Astrattismo e grafismo in simbiosi. Francesco Freddi espone al Salodia Lounge Bar
SALO' - Giovedì 26 e venerdì 27 giugno le opere dell'artista Francesco Freddi sono in mostra al Salodia di Barbarano di Salò, in via Trento 18.
Astrattismo e grafismo si incontrano al Salodia Lounge Bar di Barbarano. Accade in occasione della rassegna intitolata appunto «Astrattismo e grafismo in simbiosi» in programma giovedì 26 e venerdì 27 giugno, quando il Salodia ospiterà le opere dell’artista bresciano, valsabbino d’origine e gardesano d’azione, Francesco Freddi e proporrà anche, come riporta la locandina, brevi cenni introduttivi grafologici secondo il metodo francese, effettuati in collaborazione con Denise, grafologa.
Per scoprire cos’è il grafismo e come si rapporta con l’arte e in particolare con l’astrattismo, linguaggio praticato da Freddi, si potrà partecipare al momento «L’introduzione nel segno del grafismo», che si si terrà venerdì 27 alle ore 19.30.

Biografia pittorica di Francesco Freddi
Il percorso pittorico di Francesco Freddi ha inizio verso la fine degli anni Novanta. La sua grande passione per ristrutturare e restaurare casali antichi, ha costantemente alimentato la sua ossessione nel recuperare materiali antichi. Realizzando la necessità di bilanciare questa passione, dopo aver visitato numerose mostre, ha capito che la sua sete di colore era il riassunto di ciò che osservava.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsFreddi non accetta regole; secondo lui, la pittura non dovrebbe avere limitazioni, eccetto il rigore dell’intuito e la saturazione derivante dalla pienezza delle sensazioni. La sua ricerca e il desiderio di creare sono costanti.
Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero, Barcellona, Londra, Parigi, Miami riscuotendo successo tra il pubblico e la critica.
Le sue creazioni sono presenti in riviste specializzate e cataloghi d’arte contemporanea. Valenti critici hanno elogiato il suo lavoro.

Di Francesco Freddi ha scritto così il critico Fabio Bianchi: «Nei polimaterici e nelle tecniche miste di Freddi troviamo echi sia dell’Informale che dell’Espressionismo astratto, ma anche di Minimalismo e in misura minore di Arte Povera.
Freddi coltiva una sua poetica, robusta ed originale, convincente soprattutto: da un lato la sua arte deriva dal desiderio di recuperare materiali antichi, legno soprattutto. Dall’altro dall’istintiva malia per l’astrazione, per uno stile – anzi un contro-stile – capace di espandersi vorticosamente, ma anche compensare tra colori e forme sullo e nello spazio».

Scrive ancora Bianchi: «C’è una morale nelle sue opere, un contributo storico-critico importante: Freddi cerca infatti emozioni stratificate.
Derivate cioè da una strana ma suggestiva compenetrazione: l’antico rappresentato da materiali di recupero, magari porte lignee di un certo lignaggio, senza però scordare la magia e la vivacità nonché la modernità del colore.
Ed è soprattutto quest’ultimo che riesce a contestualizzare un’opera, a scuotere non solo la mente ma anche il cuore degli appassionati».

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