Gardesana, petizione per la sicurezza lanciata dalla famiglia di Koen
GARDA VERONESE - Una petizione online sulla piattaforma change.org "per la sicurezza di pedoni e ciclisti sulle nostre strade". Tra i promotori la famiglia del 17enne olandese Koen van Keulen, morto il 20 luglio in prossimità di Gardaland. Obiettivo “Vittime zero”.
Potete leggere, ed eventualmente firmare, la petizione a questo link, sulla piattaforma online change.org.
La raccolta di firme è promossa da Annalisa Mancini, figlia di una vittima della strada, e dalla famiglia di Koen van Keulen, il ragazzo olandese deceduto nel rio Dugale, nei pressi di Gardaland, nella notte tra il 19 e il 20 luglio mentre camminava a bordo strada. La sostengono anche la Federazione Europea delle Vittime della Strada (FEVR) e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada che di essa fa parte.
Ecco il testo della petizione:
“Per proteggere la vita di residenti e di turisti, promuoviamo una raccolta firme perché gli enti che gestiscono il territorio reagiscano e si adoperino con interventi appropriati ad adempiere al loro compito di garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti.
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A distanza di 22 anni la pericolosità delle strade permane!
Assieme all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e alla FEVR (Federazione Europea delle Vittime della Strada) chiediamo agli Amministratori locali – Comune di Lazise, Comune di Castelnuovo del Garda, Provincia di Verona, Regione Veneto – e a Veneto Strade di intervenire per mettere in sicurezza la Gardesana Orientale e tutte le altre strade prive di banchina e di marciapiedi a Lazise, Colà e Pacengo. Di tutto daremo conoscenza al Governo centrale, ai Ministri dell’Infrastrutture e Trasporti e dell’Interno, e ai Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, del Senato e della Camera.
Le nostre richieste concrete:
– mettere in sicurezza la Gardesana Orientale per pedoni e biciclette, con cordoli o paletti separatori lungo la corsia ciclo-pedonale e con la creazione di una banchina o marciapiede sicuri dove inesistenti;
– mettere in sicurezza le altre strade di collegamento tra frazioni, quartieri residenziali e capoluogo di Lazise: sono strade pericolose soprattutto per gli utenti più deboli della strada (pedoni e biciclette). A titolo di esempio: via San Martino, via Pastrengo, via Zappo, via del Terminon.
– aumentare il numero di accessi pubblici al lago perché tutti (anche i residenti) possano usufruire in sicurezza dei nuovi tratti di corsia ciclo-pedonale lungolago: realizzare convenzioni con i campeggi e creare corridoi pubblici tra proprietà private”.

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