Emilio Comici, il mito ineguagliabile (parte 3)
Dall’abisso del Carso alla ricerca del gesto perfetto: ritratto di un uomo prima della leggenda. La guida alpina Stefano Michelazzi ci parla dell'alpinista Emilio Comici (Trieste, 21 febbraio 1901 – Selva di Val Gardena, 19 ottobre 1940).
Forse non tutti sanno che…
L’attività sportiva di Emilio Comici inizia nell’ambiente del Ricreatorio “Riccardo Pitteri”, sito nel popoloso Rione triestino di San Giacomo.
I Ricreatori triestini sono una realtà di impostazione laica, tuttora esistente, nata nel 1908 ed istituita dal Comune di Trieste, al fine di dare ai ragazzi, in special modo i figli delle famiglie povere, un luogo ove trovarsi e svolgere attività parascolastiche, allontanandoli dalla strada.
In questo ambiente nasce l’Associazione sportiva “XXX ottobre” della quale Emilio farà parte, sperimentandosi in diverse discipline sportive.
Nel 1947 la “Trenta” diventerà Sezione del C.A.I., dando vita ad un’assoluta anomalia, in quanto Trieste è l’unico polo che vanta due sezioni autonome, nella stessa città.
Nel 1927 in seno all’associazione si forma il Gruppo Sciatori e proprio in quell’anno Comici parteciperà ad una gara sciistica sul Monte Nevoso, piazzandosi al quinto posto.
Inizia così un’altra avventura, meno nota, in quanto i suoi exploits in alpinismo su roccia, metteranno in ombra quella che verrà considerata da molti, più un attività di ripiego, specie per ciò che lo riguarderà come Maestro di sci.
Nel 1932, supererà a Claviere gli esami per svolgere appunto, l’attività di Maestro di sci ed opererà a Limone Piemonte sotto la Direzione di Giuseppe Pirovano, il quale lo definirà un “grandissimo Maestro”. Nel 1933 aprirà la sua Scuola a Misurina. Situata presso lo storico Albergo Sorapiss, attirerà allievi da ogni dove, addirittura dal Piemonte e dalla bergamasca malgrado nei loro dintorni vi fossero altre scuole anche molto note.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsLa sua passione per l’insegnamento, per la divulgazione di quelle passioni che saranno uno degli scopi della sua vita, si vede anche in questo caso, perché non rimarrà questa, un’attività di ripiego come appunto, qualcuno potrebbe pensare, Comici sulle tecniche sciatorie scriverà anche un libro uscito postumo, oggi introvabile: “Con me a scuola di sci – 51 esercizi, 8 tavole” ed. Hoepli 1945.
Innovazione ed evoluzione
Esce nel 1942, per i tipi delle edizioni Hoepli, “Alpinismo eroico” ed è per molti versi un testo unico ed innovativo.
Un prima parte autobiografica, dove Emilo si racconta. Racconta le sue scalate, le spedizioni alpinistiche, inserendovi pure un manuale, peraltro incompleto, di arrampicata ed uno di tecniche di assicurazione e progressione. Una seconda parte di scritti di amici e conoscenti di varia tipologia che permettono, seppure dovendo ricercare tra le righe, di dare un volto alla persona Comici e non solo all’alpinista.
Un testo quindi che tenta di essere completo, al fine di stilizzarne la figura.
La storia di questo testo, uscito ovviamente postuma, è lunga e travagliata. Esce nel 1942, vende alcune copie ma un bombardamento, siamo in piena seconda guerra mondiale, incendia la stamperia ed i clichet vanno irrimediabilmente perduti. Grazie ad una copia ritrovata, nel 1961 si riesce a ristampare. Nel 1995 poi una nuova edizione (Vivalda) inserirà nel testo altri scritti più recenti.
Tra stampe, ristampe, copie anastatiche della prima edizione, si arriva ancora nel 2018 a pubblicare lo stesso testo. Questo a dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, del mito che Comici ha rappresentato e continua a rappresentare.
Curiosità: esiste anche una rarissima edizione in lingua tedesca.
Al di là comunque della storia del libro, esso rappresenta, come detto, un testo innovativo. Innovativo soprattutto per i due manuali in esso inseriti. Qui Comici praticamente insegna a scalare, inserendo nel suo insegnamento non soltanto una serie di tecniche ma anche una parte più emozionale, al fine di darvi un senso anche spirituale: “Tecnica e spiritualità dell’arrampicamento”.

Si tratta del testo di quella che fu una sua conferenza sull’argomento e seppure da leggere con gli occhi di quel tempo e da non confondere assolutamente con le concezioni moderne dell’alpinismo, i concetti espressi, vogliono spingere il lettore alla ricerca di motivazioni che vadano oltre al solo gesto di salire oppure alla mera conquista di una cima o una parete.
Ne risulta il suo tentativo di esportare un’etica diversa da quella che gli veniva riconosciuta, come relativa al “Super uomo”, al cavaliere che si batte contro il drago.
Dello stesso tono la prefazione scritta di suo pugno del libro già citato “Con me a scuola di sci – 51 esercizi, 8 tavole”, dove Comici vuole esprimere nei confronti di altri Maestri di sci, una metodologia di insegnamento che vada oltre al mero insegnamento della tecnica.
La ricerca di una filosofia diversa, alternativa a quella in voga a quei tempi, che se letta solo a spezzoni, a citazioni di frasi, ne riduce l’aspetto educativo che ne è invece il fulcro.
Purtroppo, questo tentativo di ridurre la figura di Comici ad un romantico smielato e prosaico ricorre in molte pubblicazioni di altri autori, specie in quelle di Spiro dalla Porta Xidias, il quale anche a causa della sua professione come attore e direttore di teatro, dipingeranno Comici a questo modo.
La sua ricerca quindi, di comprendere l’allievo, ancor prima di formarlo tecnicamente, la comprensione psicologica della persona, ancor prima di consideralo allievo, si perde spesso in ciò che di Comici viene scritto, a causa di queste interpretazioni personali.
Pertanto, l’innovazione data da ciò che con il suo scritto tenta di tramandarci, risulta falsata.
Il romanticismo innegabilmente legato alla sua persona, specchio di un’epoca, deve risultare una parte della sua personalità e della cultura di cui è figlio ma non l’unica. Il pragmatismo evidente nei suoi insegnamenti, ed in diverse scelte tattiche durante le avventure che vivrà nelle sue scalate, definisce la figura di persona sì spirituale ma anche molto concreta e realista. Teso, sempre, alla ricerca di un filo conduttore che accomuni questi due modi di essere.

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