La nursery della trota lacustre

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TOSCOLANO – Nuove ricerche sul fiume Toscolano, dove si verifica in modo sistematico la risalita delle lacustri nella stagione riproduttiva, da novembre a marzo.

Una task force per salvaguardare la nursery della sempre più rara trota lacustre. È formata da Provincia, Comune, pescatori e ittiologi, che stanno dando attuazione al progetto «Recupero del torrente Toscolano quale sito di riproduzione della Trota lacustre del Garda, Salmo truttamorpha lacustris».

Il Toscolano è l’unico tributario bresciano del Garda in cui, storicamente, si verifica in modo sistematico la risalita delle lacustri nella stagione riproduttiva (novembre-marzo). Tale fenomeno risulta secondario solo al fiume Sarca, principale immissario del Benaco.

Oggi questo straordinario evento naturale (del tutto simile a quello che abbiamo visto fare ai salmoni in tanti documentari) è però meno frequente, sia per la sempre più scarsa portata del torrente, sia per la presenza di sbarramenti e cementificazioni lungo le sponde.

Ecco perché l’Ufficio pesca della Provincia, l’associazione «La Fario ZPS», il Centro Studi Biologia e Ambiente di Erba, il Comune e l’Unione pescatori dilettanti del Garda in queste settimane sono al lavoro sull’asta del fiume per dare continuazione al progetto di salvaguardia avviato nel 2013.

L’inverno scorso gli ittiologi Antonella Maria Anzani ed Alessandro Marieni avevano accertato la risalita di oltre 60 riproduttori e censito oltre 20 siti di riproduzione.

«Dati – spiega Marieni – che confermano come il Toscolano rappresenti un habitat d’elezione effettivamente utilizzato dalla lacustre per espletare il proprio ciclo biologico».

Nell’ambito dello studio sono stati eseguiti rilievi quotidiani di una serie di parametri che hanno permesso di caratterizzare le condizioni ambientali del corso d’acqua. I campionamenti effettuati mediante l’elettropesca (nella foto in apertura) hanno inoltre permesso di raccogliere dati biologici quali biometrie, scaglie per la stima dell’età e campioni di tessuto per le analisi genetiche. I pesci studiati, prima di venire liberati, sono stati marcati con microchip. «Analizzando i dati – continua l’ittiologo – sembrerebbe prendere corpo l’ipotesi che nel Garda sopravviva una popolazione selvatica di trote lacustri che possiede uno spiccato istinto riproduttivo che le porta a tornare nei torrenti dove sono nate per completare il proprio ciclo biologico. Questo fenomeno, chiamato “homing”, sembrerebbe essere una prerogativa delle trote selvatiche, per le quali si ritiene adeguata la definizione di “Trote lacustri native”».

Per salvaguardare il loro sito riproduttivo si propongono interventi di miglioramento ambientale del tratto urbano del torrente, creazioni di ripari e diversificazioni dei microhabitat.

Ecco un video delle operazioni di elettropesca effettuate nei giorni scorsi nel fiume Toscolano

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Anche un’angulla è finita nel retino dei ricercatori

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trota rilascio
Il rilascio di un esemplare di trota dopo la raccolta dei dati biologici e di campioni di tessuto per le analisi genetiche.

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