In difesa di Villa Zanardelli

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MADERNO – La notizia della presunta vendita di Villa Zanardelli solleva prese di posizione e appelli affinché si tuteli l’edificio come bene architettonico, artistico e storico, memoria del più grande uomo politico bresciano.

L’operazione immobiliare su Villa Zanardelli (leggi qui la notizia) è destinata a fare rumore, visto il grande valore storico e immobiliare della prestigiosa villa fatta costruire dallo statista bresciano (altre info qui), che, innamorato di Maderno, nel 1888 acquistò dal Conte Arrighi il terreno su cui avrebbe edificato il suo “buen retiro”.

Ora spunta anche una pagina Facebook, intitolata «In difesa di Villa Zanardelli», che ha l’obiettivo dichiarato di «rilanciare un luogo-simbolo della nostra identità bresciana e nazionale: la villa dello statista bresciano Giuseppe Zanardelli».
Questa la presentazione della pagina (clicca qui per guardarla): «L’identità di un popolo affonda le radici nella sua storia civile e culturale e trova espressione nelle figure emblematiche di alcuni protagonisti, riconosciuti come padri fondatori della nazione. Nel nostro Paese l’identità nazionale – e con essa il senso di appartenenza a una medesima comunità – è un valore fragile. A maggior ragione quindi dovrebbe risultare importante il riferimento alle figure carismatiche della nostra storia unitaria, quale fu a livello locale e nazionale il bresciano Giuseppe Zanardelli.
La sua casa sul lago di Garda in cui egli visse e morì è un luogo altamente significativo: dovrebbe rappresentare per Brescia, e non solo, un forte segno di identità, una fonte di memoria comune. Eppure un edificio di tale importanza – oggi di proprietà di una fondazione pubblica – sta per essere venduto a un russo (dicunt). Peccato che la classe politica bresciana non dia valore alle “cose passate” per “fare lume alle future”. Peccato che la classe politica bresciana ritenga che valorizzare e custodire il passato per incoraggiare la comunità a credere in se stessa e nel proprio futuro sia solo un esercizio di retorica e non un esercizio da mettere in pratica».

Sulla questione si erano espresse nei giorni, tramite le colonne del Giornale di Brescia, anche tre personalità bresciane: l’avv. Giuseppe Frigo, giudice costituzionale; il prof. Roberto Chiarini, storico della politica, biografo di Zanardelli; il prof. Alberto Martinelli, sociologo, presidente della Fondazione Aem di Milano, già preside di Scienze Politiche alla statale del capoluogo lombardo.

Questo il loro appello in merito al destino dell’immobile: «Acquisirlo al patrimonio pubblico, oppure privilegiare la destinazione ad enti o realtà che possano valorizzarne il significato, in ogni caso evitare che venga snaturato». «Non ci piace l’idea che la casa di Zanardelli diventi un hotel, un residence per ricchi o roba del genere», ha dichiarato Chiarini.

All’appello di Frigo, Chiarini e Martinelli si è unito quello dell’assessore regionale al turismo Mauro Parolini, gardesano doc: «La questione sollevata da queste tre personalità mi sembra seria ed importante. Mi interessa l’idea di conservare e rendere fruibile un patrimonio irripetibile come Villa Zanardelli».

Zanardelli, personalità centrale nella vicenda politica italiana post risorgimentale.
Zanardelli, personalità centrale nella vicenda politica italiana post risorgimentale.

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