Siccità, a Puegnago divieto di utilizzare l’acqua potabile per irrigare giardini e riempire piscine

PUEGNAGO DEL GARDA - Ordinanza urgente del sindaco per fronteggiare la criticità idrica. Stop anche al lavaggio di cortili e auto private. Previste sanzioni fino a 500 euro per chi non rispetta il provvedimento.

Il Comune di Puegnago del Garda corre ai ripari per affrontare la crescente emergenza legata alla scarsità d’acqua. Con un’ordinanza contingibile e urgente (la puoi leggere qui), firmata dal sindaco Silvano Zanelli, è stato disposto con effetto immediato il divieto di utilizzare l’acqua potabile proveniente dalla rete dell’acquedotto per tutti gli usi non essenziali, con l’obiettivo di preservare le riserve idriche e garantire i fabbisogni primari della popolazione.

Il provvedimento nasce dalla situazione di criticità idrica che interessa il territorio comunale e dal consistente abbassamento delle riserve del pubblico acquedotto, oltre che dalla richiesta avanzata dal gestore del servizio idrico integrato, Acque Bresciane, di adottare misure straordinarie per contenere i consumi.

Cosa vieta l’ordinanza

Fino a quando non verrà revocato lo stato di criticità, sarà vietato utilizzare l’acqua potabile della rete pubblica per irrigare e annaffiare giardini, orti e prati, lavare cortili, piazzali e altre superfici esterne, lavare veicoli privati (fatta eccezione per gli autolavaggi autorizzati), riempire o rabboccare fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine private, anche se dotate di impianto di ricircolo.

Più in generale, l’acqua potabile dovrà essere destinata esclusivamente agli usi alimentari, domestici e igienico-sanitari.

L’Amministrazione comunale invita inoltre tutti i cittadini ad adottare comportamenti responsabili e a limitare gli sprechi, sottolineando come la collaborazione della popolazione sia fondamentale per affrontare l’attuale situazione di carenza idrica.

Fontane chiuse e controlli

L’ordinanza dispone anche la chiusura immediata delle fontane pubbliche collegate alla rete idrica, con la sola eccezione dei punti di prelievo utilizzati per i controlli sulla qualità dell’acqua effettuati dall’ATS. Polizia Locale e forze dell’ordine saranno incaricate di vigilare sul rispetto delle disposizioni e di verificare eventuali prelievi abusivi dalla rete pubblica.

Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, salvo l’applicazione di ulteriori disposizioni di legge nei casi previsti.

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