La variante delle polemiche approda in Consiglio

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GARGNANO – Convocato per venerdì il Consiglio comunale per la trattazione del seguente argomento: «Presa visione e discussione della proposta di variante al Piano di recupero convento francescano ed ex oleificio – Società Lago di Garda».

Appuntamento il 4 marzo alle 20.30 nella sala civica Castellani. C’è da aspettarsi una seduta movimentata.

In occasione dell’ultimo consiglio comunale, lo scorso 18 febbraio, le minoranze (e pure parte del pubblico) avevano abbandonato l’aula, protestando per la mancata previsione, tra i punti all’ordine del giorno, dell’argomento relativo alla variante urbanistica richiesta dalla proprietà, la Società Lago di Garda, in merito al progetto di recupero del complesso immobiliare situato all’ingresso di Gargnano, ovvero l’antico convento francescano, il chiostro, l’ex oleificio, l’ex laurificio e la sala della cernita.

La richiesta di convocare il Consiglio su una questione tanto rilevante, addirittura strategica, per il paese altogardesano, era giunta da 4 consiglieri (Bruno Bignotti, Nicola Zanini, Daniele Larcher e Marcello Festa) su 12, ma venne disattesa dalla maggioranza, nonostante quanto previsto dallo statuto comunale, cioè che il Consiglio possa essere convocato «su richiesta motivata di un quinto dei consiglieri in carica contenente la specificazione degli argomenti da trattare».

Nella dichiarazione di voto rilasciata prima di abbandonare l’aula, le minoranze avevano fatto notare: «Vista la considerazione riservataci, ed in attesa che venga ridata “la dignità'” al nostro ruolo di consiglieri, rappresentanti e portavoce di buona parte dei cittadini di Gargnano, ma soprattutto dignità a questo Consiglio ed al ruolo che dovrebbe svolgere che mai nel tempo era giunto a simili livelli di aberrazione, abbandoniamo l’aula e vi lasciamo liberi di affrontare i punti all’ordine del giorno riservandoci di promuovere le relative osservazioni attraverso emendamenti, interrogazioni , interpellanze, mozioni/ordini del giorno».

Ora giunge la notizia della convocazione. Il tema all’ordine del giorno è particolarmente sentito in paese. Se è discusso anche in gennaio in una affollata assemblea pubblica (leggi qui la notizia).

Ricordiamo che la variante stravolge il progetto presentato nel 2008, la cui convenzione urbanistica fissava il limite massimo del 50% della superficie da destinare ad uso residenziale, riservando il 35% a funzioni turistiche, commerciali e di terziario e il 15% a spazi museali. La variante chiede invece di poter realizzare residenze sul 94% delle superfici (l’uso pubblico è confermato solo per il chiostro francescano e per alcune stanze del convento destinate a museo).

Società Lago di Garda
I pannelli che delimitano l’area di cantiere della Società Lago di Garda.

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