Metamorfosi del Legno: a Manerba la mostra di Gianluigi Zambelli

MANERBA DEL GARDA - Dal 30 maggio al 5 luglio il Museo Civico Archeologico della Valtenesi ospita “Metamorfosi del Legno”, esposizione dello scultore valsabbino tra tradizione dei "boscaì", intaglio dal vivo e figure che emergono dalla materia.

“Metamorfosi del Legno” è il titolo della mostra di Gianluigi Zambelli, noto scultore valsabbino, che verrà ospitata presso il Museo Civico Archeologico della Valtenesi in via della Rocca n. 20 a Manerba, da sabato 30 maggio (inaugurazione alle 10.30) fino al 5 luglio.

L’ingresso è libero e gratuito.

Sia sabato 30 che nel giorno di chiusura della mostra l’artista sarà presente con i suoi allievi per lavorare le opere e intagliare il legno nei giardini del Museo.

Il visitatore sarà così invitato “a un viaggio attraverso la materia prima, che diviene protagonista di un dialogo serrato tra l’ingegno umano e la forza vitale del legno”.

Le sculture di Zambelli, infatti “non celebrano il dominio dell’artista sulla materia, bensì una fusione: figure umane, volti e corpi sembrano emergere faticosamente o dolcemente dalle venature, come se fossero state pronte a essere liberate attraverso l’ingegno e la mano dell’artista”, commentano gli organizzatori.

La spiegazione della procedura nella creazione artistica è suggestiva: “Le figure nascono per sottrazione da un unico blocco ligneo, in un processo quasi michelangiolesco di levare il superfluo, assecondando la fibra lignea, trasformando ogni venatura in un dettaglio espressivo. Il calore del legno conferisce alle figure una vitalità calda e vibrante, rendendo tangibile il naturale dal tronco che diviene fluida forma organica”.

Gianluigi Zambelli ha colto e si inserisce nella lezione dei Boscaì, i noti intagliatori valsabbini che tra XVI e XVII secolo hanno rinnovato l’arte del legno, proseguendo la tradizione con un rinnovato gusto tra classicità, realtà e trasfigurazione.

Sin dal 1977 Zambelli è accademico di merito dell’Accademia Internazionale di San Marco, è autore di mostre nazionali e internazionali e sue opere sono visibili sia sull’Isola del Garda che al Parco delle Fucine di Casto fino al Sentiero degli Gnomi di Zone.

 

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