A Riva la nuova sede periferica del Centro Antiviolenza di Rovereto

RIVA DEL GARDA - È stata presentata ufficialmente lunedì 27 ottobre la nuova sede periferica del Centro Antiviolenza di Rovereto a Riva del Garda, che si aggiunge a quelle già operative di Cles e Cavalese.

Alla cerimonia di presentazione c’erano il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il sindaco e della vicesindaca di Riva del Garda, Alessio Zanoni e Barbara Angelini, la vicepresidente della Comunità Alto Garda e Ledro, nonché sindaca di Dro, Ginetta Santoni, la presidente dell’Associazione Coordinamento Donne di Trento, che gestisce il servizio finanziato dalla Provincia, Paola Paolazzi, insieme a Barbara Bastarelli, responsabile dei Centro Antiviolenza di Trento e di Rovereto, e a Claudia Bruno, direttrice degli sportelli di Riva del Garda, Cles e Cavalese.

Fra i presenti anche la consigliera provinciale Michela Calzà, l’assessore del Comune di Nago-Torbole Fabio Malagoli, la consigliera del Comune di Riva Silvia Betta e la dirigente dell’Umse prevenzione della violenza e della criminalità della Provincia Laura Castagnaro, nonché i genitori di Alba Chiara Baroni.

“Attraverso questa nuova sede di Riva del Garda – ha dichiarato il presidente Maurizio Fugatti – prosegue con determinazione l’impegno della Provincia nel contrasto alla violenza contro le donne, in continuità con il lavoro avviato nella scorsa legislatura con l’assessore Stefania Segnana. Un impegno che si è tradotto in un radicamento sempre più capillare dei servizi sul territorio: con l’apertura di nuove sedi e sportelli cresce la rete di accoglienza, e con essa anche le richieste di aiuto e di informazione, un segnale che se da un lato conferma la persistenza del problema, dall’altro mostra come l’ampliamento dei servizi consenta a più donne di avvicinarsi e chiedere sostegno”.

 

Il presidente ha ricordato le tante azioni messe in campo dall’amministrazione provinciale, dal rafforzamento delle case rifugio, all’assegno di autodeterminazione che è stato innalzato a 500 euro e reso disponibile senza limiti di budget, e che ha visto passare le beneficiarie da 52 nel 2022 a 74 nel 2023.

Ha ricordato anche il forte impegno verso la formazione – organizzata dalla Provincia in collaborazione con Tsm – di operatori e operatrici con percorsi dedicati, a conferma di un approccio integrato e competente. “Il modello trentino – ha aggiunto Fugatti – si conferma come un territorio di sperimentazione, all’avanguardia anche in queste delicate tematiche. Episodi dolorosi ci ricordano purtroppo quanto sia necessario continuare a costruire progetti come questo, per offrire ascolto, protezione e nuove opportunità a tutte le donne che vogliono uscire dalla violenza“, ha concluso il presidente ricordando come nel 2024 i Centri antiviolenza abbiano visto, rispetto al 2023, una crescita degli accessi di circa il 30%.

Lo sportello di Riva del Garda

Lo sportello di Riva del Garda è operativo dal mese di gennaio 2025, da questa estate ha cambiato sede e si trova in via Rilke n. 8, sul lungolago, ed è aperto due giorni al mese (il secondo e il quarto giovedì); da alcune settimane è attivo ogni giovedì, per rispondere alla crescente domanda di ascolto e supporto.

L’apertura rientra nel percorso di attuazione della Strategia provinciale di questa Legislatura, che punta a rafforzare la rete dei centri antiviolenza, rendendo più accessibili i servizi di ascolto, accoglienza e accompagnamento verso percorsi di autonomia.

Il Centro antiviolenza (CAV) è presente in cinque sedi sul territorio trentino: le due principali di Trento e Rovereto, e le tre sedi periferiche di Cavalese, Cles e Riva del Garda.

Il servizio, gestito dall’Associazione Coordinamento Donne Onlus sulla base di una convenzione con la Provincia, offre ascolto, accoglienza e consulenza psicologica, legale e sociale, oltre a percorsi di reinserimento lavorativo e di sostegno per i figli minori.

L’obiettivo è fornire un accompagnamento personalizzato, costruito insieme alla donna, per favorire l’uscita dalla violenza e il recupero dell’autonomia.

Il progetto è sostenuto da un finanziamento provinciale complessivo di oltre 666 mila euro fino al 31 dicembre 2026, con possibilità di rinnovo, e rientra nel quadro degli interventi previsti dalla Legge provinciale n. 11/2023 in materia di pari opportunità e prevenzione della violenza di genere.

La sede di Riva del Garda sarà dunque un punto di ascolto, orientamento e supporto, garantendo la massima riservatezza e la collaborazione con i servizi sociali e sanitari del territorio, per offrire una risposta concreta e vicina a chi vive situazioni di difficoltà.

 

 

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