La Liberazione raccontata dalle maestre elementari dell’alto Garda

LAGO DI GARDA - Per celebrare gli 80 anni dalla Liberazione, pubblichiamo venti articoli di Bruno Festa che ripercorrono le vicende gardesane della Rsi, dall'arrivo di Mussolini a Gargnano alla Liberazione.

Appare interessante leggere alcuni registri di classe delle maestre elementari in servizio nella primavera del 1945.

All’epoca sui registri non finiva solamente l’attività didattica, ma le riflessioni si allargavano anche alla drammatica situazione che si viveva in quei mesi. A balzare all’occhio era l’aspetto sociale determinato dalla tremenda paura motivata dal continuo passaggio di aerei alleati, seppure solamente in transito.

Un secondo aspetto era più concretamente legato alla didattica perché le assenze erano numerosissime, in parte subordinate alla paura dei genitori di mandare i bambini a scuola, in parte perché con l’arrivo della primavera i bambini stessi erano utilizzati per il lavoro dei campi, sacrificando la frequenza alla scuola.

Ecco alcuni esempi relativi alla primavera 1945.

Scuola elementare di Bogliaco

La maestre Bice conferma il 28 febbraio che gli allarmi si susseguono. Molti si sono abituati a restare in classe anche durante gli allarmi. Si esce solo se gli apparecchi fanno troppo carosello. Si ritorna alla frequenza, visto che qui gli apparecchi sono fortunatamente solo di passaggio.

La maestra Margherita già il 7 marzo conferma di avere svolto completamente il programma senza soverchie difficoltà, malgrado il ripetersi degli allarmi che spesso abbiamo affrontato rimanendo serenamente al nostro lavoro. I bambini che hanno frequentato la scuola mi hanno seguita quasi tutti con buona volontà ed hanno appreso ciò che giornalmente ho spiegato con la maggior chiarezza possibile facendomi piccola fra i piccoli.

La Maestra Annamaria scrive il 2 maggio che la guerra in Italia è finita e si può ora fare scuola. Le lezioni non vengono più interrotte dai suoni strazianti della sirena d’allarme. Il nostro bel cielo non è più solcato dai velivoli che incutevano spavento quando passavano. Una certa tranquillità sembra essere ritornata e in classe con serenità si lavora.

La maestra Ines scrive il 7 maggio che da alcun tempo gli allarmi non interrompono la scuola. Le ostilità sono finite, possiamo così fare un accurato riepilogo del programma totalmente svolto.

Scuola elementare di Gargnano

La Maestra Lieta il 28 marzo 45 scriveva che sebbene possiamo rimanere poche ore in scuola per gli allarmi ho svolto quasi tutto il programma perché gli alunni prestano molta attenzione e le famiglie a casa cercano che eseguiscano sempre i compiti il profitto e soddisfacente.

Il 3 aprile per ordine del presidente dell’Opera Balilla tutti gli alunni e noi insegnanti ci recammo alla sede del Fascio per la celebrazione dell’anniversario dell’opera Balilla.

La maestra Domenica, il 29 marzo annotava che gli allarmi si prolungano fino a non potere nemmeno entrare in classe. È un affare molto serio. Preparo le lezioni e devo rimandarle un giorno all’altro. I bambini si divagano nel rifugio e si disamorano alla scuola. La disciplina ne soffre e più ancora il profitto. Siccome con la scusa degli allarmi alcuni alunni facevano assenze, io ho ordinato che per qualunque assenza anche di un giorno voglio la giustificazione scritta dai genitori e a quelli che scapperanno dal rifugio darò una sospensione di alcuni giorni. Se non fossero questi gravi inconvenienti sarei contenta dell’attenzione dei miei scolari.

La maestra Angela scriveva il 15 aprile che viveva ore di grande tristezza. I bombardamenti e mitragliamenti si fanno più vicini e frequenti.

La maestra Lina Bianca, il 18 aprile scriveva di avere preso contatto con la scuola dopo sei mesi di vacanza forzata. Ora sono più che mai convinta che per noi maestri la vera vita -tutta la nostra vita- è accanto ai bimbi, grande nostro tormento, ma anche nostra più grande gioia.

Il 23 aprile la maestra Erminia scrive che, a causa della partenza dal paese dei militi forestali e confinari e di impiegati di altri uffici, molti scolaretti hanno lasciato la scuola partendo con la famiglia per località diverse. La scuola viene sospesa per qualche giorno dato il continuo passaggio di truppe tedesche in ritirata; circolare per lo stradone provinciale e per il paese è pericoloso e coscienziosamente i genitori tengono i loro piccoli a casa.

Il 29 aprile c’è stato il forte passaggio di truppe tedesche e dietro invito del Comitato di Liberazione vengono riprese le lezioni. La guerra è finalmente terminata, gli allarmi aerei sono cessati, gli alunni che avevano disertato la scuola possono tranquillamente ritornare e approfittare di questo ultimo periodo di lezione e guadagnare un po’ di tempo perduto.

Il 3 maggio per ordine del sindaco e del Comitato di Liberazione riprende la scuola, interrotta al 25 aprile.

La maestra Ottavia, il 2 maggio: Quanti avvenimenti in questi ultimi giorni. Abbandonati dalle autorità fasciste abbiamo sospeso la scuola il 27 aprile perché sul paese pesava l’incubo dell’oppressione tedesca; tutto è finito presto e bene. Domenica 29 aprile i tedeschi hanno lasciato libero tutto il paese. Si sono visti i primi soldati americani che furono accolti con entusiasmo. Ieri il nuovo sindaco ci diede l’ordine di riaprire le scuole. Noi ubbidiamo con disciplina e con piacere.

Scuola di Valvestino

La Maestra Ersilia, il 3 marzo racconta che ha cominciato oggi per la prima volta il lavoro in classe e le bambine hanno imparato a fare le trecce con le foglie delle pannocchie del granoturco e confezioneranno poi con queste dei comodi sandali per casa. I maschi stanno preparando il legname per cintare l’orto di guerra che verrà poi coltivato e lavorato da loro. Tutti lavorano con entusiasmo.

La maestra Ines, il 3 aprile: siamo in piena primavera il lavoro ferve anche sui monti. Nella scuola devo a malincuore notare varie assenze specie dei più grandicelli perché le famiglie li portano sui monti per i lavori del pascolo. Faccio continuamente pressione presso le famiglie ma vedo che in certi casi proprio questi ragazzi sono di vero aiuto necessario.

Maestra Clotilde, il 20 maggio è alla fine delle lezioni. Dopo le vacanze pasquali il numero degli alunni si è un po’ ridotto perché alcuni sono stati costretti a seguire le famiglie nei lontani fienili e nei boschi a tagliar legna e a far carbone. Riesco però a tenerli uniti alla scuola mandando loro i compiti da eseguire e prendendoli separatamente nei giorni in cui ritornavano al paese. Perciò tutti gli assenti in realtà hanno continuato lo studio anche se lontani e quindi hanno potuto tenersi al corrente con gli altri compagni. La notizia poi della fine della guerra ha fatto interrompere per qualche giorno la scuola ma questa è poi stata ripresa quasi subito e i pochi alunni rimasti ancora al paese hanno ripreso a frequentare. L’anno scolastico è trascorso tranquillamente data alla posizione del paese abbastanza lontano dalla zona di guerra e comunque da qualsiasi centro importante.

Scuola di Monte Gargnano

La maestra Silvia, il 25 aprile: Oggi mi sono incontrata con alunni di quinta perché non studiano affatto. Anche le famiglie si interessano poco a farli studiare, sono troppo occupati nel lavoro dei campi.

Il 27 aprile la maestra era alle prese con le votazioni. Un anno disastroso come questo non lo ricorda. Senza un libro di testo, con pochissime disponibilità di quaderni per cui si possono fare anche pochi riassunti. L’orario ridottissimo in ambo le classi un po’ per mancanza di locali allorché le scuole furono occupate dalla truppa un po’ per mancanza di riscaldamento e soprattutto i continui allarmi che non permettono di far lezione. Insomma quest’anno è un vero disastro specie in quinta, composta già per sé stessa di elementi molto indisciplinati e negligenti: vedremo se si metteranno di buona volontà almeno negli ultimi giorni.

9 maggio: nonostante gli avvenimenti politici e militari di questi giorni la scuola non ha mai cessato di funzionare, si poté continuare indisturbati le elezioni.

Per tutti era giunta l’ora di voltare pagina.

Bruno Festa (b[email protected])
Piccoli balilla si addestrano. Foto tratta dal sito del Centro Studi e documentazione sulla Rsi.

 

80 anni dalla Liberazione – di Bruno Festa

  1. Repubblica sociale italiana o Repubblica di Salò
  2. Mussolini a Gargnano. Perché il Garda?
  3. Ministeri, funzionari e archivi da Roma al Nord
  4. La Decima Mas nella Rocca e nella Casa del Podestà
  5. Il mercato nero
  6. Ricoveri antiaerei e trincee antischeggia
  7. Tunnel Gardesana
  8. Gardone Kriegslazarett
  9. Mani naziste sulle dimore storiche a Gardone Riviera e Toscolano Maderno
  10. Minculpop
  11. Il Ministero degli Affari Esteri a Villa Simonini
  12. Ministero Interno, La caccia all’ebreo decisa sul lago
  13. Ispettorato della Razza
  14. Bombe su Villa Bassetti, Ambasciata germanica presso la Rsi
  15. Palazzo Bettoni a Bogliaco. Presidenza del Consiglio dei Ministri della Rsi
  16. Il Quartier Generale del Duce nella Villa delle Orsoline
  17. Villa Feltrinelli
  18. Mario Boldini, partigiano delle Fiamme Verdi
  19. Tedeschi in fuga
  20. La Liberazione raccontata dalle maestre

Qui tutti gli articoli già pubblicati.

 

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