Mondiali giovanili di arrampicata, il Comune di Arco diserta le premiazioni in segno di solidarietà con la Palestina
ARCO - L'amministrazione accoglie atleti e delegazioni, ma annuncia il gesto simbolico di solidarietà al popolo palestinese: «Lo sport deve essere portatore di pace e rispetto dei diritti umani».
Dopo la presa di posizione del network internazionale Climbers for Palestine, che ha chiesto formalmente l’esclusione della federazione israeliana dai circuiti internazionali (ne abbiamo scritto qui), interviene con una nota la Giunta comunale di Arco, che non prenderà parte alle premiazioni dei Mondiali giovanili di arrampicata.
«Come amministrazione – si legge nella nota – desideriamo innanzitutto rivolgere un caloroso benvenuto a tutte le atlete e a tutti gli atleti, alle delegazioni, agli organizzatori, ai volontari e a quanti hanno reso possibile questo importante appuntamento internazionale.
I Campionati mondiali giovanili di arrampicata sportiva rappresentano molto più di una competizione: sono un’occasione di incontro tra culture, di crescita personale e di condivisione dei valori più autentici dello sport. Ai giovani che arrivano qui da ogni parte del mondo auguriamo di vivere un’esperienza che li arricchisca non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano.
La nostra amministrazione ha scelto di essere presente alla cerimonia di apertura come segno di rispetto verso il lavoro degli organizzatori e verso tutte le giovani e i giovani che, con impegno e sacrificio, hanno conquistato il diritto di partecipare a questa manifestazione.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsAllo stesso tempo, riteniamo che le istituzioni abbiano il dovere di testimoniare con coerenza i valori che affermano di rappresentare. Proprio perché crediamo che lo sport debba essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, desideriamo riaffermare la nostra solidarietà nei confronti del popolo palestinese e di tutte le vittime del conflitto, anche in considerazione della presenza della delegazione israeliana.
Per questa ragione abbiamo deciso di non prendere parte alle cerimonie di premiazione. Lo facciamo nella consapevolezza che decine di migliaia di bambini e di giovani hanno perso la vita e che un’intera generazione sta pagando un prezzo umano inaccettabile.
Crediamo fermamente che lo sport debba essere uno spazio di pace, di dialogo e di rispetto reciproco. Proprio per questo non possiamo rimanere indifferenti davanti a quanto sta accadendo nei territori occupati della Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.
La morte di oltre ventimila bambini e giovani ad opera dell’esercito israeliano non è accettabile. L’amministrazione ritiene che le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani documentate da organismi internazionali configurino un crimine contro l’umanità e sente il dovere morale e civile di affermarlo con chiarezza.
Questa scelta non è rivolta contro le atlete e gli atleti presenti, né intende sminuire il valore di questa manifestazione sportiva. Al contrario, nasce dalla convinzione che lo sport possa e debba essere portatore di valori universali: dignità della persona, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e rifiuto di ogni forma di violenza.
Con questo spirito auguriamo a tutte e a tutti i partecipanti di vivere giornate di sport leale, di amicizia e di confronto, nella speranza che il futuro che questi giovani rappresentano possa essere un futuro di pace, giustizia e convivenza tra i popoli.
Grazie e buon campionato a tutte e a tutti».
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