. Questa legge, di cui sono particolarmente orgoglioso, per prima in Italia va nella direzione di avvicinare le risposte della sanità alle esigenze dei cittadini, evitando nel contempo di mettere sotto pressione gli ospedali per prestazioni che non competono agli ospedali stessi”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente Fontana ha sottolineato poi l’importanza della prima giornata senza mascherine all’aperto. “È un messaggio di grande speranza che deve giungere a tutti i nostri cittadini. Questi passi in avanti sono il risultato delle vaccinazioni, di cui i lombardi sono stati i principali interpreti”.

“Non dimentichiamo che – ha chiosato il presidente – la Lombardia è prima al mondo come percentuale di terze dosi booster già inoculate. In questa classifica ci segue il Giappone”.

Sinergia tra medici e infermieri

“Con la legge regionale approvata a novembre – ha sottolineato la vicepresidente Moratti – abbiamo potenziato la sanità territoriale. Sono in fase di realizzazione 218 Case di Comunità e 71 ospedali di Comunità. Dopo Milano, Leno e Nave sono le prime Case che inauguriamo in Lombardia”.

“Si tratta di un primo punto di accesso e orientamento, analisi clinica con presenza di servizi – ha spiegato – e diventa fondamentale la collaborazione tra medici e infermieri. I medici – ha sottolineato – per la parte relativa alle diagnosi e clinica, gli infermieri per le attività, ad esempio, di follow up per gli ipertesi e i dializzati. Una sinergia, nel rispetto delle specifiche professioni, che rappresenta un passo avanti importante. I cittadini avranno quindi tutti quei servizi che riguardano soprattutto le fragilità e le cronicità”.

Collegamento tra area sanitaria e socialeCasa ospedale comunità

“Altro punto di rilievo – ha rimarcato – è il collegamento tra l’area sanitaria e sociale. Nelle Case di Comunità sono infatti presenti i consultori, gli assistenti sociali, gli psicologi. Una forte integrazione che permette al cittadino di recarsi in un unico luogo per utilizzare i servizi. A Leno, ad esempio, è possibile, con una unica domanda fare richiesta per entrare nelle Rsa (10 presenti sul territorio). Nella stessa struttura si può accedere alla dialisi peritoneale che non prevede il ricovero. In sintesi, attenzione e percorso di cura che facilitano la dimensione di vicinanza”.

Risposte concrete per l’area bresciana

“Il territorio bresciano – ha detto l’assessore Mattinzoli – vive con concretezza l’evoluzione della nuova legge di potenziamento della sanità lombarda, norma innovativa che coniuga sociale e welfare. Uno strumento adeguato che metterà tutti gli operatori nelle migliori condizioni per operare”.

Contesto territoriale

Leno è collocato in posizione baricentrica rispetto al territorio dell’Asst del Garda. È tra l’altro il Comune a più alta densità abitativa (13.956 abitanti) dopo Ghedi ed è dotato di un presidio ospedaliero territoriale.

La presenza dei massimi vertici di Regione Lombardia rientra nell’ambito di una serie di visite alle Case e agli Ospedali di Comunità ubicati sul territorio.

La vicepresidente Moratti ha anche visitato la struttura di Nave e quella di Manerbio.

Casa ospedale comunitàOspedale e Casa comunità di Leno

È una struttura sanitaria di ricovero breve che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. L’obiettivo è evitare ricoveri ospedalieri impropri e favorire dimissioni protette in luoghi più idonei e più prossimi al domicilio.

Dispone di un reparto di degenza sub-acuti con 20 posti letto di cui 15 attivi. Il reparto accoglie pazienti, prevalentemente affetti da diverse patologie provenienti dalla struttura ospedaliera di Manerbio.

La struttura

La Casa di comunità eroga i seguenti servizi: Punto unico di accesso (Pua), Centro unico prenotazione, Punto prelievi, Cure primarie (Mmg, Pls), Assistenza domiciliare integrata. Presenti anche: Infermieri di famiglia e comunità, partecipazione della comunità e volontariato, Servizi sociali, Unità di valutazione multidimensionale, inserimento in Rsa e Poliambulatori Centro diabetologico-radiologia.

All’interno della Casa ci sono altresì l’Ufficio scelta revoca e protesica, il Consultorio familiare, il reparto vaccinazioni e l’ufficio certificati e patenti. Presenti anche: Centro psicosociale, Area riabilitativa, Disabilità con equipe operativa handicap, Neuropsichiatria infantile e adolescenza, Area psicosociale giovani,  reparto di Psichiatria Spdc. La Casa di comunità comprende, infine, gli ambulatori e reparto di Riabilitazione, il Centro disturbi cognitivi demenze e l’Avis.

 

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