Torbole, trota da record all’amo di Mauro “Pever”

TORBOLE - Nell'ultimo giorno prima della chiusura ufficiale della stagione di pesca alla trota, cattura da record per Mauro “Pever” al largo di Corno di Bò.

L’annuncio arriva da Aldo “Tajom” Tavernini, memoria storica torbolana, tramite il gruppo social Amo Torbole: «Altro che “luz” (luccio)!!! Un’ora fa – scrive Tavernini – Mauro “Pever” è rientrato in porto con una trota di kg 3.200, pescata al largo di Corno di Bò. Oggi (ieri per chi legge, ndr) era l’ultimo giorno, da domani la pesca alla trota è chiusa. Bravo!».

Un piccolo grande evento che chiude simbolicamente la stagione della pesca alla trota sul Garda trentino. E non solo per le dimensioni del pesce. La cattura da record racconta l’anima di un borgo lacustre ancora profondamente legato alla tradizione della pesca, anche se oggi sopravvive più come passione e memoria identitaria che come attività economica.

Corno di Bò, la zona di cattura, è una delle più amate dai pescatori locali: un punto dove le acque del lago si fanno profonde e fredde, habitat ideale per la trota lacustre.

Il fatto che la cattura sia avvenuta proprio nell’ultimo giorno utile prima del fermo biologico aggiunge un sapore quasi “narrativo” alla vicenda — come se il lago avesse voluto offrire un ultimo dono prima della pausa invernale.

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