Riciclaggio e frodi fiscali, doppia operazione della Guardia di Finanza a Brescia

BRESCIA - Smurfing nei money transfer e sistema di riciclaggio nel settore edile: ricostruiti flussi illeciti per oltre 97 milioni di euro.

Prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio dei flussi finanziari e di prevenzione del riciclaggio da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, che nelle ultime settimane ha portato a termine due distinte e rilevanti operazioni contro l’inquinamento dell’economia legale.

Nel primo intervento, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia hanno concluso un controllo ispettivo nei confronti di un operatore attivo nel settore dei servizi di pagamento, in particolare nel comparto dei cosiddetti “money transfer”, sospettato di aver effettuato trasferimenti di denaro al di fuori dell’ordinario circuito bancario.

L’attività investigativa, sviluppata anche grazie allo scambio informativo con l’O.A.M. – Organismo Agenti e Mediatori, ha consentito di individuare una condotta sistematica finalizzata ad aggirare i presidi di legge previsti per il trasferimento di denaro contante.

Secondo quanto ricostruito, l’operatore avrebbe utilizzato la tecnica dello “smurfing”, ovvero il frazionamento delle somme in una pluralità di operazioni sotto-soglia, sfruttando diversi canali finanziari per eludere i controlli e i limiti imposti dalla normativa antiriciclaggio. La legge, infatti, stabilisce che i trasferimenti effettuati tramite agenzie non possano superare il tetto di 1.000 euro per singola operazione.

Nel complesso sono state ricostruite oltre 500 operazioni sospette, veicolate attraverso differenti istituti di pagamento, per un valore complessivo di circa un milione di euro, con destinazione prevalente verso Paesi asiatici.

Nel corso dell’ispezione sono emerse anche gravi carenze nelle procedure di “adeguata verifica della clientela”: l’agente avrebbe omesso in più occasioni la corretta identificazione del titolare effettivo dei trasferimenti. Per tali violazioni sono previste sanzioni amministrative fino a 70 mila euro.

Frode fiscale e riciclaggio nel settore edile

Parallelamente, in un secondo e distinto filone investigativo condotto dalla Compagnia di Rovato, le Fiamme Gialle hanno disvelato un articolato sistema di frode fiscale e riciclaggio legato al settore edile.

Gli accertamenti hanno portato alla luce la creazione e gestione di numerose società che avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per un ammontare superiore a 250 milioni di euro, in alcuni casi connesse anche a fenomeni di interposizione fittizia di manodopera.

Attraverso questo meccanismo sarebbe stato alimentato un sistema di riciclaggio quantificato in oltre 96 milioni di euro, realizzato mediante il cosiddetto “underground banking”, ossia la circolazione di ingenti somme di denaro contante tramite canali non ufficiali.

In pratica, i pagamenti ricevuti a fronte delle fatture false venivano sistematicamente trasferiti all’estero; successivamente le somme, una volta monetizzate, rientravano in Italia sotto forma di contante attraverso una rete di intermediari e corrieri di valuta, in violazione delle norme che limitano l’uso del denaro contante e impongono specifici obblighi antiriciclaggio.

Le attività ispettive hanno consentito di verbalizzare 25 soggetti e di individuare trasferimenti illeciti per oltre 9 milioni di euro.

L’operazione nel suo complesso conferma l’efficacia del modello operativo della Guardia di Finanza, fondato su un’azione mirata di prevenzione e contrasto al riciclaggio che punta a concentrare le risorse sui soggetti e sui fenomeni a maggior rischio, evitando controlli generalizzati e rafforzando la tutela dell’economia sana del territorio.

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