Maxi operazione di controllo sulla filiera ittica tra le province di Brescia e Bergamo, con sequestri per circa 2mila chilogrammi di prodotti ittici irregolari e sanzioni amministrative per un totale di circa 20mila euro.
L’attività, coordinata a livello regionale dal Centro di controllo area pesca (CCAP) della Direzione Marittima di Venezia, ha visto impegnato anche il personale della Capitaneria di Porto di Venezia.
I controlli si sono concentrati lungo le sponde del Lago d’Iseo e in particolare su alcuni grossisti della Franciacorta che riforniscono hotel e ristoranti del Sebino.
L’operazione, svolta in collaborazione con il Servizio veterinario dell’Ats di Brescia – Distretto di Rovato, ha riguardato la verifica delle norme sulla tracciabilità, l’etichettatura e le condizioni igienico-sanitarie dei prodotti ittici.
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Le ispezioni nelle celle frigorifere
Durante le ispezioni nelle celle frigorifere delle aziende, effettuate anche in condizioni ambientali particolarmente difficili con temperature fino a meno 20 gradi, gli ispettori hanno individuato 167 chilogrammi di polpi indopacifici che, secondo i primi accertamenti, non sembravano appartenere alla specie indicata sulle confezioni. Il prodotto è stato sequestrato e al titolare è stata contestata una sanzione di 1.500 euro.
Nel corso dei controlli è stato inoltre sequestrato un lotto di 352 chilogrammi di merluzzo nordico proveniente dalle Isole Faroe, risultato privo dell’indicazione della ditta importatrice nel mercato dell’Unione Europea, elemento obbligatorio per legge. In questo caso è scattata una sanzione da 6mila euro.
Un ulteriore controllo presso un altro grossista ha portato al sequestro di 1.520 chilogrammi di brosme, specie spesso confusa con il più pregiato merluzzo nordico utilizzato per il baccalà. Anche in questo caso i prodotti provenivano dalle Isole Faroe senza le corrette indicazioni relative all’importatore europeo. Per la violazione è stata elevata una nuova sanzione da 6mila euro.
Informazioni ingannevoli sui menù
L’attività ispettiva si è infine estesa anche a un ristorante sulle sponde del Lago d’Iseo, dove sarebbero state riscontrate informazioni ingannevoli all’interno del menù. Secondo quanto emerso dai controlli, alcune pietanze venivano presentate come preparate con specie pregiate che in realtà non corrispondevano ai prodotti serviti ai clienti.
Tra i casi contestati figurano il tonno rosso del Mediterraneo sostituito da tonno pinna gialla proveniente dal Pacifico e calamari indicati come mediterranei ma originari dell’Oceano Atlantico. Anche per queste violazioni è stata applicata una sanzione amministrativa di 6mila euro.
L’operazione rientra nell’ambito delle attività di vigilanza sulla filiera della pesca finalizzate alla tutela dei consumatori, della trasparenza commerciale e della sicurezza alimentare.
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