Biogas: la partita è ancora aperta

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LONATO – Il Comitato Campagnoli fa il punto della situazione e chiede alla Provincia di ottemperare a quanto disposto dal Consiglio di Stato: riesaminare la compatibilità ambientale dell’impianto.

Ecco il comunicato stampa diffuso oggi, lunedì 25 gennaio, dal Comitato.

«La battaglia per la difesa del territorio dei “Campagnoli” e della salute dei suoi abitanti prosegue a ritmo serrato. Nonostante alcune voci, del tutto infondate, vogliano far credere che l’impianto sia prossimo ad essere realizzato, la partita è ancora aperta. La battaglia legale prosegue in modo efficace, la maxi centrale biogas è ancora ferma al palo e l’improponibile progetto iniziale è stato in parte rivisto. Nonostante alcune modifiche, le criticità e i rischi per salute e ambiente restano comunque elevate.

Riepilogando brevemente gli ultimi eventi, la Provincia di Brescia ha, di fatto, modificato sulla carta le determinazioni di VIA ed AIA, ma non ha neanche lontanamente ottemperato a quanto disposto dal Consiglio di Stato nell’ordinanza dell’ottobre 2015. L’ordinanza richiedeva esplicitamente di riesaminare la pronuncia di compatibilità ambientale rilasciata nel febbraio 2015 (impugnata dai Comuni di Lonato, Desenzano, Castiglione, oltre che da noi) sulla base delle contestazioni proposte dai Comuni nei ricorsi. Invece di procedere in tale direzione, la Provincia si è limitata a ribadire le argomentazioni difensive già portate davanti al TAR. Quanto richiesto dal Consiglio di Stato, ben lungi dall’essere anche solo abbozzato da parte dei tecnici provinciali, era invece un vero e proprio riesame e un’analisi dei fattori di rischio segnalati nei ricorsi e nelle perizie tecniche. Un modus agendi che lascia del tutto insoddisfatti e che siamo pronti nuovamente ad impugnare. Approfittiamo dell’occasione per ringraziare tutte le persone che, durante la 58^ fiera agricola di S.Antonio a Lonato del Garda, sono passate a trovarci al nostro stand. Abbiamo ritenuto giusto far loro dono di alcuni prodotti tipici coltivati nelle nostra zona che normalmente finiscono sulle nostre tavole. Prodotti per ora sani ma, come molti altri, messi sempre più a rischio dall’inquinamento circostante. Un modo come un altro per indurre a riflettere sulle ricadute che scelte scellerate possono avere su tutti noi. Gli interessi in gioco sono molti, lo sappiamo, ma la qualità della vita è più importante di qualunque guadagno economico. Per questo dobbiamo andare avanti e abbiamo bisogno dell’aiuto di ognuno. Il futuro dipende solo da noi».

Le ragioni del “no”

Il Comitato Campagnoli coglie anche l’occasione per rimarcare i motivi della sua contrarietà al progetto. Eccoli.

«L’impianto è localizzato a Lonato nel Garda in frazione Castel Venzago, località Campagnoli, a poca distanza dal centro commerciale il Leone, a 5km dal Lago di Garda. La dimensione della mega centrale a biogas alimentata a rifiuti (fanghi da depurazione industriale e civile) della potenza di 3MW, la rende una della più grandi d’Italia. Ennesimo “regalo” della Valli Spa, che opera nel settore rifiuti e che si appresterà a trattarne oltre 600.000 tonnellate all’anno, considerando gli impianti della stessa già operativi in loco. L’impianto emetterà 12.000 metri cubi ora di gas di scarico contenenti sostanze nocive, riconosciute come cancerogene e causa di decessi prematuri. L’Italia detiene il record UE dei decessi causati dall’inquinamento dell’aria, e l’area tra BS e MI è la zona UE con la peggiore qualità dell’aria. Inoltre il calore in eccesso verrà dissipato in ambiente con ulteriore spreco e danno per il clima. L’impianto sorgerà in una zona in cui la falda acquifera è a solo 5 mt di profondità, circondato da laghetti artificiali, ed eventuali sostanze inquinanti sarebbero trasportate a molti km di distanza.

L’impianto sorgerà in una zona ricca di aziende agricole tradizionali, di colture biologiche e vitigni di pregio, i cui prodotti arrivano sulle nostre tavole, mettendone a rischio la salubrità. L’impianto è solo una speculazione ai danni dei cittadini. Se non fosse per gli incentivi statali, finanziati con un’addizionale sulle nostre bollette elettriche, non sarebbe neppure economicamente sostenibile. Non crea alcun valore aggiunto alla collettività, è solo un operazione commerciale a beneficio di pochi a scapito della salute di molti. L’opposizione è stata forte, grazie ad una petizione con oltre 10.000 firme, al No dei comuni di Lonato, Desenzano, Castiglione, Solferino, Bedizzole, Padenghe, Calcinato, e di diverse associazioni del territorio. Tutto questo purtroppo non ha impedito alla Provincia di Brescia di autorizzare questo scempio, ora in attesa di giudizio nella aule dei tribunali amministrativi. Sappiamo di essere sulla buona strada perché stiamo dando così fastidio che la Valli Spa ha tentato, senza riuscirci, di ostacolare il Comitato, portandolo in tribunale con un infondata richiesta di risarcimento danni da 15 milioni di euro».

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