270 km nel Sahara: Rudi Amati è finisher alla Marathon des Sables

TOSCOLANO MADERNO - L’ultrarunner di Toscolano Maderno ha corso la Marathon des Sables per sostenere SCN8A Italia e la ricerca sulle malattie rare.

La sua è stata una corsa rara, ma possibile: un viaggio fisico e interiore per dare visibilità a chi ogni giorno affronta la propria maratona senza arrendersi mai.

 

Il sostegno a SCN8A Italia

Rudi Amati, ultrarunner 55enne di Toscolano Maderno, ha corso e terminato la Marathon des Sables nel deserto marocchino, una delle gare più dure al mondo. legando il suo sforzo a una finalità benefica: dare visibilità all’associazione SCN8A Italia ODV e alla mutazione genetica SCN8A, patologia rarissima che provoca gravi forme di epilessia, ritardi nello sviluppo e disturbi neurologici.

Nel mondo sono noti circa 800 casi, una trentina in Italia. Tra questi, quello di una bimba di Gargnano, nipote di una triatleta del GS Montegargnano, la società di Rudi.

«Sapere di correre per qualcosa di più grande dell’impresa sportiva in sé mi darà forza nei momenti difficili», aveva detto prima di partire. Così è stato. «Idealmente — racconta Rudi, rientrato nella notte tra lunedì e martedì — ho dedicato le sei tappe ai bambini che lottano contro la malattia. La frazione più dura, di 100 km, ho voluto dedicarla ai genitori. Correvo e pensavo alle difficoltà che affrontano ogni giorno. La mia fatica sarebbe finita al traguardo, la loro è una maratona lunga una vita. Pensare che, nel mio piccolo, mi trovavo lì per sostenerli mi ha aiutato a superare i momenti difficili».

 

La raccolta fondi continua

Il runner ha voluto fare da megafono alla raccolta fondi, ancora attiva su GoFundMe, a favore di SCN8A Italia (https://gofund.me/fff5dd197). «Fondi — spiega — che serviranno a finanziare progetti di ricerca, offrire supporto alle famiglie e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie genetiche rare. Ogni donazione, anche piccola, può fare la differenza».

 

La Marathon des Sables

Quanto agli aspetti sportivi, «la Marathon des Sables — racconta l’atleta — è una grande avventura, fuori dalla mia comfort zone, molto faticosa per le condizioni ambientali».

Rudi aveva già conosciuto le insidie del deserto nel 2017, quando corse una 100 km no stop nel Sahara tunisino: «Il deserto ci ha mostrato tutta la sua forza: sole cocente, temperature di 45 gradi di giorno e freddo di notte, tempeste di vento e grandi quantità di sabbia respirate. Puoi essere allenato finché vuoi, ma queste condizioni ti mettono comunque alla prova. Psicologicamente è stato molto difficile».

Tappa dopo tappa, Rudi ha portato a termine un’impresa straordinaria: 35,1 km il primo giorno, 40,5 km il secondo, 29,1 km il terzo, poi la durissima frazione da 100 km l’8 aprile, seguita da 42,2 km e infine gli ultimi 23,2 km, attraversando il traguardo anche tra raffiche di sabbia.

Un tutto 270 km e quasi 3000 mila metri di dislivello.

«E’ stata una gara molto impegnativa – racconta Amati -. La mattina si partiva di buonora, alle 6.30, all’alba, per approfittare della frescura della mattina. Poi il sole sorgeva e si faceva sempre più caldo. Dopo le 11 ci faceva capire perché avremmo dovuto stare a casa. Siamo stati comunque fortunati. le temperature non sono mai andate oltre i 45 gradi, non c’è stato il temuto caldo anomalo che avevano affrontato i concorrenti nell’edizione 2023, con temperature oltre i 60 gradi e ritiri in massa».

Alla fine Rudi è giunto al traguardo, conquistando l’ambita medaglia di «finisher» e, soprattutto, trasformando la fatica in speranza e i chilometri in ricerca. Lasciando un segno, non solo sulla sabbia.

Cos’è SCN8A

La mutazione del gene SCN8A è una malattia genetica rara che causa epilessia farmacoresistente, disabilità gravi e ritardo cognitivo.

Dietro questa sigla complessa ci sono volti, nomi, famiglie che combattono ogni giorno con l’assenza di cure e con l’urgenza di far conoscere questa condizione ancora poco studiata.

SCN8A Italia ODV è un associazione che:

  • sostiene le famiglie,
  • finanzia la ricerca scientifica,
  • diffonde consapevolezza e informazione.

L’obiettivo della raccolta fondi

Con questa campagna si vuole:

  • finanziare progetti di ricerca su SCN8A,
  • offrire supporto concreto alle famiglie,
  • sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie genetiche rare.

Ogni donazione, anche piccola, può fare la differenza.

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