Un omaggio alle donne della Grande Guerra

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MAGASA – A cent’anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il Comune di Magasa ha deciso di ricordare, con un monumento, il ruolo svolto dalle donne durante il conflitto.

Un ruolo attivo, perché non furono solo madri, mogli, fidanzate o sorelle dei soldati, ma anche infermiere, ausiliarie, crocerossine, talvolta combattenti a loro volta.

A Magasa le donne della Grande Guerra si trovarono addirittura in una condizione particolarissima. Nel 1914 questo era territorio dell’Impero austro-ungarico. Da qui, nell’agosto 1914, come ha ricordato il sindaco Federico Venturini il 31 agosto scorso, in occasione della tradizionale festa degli alpini, partirono per il fronte i Kaiserjäger di Magasa, i fanti dell’esercito imperiale austro ungarico: 15 magasini, che peraltro non tornarono più dal fronte. Solo il 15 maggio 1915 entrarono in paese i bersaglieri dell’esercito italiano, peraltro accolti freddamente della gente del posto, che non vedeva di buon occhio l’annessione all’Italia.

E mentre gli uomini erano al fronte con la divisa austroungarica dei Kaiserjäger, le donne del paese vennero assoldate dall’esercito italiano per sostenere i lavori delle fortificazioni militari che si eseguirono lungo la parte più montuosa della valle. Il loro compito era soprattutto quello di portare sulla linea di confine e di combattimento viveri e materiali. «

Vogliamo ricordare le nostre nonne e tutte le donne di Magasa – spiega Venturini – che per mantenere le loro famiglie, private di figli e mariti al fronte, lavorarono al soldo dell’esercito invasore (che allora era l’esercito italiano, ndr) alla costruzione di strade e fortificazioni militari. A loro questa Amministrazione, con i lavori per il ripristino della strada militare Ponte franato – Tignale, dedicherà un monumento che le ricordi alle future generazioni».

L’intenzione è quella di collocare l’opera entro il 15 maggio 2015. Il monumento è già stato commissionato allo scultore salodiano Angelo Aime, che con i soggetti femminili ha evidentemente un certo feeling, visto che ha già realizzato il monumento alle donne della Croce Rossa, collocato a Castiglione, e la «Donna del lago», posta sul lungolago salodiano, una figura femminile che volge lo sguardo alle acque, nella speranza forse di veder apparire la barca del marito, con al fianco una bimba e la «scagna», l’attrezzo che si usava per lavare il bucato in riva al lago. Aime ha già forgiato il modello in creta della scultura destinata a Magasa.

«Raffigura una donna – spiega lo scultore – intenta a trasportare faticosamente un carico di pietre destinato al fronte». L’opera finita, realizzata con una fusione a cera persa, sarà in bronzo, alta 2 metri e 10 cm, e verrà posizionata su un basamento di pietra locale all’ingresso di Magasa.

monumento donne grande guerra
Il modello in creta del monumento dedicato alle donne della Grande Guerra.

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