Un Mincio da bere
PONTI SUL MINCIO (MN) - Sabato 26 luglio alle ore 11 presso l’Edificio Regolatore di Salionze il Tavolo del Mincio presenta la grave situazione in cui versa il fiume e le proposte di mitigazione degli scarichi del Depuratore di Peschiera.
Dai tempi della sua entrata in funzione negli anni ’70 – fa sapere il Tavolo del Mincio tramite una nota firmata dal portavoce Andrea Fiozzi – il depuratore ha sversato senza soluzione di continuità i suoi scarichi direttamente nel fiume Mincio, che ha visto contemporaneamente ridursi anche il proprio deflusso naturale.
I nutrienti di cui sono composti i reflui hanno così iniziato un processo di accumulo di sostanze eutrofiche che a causa del continuo diminuire della portata del fiume si sono concentrate prima di tutto nelle Valli – zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar – e poi nei laghi di Mantova.
Questa situazione si è negli anni progressivamente aggravata in conseguenza del deciso peggioramento della qualità delle acque apportate al Mincio dai suoi affluenti appartenenti al reticolo irriguo che raccoglie gli effetti di una agricoltura ormai fuori controllo, favorendo il moltiplicarsi dei processi di interrimento ed eutrofizzazione.
Ancora nel 2008 le associazioni mantovane promossero la petizione “Garda pulito, Mincio vivo”, quando l’impianto di Peschiera scaricava annualmente – tra le altre – circa 300 ton di azoto e 35 di fosforo, quantità non certo diminuite a fronte di un vertiginoso aumento della presenza turistica al Lago che ha portato, in occasione del rinnovo dell’autorizzazione allo scarico presentata nel 2017 a dichiarare il trattamento di una portata annua di reflui tra i 40 e i 50 milioni di metri cubi.
Il tavolo: “Modificare il punto di scarico del depuratore”
La richiesta era sostanzialmente la stessa che ripropone oggi il Tavolo del Mincio, in un quadro ambientale però enormemente più aggravato: modificare il punto di scarico del depuratore permettendo così di miscelare i nutrienti in una massa d’acqua notevolmente maggiore (i canali irrigui del Virgilio e della Seriola) così da ridurne il carico al fiume, alle Valli e ai Laghi.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsIn base all’enorme successo di quella iniziativa nacque un progetto (commissionato in primis dallo stesso soggetto gestore dell’impianto, Depurazioni Benacensi srl e coordinato dal prof. Carlo Collivignarelli, Professore Ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia) che, vista la fattibilità semplice e poco onerosa venne inserito anche come punto prioritario del Contratto di Fiume del Parco del Mincio.
Nonostante l’adesione di tutti i soggetti istituzionali a questa soluzione e la disponibilità del gestore dell’impianto, la realizzazione di questo semplice stratagemma che avrebbe concorso ad invertire una tendenza ampiamente documentata di degrado non fu mai concretizzata, in spregio ad una logica di condivisione dei costi e benefici delle opere ad alto impatto ambientale così ben documentata e richiesta dalla cittadinanza.

Ogni azione a monte ha conseguenze a valle
Corre l’obbligo di richiamare le dichiarazioni della senatrice Gelmini presidente della Comunità del Garda, al recente convegno organizzato dal Comune di Mantova e avente per tema “Tutela e Salvaguardia del Mincio e dei laghi di Mantova”: la “consapevolezza del legame fisico del Garda con il Mincio per cui ogni azione a monte ha conseguenze a valle, deve diventare prassi amministrativa”.
Riteniamo perciò – continua il Tavolo del Mincio – che sia giunto il momento di affrontare questo enorme problema che silenziosamente in tutti questi anni ha concorso a trasformare la qualità dell’ambiente del fiume, delle sue Valli e dei laghi di Mantova.
Consci degli effetti che un mega-impianto di depurazione comporta per l’ambiente fluviale del corpo recettore, condividiamo e sosteniamo l’attività del Presidio 9 Agosto per il lavoro di contrasto alla realizzazione di una infrastruttura analoga per la quale sarebbe previsto lo sversamento nel Chiese.
Proprio perché ne conosciamo i risultati a lunga scadenza non possiamo che unirci verso una posizione comune e lungimirante per la tutela del territorio, che non riconosce i confini amministrativi ma gli equilibri dei bacini idrografici. Rappresentanti del movimento saranno presenti alla conferenza stampa per testimoniare la volontà dei cittadini tutti a stimolare un approccio sul tema della depurazione che sia veramente unitario e sostenibile.
Quello che vi faremo vedere, direttamente sul posto, è l’effetto indiscutibile di quell’aberrante principio che ha portato ingiustificatamente a localizzare lo scarico di un depuratore (che oggi tratta nel periodo estivo oltre 20 milioni di turisti) a 4 km di distanza dagli impianti attraverso una fossa a cielo aperto, solo per condannare un fiume naturale ad un lento degrado ambientale senza alcuna contropartita in termini di mitigazione degli impatti prodotti».
Il Tavolo del Mincio
Il Tavolo del Mincio è una aggregazione di 35 associazioni del territorio mantovano legate alla vita del fiume Mincio, costituitasi alla fine del 2023 per studiare, discutere, informare e proporre azioni di tutela e salvaguardia del territorio del Mincio, delle sue Valli e dei Laghi di Mantova.
La conferenza avrà luogo sulla Strada Monzambano, 59 – 46040 Ponti sul Mincio, MN (qui le coordinate del luogo: https://maps.app.goo.gl/GyrBpryRK5K9B9Ne9).

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