Il Riva della tragedia torna al proprietario: «Quel motoscafo non dovrebbe più navigare»

SALO' - Revocata la confisca del motoscafo che il 19 giugno 2021 travolse e uccise Greta e Umberto. Il papà di Umberto: «L’idea che il Riva macchiato di sangue torni a navigare sul Garda mi disgusta e terrorizza».

Il motoscafo Riva Aquarama che il 19 giugno del 2021 travolse il gozzo su cui si trovavano Greta Nedrotti e Umberto Garzarella, uccidendoli, sarà restituito al proprietario al suo proprietario, il 57enne tedesco Christian Teismann.

Così ha deciso la Corte d’Appello di Brescia, revocando la confisca del motoscafo.

Teismann, il manager tedesco che la sera del 19 giugno 2021 viaggiava insieme all’amico Patrick Kassen ai comandi del motoscafo – condannati in via definitiva rispettivamente a 4 anni e 6 mesi e a 2 anni e 11 mesi -potrà tornare in possesso dell’imbarcazione. Gli basterà provvedere ai lavori di messa in sicurezza del lussuoso mezzo nautico, con la messa a norma della fanaliera, che non era stata omologata.

 

Enzo Garzarella: “Lo venda e devolva il ricavato in beneficenza”

«Anche se la legge dovesse ritenere legittimo restituire il motoscafo a Christian Teismann – il commento del papà di Umberto, Enzo Garzarella -, da un punto di vista umano non potrò mai trovarlo giusto. Per lavarsi minimamente la coscienza, Teismann dovrebbe vendere all’asta il motoscafo sanguinario e devolverne l’intero ricavato in beneficienza.

Quando Teismann volle incontrarmi sulla tomba di Umberto, si inginocchiò promettendomi che insieme avremmo costruito qualcosa in memoria dei due ragazzi.

Quel giorno suggerii a Teismann di operare in quella direzione. Da allora, non ho più avuto sue notizie. Mi chiedo se il suo pentimento e quel gesto in ginocchio fossero verità o solo una recita mediatica. È inutile pentirsi a parole se non seguono i fatti: il calibro di un uomo si misura dalle sue azioni e dalla capacità di tener fede alle promesse, non dall’aria che esce a vuoto dalla sua bocca.

Comunque vada – continua Enzo Garzarella -, l’idea che il prestigioso Riva Super Aquarama, guidato da Teismann e macchiato di un sangue che nessuna spugna potrà mai cancellare, torni a navigare sul Lago di Garda mi disgusta e terrorizza.

Se invece lo vedessi sì solcare le acque, ma trasformato nel bene che ha saputo generare, il mio cuore straziato potrebbe finalmente ricevere il conforto di una carezza».

Ringrazio di cuore – conclude il papà di Umberto – tutti coloro che mi sono stati vicini in questo profondo dolore. Con la chiusura definitiva del processo a distanza di anni, si chiude oggi anche questo pesante capitolo mediatico».

I rilievi della scientifica sul gozzo di Umberto Garzarella.

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