Borgo +39 finisce all’asta

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TOSCOLANO – Venerdì 11 marzo alle 9 presso il Tribunale di Brescia vanno all’asta gli ex Cantieri del Garda. Prezzo base: 15 milioni di euro. Storia di un progetto faraonico: dal sogno di Borgo +39 al pignoramento.

La parabola discendente del complesso urbanistico degli ex Cantieri del Garda si chiude con la procedura esecutiva di vendita stabilita dal Tribunale di Brescia, che mette all’asta l’intero comparto costituito da edifici industriali dismessi che si affaccia sul lago, confinante con i campeggi di Toscolano da un lato e con via Religione dall’altro.

L’ex complesso industriale di via Religione si sviluppa su un’area di oltre 16mila metri quadrati in riva al lago, che dagli inizi dell’Ottocento (alcuni edifici erano già registrati nelle cartografie del 1811) ha ospitato una cartiera, un oleificio per poi diventare il quartier generale del Centro nautico del Garda. Intorno alla seconda metà dell’Ottocento, a completamento del fronte su via Religione, venne realizzato un altro stabile caratterizzato da una serie di aperture che ripropongono soluzioni formali affini all’Art Nouveau. Dagli inizi del Novecento, fino agli anni Settanta, il complesso venne invece completato nella parte interna da ulteriori costruzioni con l’insegna della Società Oleificio Sociale Benacense, azienda specializzata nella produzione di olio d’oliva

La vendita nella procedura esecutiva immobiliare. Il prezzo base è di 15 milioni di euro. La vendita degli immobili pignorati avrà luogo venerdì 11 marzo alle 9 presso il Tribunale di Brescia. L’avviso d’asta prevede una cauzione non inferiore al 10% dell’offerta e rilanci minimi di 150mila euro. Scarica qui l’avviso d’asta.

Ex Cantieri del Garda fronte via Religione
L’immobile degli ex Cantieri che guarda su via Religione.

Il progetto di Borgo +39. Dopo anni di abbandono gli ex Cantieri del Garda tornarono alla ribalta il 9 novembre 2007, quando in Consiglio comunale, sindaco Paolo Elena, venne presentato il Piano integrato di intervento denominato «Borgo +39», nome mutuato dall’imbarcazione gardesana che partecipò, nel 2007, alla 32° edizione dell’America’s Cup. Promotore la Sailing Immobiliare Srl, società milanese compartecipata dalla milanese Immobiliare Resedil e dalla bresciana Edil Quattro (socio di minoranza con sede a Manerba), che aveva acquisito gli ex Cantieri per oltre 5 milioni di euro dalla famiglia Camozzi. Allora si parlava di un investimento di almeno 50 milioni di euro per dare attuazione ad un progetto a firma d’autore, quella dell’architetto inglese Norman Foster, luminare della moderna urbanistica. Un progetto di impatto pesantissimo: 52mila metri cubi residenziali, ovvero circa 300 appartamenti in edifici di 5 piani, nel comparto degli ex Cantieri, più altri 20mila metri cubi in un’area comunale attigua. Il progetto prevedeva addirittura, per far spazio alle nuove volumetrie, di ruotare di 90 gradi il campo dello stadio comunale, inaugurato neppure 10 anni prima e costato quasi 2 miliardi di lire. Progettato anche un porto che avrebbe dimezzato la spiaggia del Vialone.

Le contestazioni. E proprio «Spiaggia del Vialone» fu battezzato il comitato, presieduto dall’attuale vicesindaco Davide Boni, che si costituì per catalizzare le tante voci contrarie al progetto, dai singoli cittadini alle associazioni ambientaliste, fino alle minoranze consiliari. Seguirono interrogazioni, sit-in, fiaccolate e assemblee pubbliche per dire «no» a un intervento da molti ritenuto un vero e proprio scempio. Intervenne anche la Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali, che il 25 settembre 2008 sottopose a vincolo il comparto, in quanto bene culturale di archeologia industriale. Oltre alla suggestiva facciata liberty risalente agli anni Venti che dà su via Religione, viene tutelato il complesso dell’ex Oleificio Sociale Benacense, che negli anni Sessanta diventò Cantieri del Garda.

Il nuovo progetto. Nel 2009, sindaco Roberto Righettini, il Piano venne ridimensionato (ma non abbastanza per il Comitato del Vialone e le associazioni ambientaliste) e poi, nel gennaio 2010, approvato dal Consiglio comunale. Nel 2011 un altro passaggio decisivo: la bocciatura del Piano per difetti di forma da parte del Tar, che accolse il ricorso presentato da Legambiente e da alcuni cittadini. I riflettori della cronaca si riaccendono di nuovo sul progetto nell’aprile 2012, quando tra le carte sequestrate al tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, spunta anche la convenzione urbanistica dell’intervento approvato dal Consiglio comunale nel gennaio 2010.

La crisi del mercato immobiliare. Per portare a termine l’ambizioso progettodi Borgo +39, la Sailing Immobiliare aveva ottenuto il sostegno economico da due istituti bancari: Unicredit e Mediocredito Trentino. Con la crisi del mercato immobiliare il supporto dei due enti finanziatori è venuto meno. La Sailing Immobiliare è finita nella morsa dei creditori. Dopo qualche anno di silenzio, ora ecco la notizia della procedura esecutiva di pignoramento immobiliare.

Restano aperti, ovviamente, gli interrogativi sul futuro dell’area.

Ex Cantieri del Garda fronte lago
Gli ex Cantieri del Garda, fotografati dal porticciolo.

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