Per le palafitte Unesco del Garda 130mila euro dalla Regione

DESENZANO DEL GARDA - Approvato il finanziamento previsto dal bando in merito al progetto di studio e valorizzazione del patrimonio culturale, anno 2019. Al Museo Rambotti di Desenzano arriverà una “sala immersiva” sul Lavagnone.

Un piano di lavoro nato e cresciuto a Desenzano grazie alla collaborazione tra enti e alle rispettive realtà culturali: lo studio e la valorizzazione del patrimonio denominato “Le palafitte UNESCO del Garda” ha ottenuto l’approvazione da parte di Regione Lombardia, la quale investirà 128.000 euro in questo progetto. Un successo per l’assessorato alla Cultura desenzanese che conferma la spiccata vocazione nel settore, già premiato lo scorso anno dall’ente regionale.

Soggetti interessati. Sono tre musei e un’università i protagonisti di questa iniziativa: il museo civico archeologico “G. Rambotti” di Desenzano del Garda, capofila; il museo civico archeologico della Valtenesi di Manerba del Garda; l’Università degli studi di Milano e il museo archeologico della Valle Sabbia fondazione “Piero Simoni” di Gavardo. L’ambito della ricerca era focalizzato sul miglioramento e la fruizione dei siti UNESCO ed ognuno dei partner coinvolti ha messo sul tavolo idee ed iniziative da portare in Regione per ottenere il finanziamento.

L’area archeologica del Lavagnone.

 

Un progetto vincente. Il progetto, per sua natura complesso, si articola in 3 differenti azioni: realizzazione di strutture stabili al servizio della valorizzazione e gestione dei siti UNESCO; interventi di restauro e risanamento conservativo; realizzazione di percorsi per la fruizione e l’abbattimento di barriere architettoniche dei siti UNESCO.

Per quanto riguarda Desenzano del Garda, molto significativa sarà proprio la valorizzazione presso il Museo Civico Archeologico “G. Rambotti” del sito palafitticolo UNESCO del Lavagnone grazie alla realizzazione di un ambiente immersivo nella sala oggi dedicata all’aratro del Lavagnone. Attualmente il percorso museale permette di visitare la stanza dell’aratro all’inizio o alla fine della visita. Nella nuova proposta il percorso si chiuderà con questa stanza immersiva lasciando il “pezzo forte” dell’aratro in conclusione.

aratro desenzano
L’aratro preistorico conservato nel museo archeologico di Desenzano.

 

Il progetto si propone di realizzare, intorno al maestoso reperto che domina la sala, un racconto che renda coinvolgente il tema trattato. Entrando nella stanza una grande proiezione a parete descriverà, attraverso sagome animate, azioni di vita quotidiana. Un paesaggio sonoro di epoca preistorica arricchirà l’esperienza del visitatore A completare l’installazione verrà proposto un “tappeto interattivo”. Una grande proiezione a terra calpestabile riproporrà il tema della sala attraverso immagini dove al passaggio del visitatore le aree calpestate muteranno, ad esempio facendo crescere l’erba o le piante in quel determinato punto, o lasciando le orme del passaggio stesso.

Costi e tempistiche. Come detto, da Regione Lombardia arriveranno 128.000 euro ma il costo complessivo per vedere realizzato il piano di lavoro è di circa 198.000 euro: pertanto i 70.000 euro di differenza saranno a carico dei partner del progetto; di questa somma, circa 20.000 euro, saranno a carico del Comune di Desenzano del Garda. Il termine delle operazioni è previsto, sempre per quanto concerne la parte desenzanese, per maggio 2020.

 

Storia, il sito palafitticolo del Lavagnone. Il sito palafitticolo del Lavagnone, tra i complessi palafitticoli più importanti del territorio nazionale ed iscritto nel sito seriale transnazionale UNESCO, è stato oggetto di numerosi scavi sin dal 1971: scavi che sono stati poi presi in consegna, partire dal 1989, da parte dell’Università degli Studi di Milano. Il sito ha restituito una sequenza importantissima per ricostruire la cronologia dell’età del Bronzo dell’area benacense, in particolare per quanto riguarda le fasi relative agli insediamenti palafitticoli.

Il commento dell’assessore. Francesca Cerini, assessore alla Cultura di Desenzano del Garda, dichiara soddisfatta: “Per noi è un grande traguardo raggiunto, un’operazione che dal punto di vista culturale permetterà di rafforzare il collegamento tra il Museo Rambotti e il nostro sito UNESCO del Lavagnone. Un finanziamento importante che va a premiare il duro lavoro degli uffici e la loro capacità di programmare e progettare, perché soltanto con queste due parole chiave si possono vincere dei bandi di questa portata. Avanti così”.

 

Ricordiamo che presso la palafitta preistorica di Lavagnone è in corso una campagna di scavo dell’Università degli Studi di Milano, che nei giorni scorsi ha riportato alla luce un giogo e una piroga scavata nel tronco di una grande quercia, risalenti a circa 4.000 anni fa.

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