Desenzano, il Piano per il diritto allo studio non convince l’opposizione

DESENZANO DEL GARDA - L'opposizione interviene in modo critico sul Piano al diritto allo studio: "Niente confronto, tariffe più care e mensa scolastica dimenticata".

I consiglieri comunali Stefano Terzi (Liste Desenzano Progetto Futuro, Partito Democratico, Viviamo Desenzano), Maria Vittoria Papa, Bernardo Comini, Beatrice Gabusi e Andrea Angelo Palmerini (Partito Democratico), intervengono pubblicamente sul Piano per il diritto allo studio, approvato dalla Giunta con la delibera n. 337 del 9 settembre 2025, per esprimere le proprie osservazioni, preoccupazioni e critiche.

Dichiarazioni dei consiglieri

Stefano Terzi: «Guardando il contenuto del piano, mi pare che non ci sia nulla di realmente nuovo: è sostanzialmente la replica – nella forma e nelle misure – del piano della precedente amministrazione di centrosinistra (fino al 2017).

Ma il mondo nel frattempo è cambiato, la realtà educativa, le esigenze delle famiglie, le sfide della scuola sono mutate. Ci aspettavamo una visione politica che guardasse avanti, non semplicemente la riproposizione di idee già viste

Maria Vittoria Papa: «Abbiamo chiesto più volte il coinvolgimento del Consiglio e della Prima Commissione: ci era stato promesso dall’assessore De Gasperi, ma non è mai stato fatto, né quest’anno né lo scorso. È accaduto una sola volta in passato, quindi un precedente c’è. È una scelta politica precisa: la legge non obbliga la Giunta al coinvolgimento, ma nulla lo vieta, ed è stato fatto in altre occasioni come segno di rispetto istituzionale e di trasparenza. Questa volta, ancora una volta, la Prima Commissione è stata scavalcata nel silenzio della sua presidente, Laura Tavelli.»

Bernardo Comini: «Unica vera novità è purtroppo l’aumento delle tariffe per le famiglie, un incremento lineare del costo dei servizi del 5,4% con arrotondamento rigorosamente in eccesso. Unica eccezione il servizio mensa perché è già aumentato del 6% l’anno scorso. Un peso che grava su chi già deve fare i conti con tante difficoltà. Sarebbe stato doveroso valutare soluzioni alternative per sgravare le famiglie, magari con risorse comunali, contributi esterni o criteri più equi legati al reddito.»

Beatrice Gabusi: «Restano inspiegabilmente assenti elementi fondamentali quali una progettualità vera per la mensa scolastica. Da quanto risulta, non vengono affrontati in modo concreto i problemi che pure sono emersi – come segnalazioni relative a cibi non conformi e criticità nella gestione del servizio, basti ricordare il caso muffa nello yogurt ad aprile 2025 o il caso intossicazioni nelle scuole dell’infanzia del giugno 2024. Dal piano approvato non si capisce come e se l’Amministrazione intenda intervenire su questi aspetti, che per studenti e genitori sono centrali, come sottolineato anche dall’assessore Tironi durante la Notte Gialla di Coldiretti»

Andrea Angelo Palmerini: «In un documento che si propone di garantire il diritto allo studio, ci saremmo aspettati una chiara visione politica che guardasse oltre la mera gestione corrente: innovazione, sostenibilità, equità. Purtroppo, il piano appare come un elenco di buone intenzioni già conosciute, senza un disegno strategico. Come consiglieri restiamo disponibili al confronto, perché crediamo che solo dal dialogo possano nascere soluzioni davvero utili alla comunità.»

 

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