Gargnano: che storia! Dai garibaldini alla Repubblica sociale

GARGNANO - La Cultura torna in pazza a Gargnano mercoledì 8 agosto alle ore 21 sul porticciolo. Verrà ricostruita la storia del paese, tra il 1859 (Seconda Guerra di Indipendenza) ed il 1945, quando Mussolini e l'apparato nazifascista abbandonarono Gargnano.

La serata è curata dal prof. Bruno Festa, al cui racconto saranno accostate immagini e musica.

Molte le date significative, a partire proprio dal 1859. Dopo l’armistizio con l’Austria e il passaggio della Lombardia al Regno di Sardegna il confine del Garda Occidentale ballò per alcuni mesi. Dapprima fu fissato a nord di Limone, poi trasportato tra Toscolano e Maderno, infine nuovamente tra Limone e Riva. Il continuo cambio di truppe generò non pochi danni.

Sette anni dopo, nel 1866, le cannoniere austriache bombardarono il paese durante la Terza Guerra di Indipendenza in cinque occasioni nel mese di luglio. La causa fu l’attracco davanti al porto di un piroscafo “piemontese” proveniente da Salò che trainava uno zatterone colmo di centomila razioni di viveri per le truppe garibaldine stanziate sul litorale. Gli austriaci notarono il movimento e spedirono i natanti armati da Torri del Benaco.

Palla di cannone nel muro di una delle case che si affacciano sul porto di Gargnano.

 

Gli ultimi trent’anni dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento videro la vita degli abitanti scandita tra lavoro nei campi, nelle malghe, in oliveti e vigneti. Oltre che nella produzione di carbone e di calce mentre la fascia a lago campava soprattutto di pesca. I più fortunati lavoravano nelle fabbriche di Toscolano e Campione. Tra il 1901 e il 1923 furono realizzati l’ospedale ricovero, il camposanto, la strada di collegamento col Montegargnano, le prime fognature, divenne operativo il nuovo asilo del capoluogo, fu ricostruito il porto, nacquero le scuole di Navazzo, Gargnano, Costa: un balzo in avanti enorme.

Scuola Monte Gargnano.

 

Poi la Prima Guerra Mondiale, con il confine a poca distanza: in Valvestino e a Nord di Limone. Nessun danno diretto al paese a causa della guerra ma oltre 50 caduti. Tra questi alcune Medaglie d’Argento al Valor Militare. Emblematica la tragedia che colpì la famiglia Colosio di Zuino. con la perdita di tre figli. Furono meno di 200 i casi come questo in Tutta Italia. L’ANPI di Gargnano ha presentato richiesta un paio di anni fa perché la Giunta Comunale ricordi questi eroi Caduti per la patria dedicando loro qualche spazio pubblico. Fino ad ora senza esito.

Lucio Colosio, caduto nella Grande Guerra.

 

Dopo il ventennio fascista, gli ultimi 18 mesi della Seconda Guerra Mondiale trasformano Gargnano nella Capitale effettiva della Repubblica sociale italiana. Dimore nobiliari e stanze di case modeste sono requisite a favore dell’apparato di occupazione. Una storia importante e poco conosciuta anche questa.

Benito Mussolini a Gargnano durante la Rsi.

 

Al racconto sarà accostata la proiezione di immagini, la musica della scuola “Meandro” ed un rinfresco offerto dalla “Cantina di Bacco”.

Seguirà un secondo appuntamento con “Cultura in piazza”, il 20 agosto, dedicato ai documenti della Rsi.

 

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