Bufera sul Garda, l’emergenza non è finita: cantieri sulla Gardesana e case inagibili
GARDONE RIVIERA - A Gardone Riviera proseguono gli interventi dopo il crollo della gru: fino a martedì senso unico alternato sulla 45 bis e quattro ordinanze di inagibilità. A Toscolano Maderno resta chiuso il Parco Bernini, devastato dal vento.
Viabilità ancora a rischio sulla Gardesana
L’emergenza è passata, ma i disagi provocati dal violento nubifragio che all’alba di venerdì ha colpito il lago di Garda sono tutt’altro che conclusi. Da domani, lunedì, gli automobilisti dovranno fare i conti con una nuova giornata difficile lungo la strada statale 45 bis Gardesana Occidentale.
La Polizia locale di Gardone Riviera informa che fino a martedì, nel tratto in prossimità della Torre San Marco, sarà istituito ogni giorno, dalle 5 alle 17, un senso unico alternato regolato da movieri per consentire gli interventi di messa in sicurezza delle alberature.
«Alcuni alberi presenti lungo la Statale – spiegano dalla Polizia locale – hanno subito gravi danni, risultando pericolanti e costituendo un rischio per la pubblica incolumità».
Quattro ordinanze di inagibilità dopo il crollo della gru
A Gardone Riviera proseguono anche le conseguenze del crollo della gru edile, abbattuta dalle raffiche di vento e precipitata venerdì sulla carreggiata della statale, travolgendo due edifici.
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«I locali sottostanti – si legge nei provvedimenti – presentano caratteristiche tali da non consentirne l’utilizzo». L’immobile potrà tornare agibile soltanto dopo le verifiche tecniche e il completamento dei lavori di ripristino del tetto danneggiato.
Nel frattempo sono già stati riparati i sottoservizi compromessi dall’incidente: le condotte del gas e dell’acqua sono tornate in funzione, così come la rete elettrica, il cui guasto aveva lasciato senza corrente diverse località, tra cui la frazione di Morgnaga.

A Toscolano il vento abbatte un albero monumentale
Più a nord, a Toscolano Maderno, resta chiuso il Parco Bernini, dove la tempesta ha lasciato i segni più evidenti. Una stazione meteorologica del paese ha registrato raffiche fino a 122 chilometri orari, capaci di sradicare due imponenti cedri del Libano.
Uno degli esemplari, alto 21 metri e con una circonferenza del tronco di 425 centimetri, era inserito nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia istituito dal Ministero dell’Agricoltura.
«Tutte le squadre di operai – spiega il vicesindaco Vittoria Goi – sono impegnate nello sgombero del materiale caduto sulle strade. Permangono alcune criticità nella zona di Vigole per la rottura di una condotta dell’acqua causata dalla caduta di alcune piante».
Anche i privati continuano a fare la conta dei danni: tetti scoperchiati, recinzioni e muretti crollati sotto il peso degli alberi abbattuti, utenze interrotte e numerosi interventi ancora in corso.

Una tempesta che fa riflettere
«Mai visto nulla di simile». È la frase che più spesso si sente ripetere nei paesi dell’Alto Garda dopo il passaggio della perturbazione.
L’intensità della tempesta e l’entità dei danni riportano al centro dell’attenzione il tema della resilienza del territorio.
Fenomeni meteorologici così violenti, un tempo considerati eccezionali, sembrano infatti presentarsi con una frequenza crescente, imponendo una riflessione sulla capacità di infrastrutture, patrimonio arboreo e centri abitati di affrontare gli effetti di una crisi climatica sempre più evidente.

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