“Il Papa deve morire” apre Libramente autunno
MONTICHAIRI - Dal 4 ottobre riparte la rassegna letteraria comunale. Cinque gli incontri a ingresso libero. La partenza è per il 4 ottobre il giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni che presenterà “Il Papa deve morire”.
Dopo una breve pausa di due mesi è già tempo di riprendere con le presentazioni di libri grazie alla rassegna “Libramente Autunno” organizzata dall’Assessorato alla Cultura guidato da Martina Varone in collaborazione con Montichiari Musei e Libreria Mirtillo e per la curatela di Federica Belleri e Federico Migliorati.
Cinque gli incontri programmati entro fine anno, tutti di sabato e con inizio alle 16,30 nella Sala della Riserva del Museo Lechi, a ingresso libero e gratuito.
La partenza è per il 4 ottobre quando sarà di scena il giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni che in conversazione con Belleri presenterà “Il Papa deve morire”, un affascinante quanto curioso lavoro di reportage sulla pista del terrorismo armeno nell’attentato contro il Pontefice Karol Wojtyla.
Di tutt’altro genere è l’opera che sarà illustrata, sempre con Belleri, il 25 ottobre: interverrà per l’occasione Sabrina Grementieri per presentare “Prima del buio”, un “incrocio” di storie di vita tra Alexandra, fotografa freelance e Lorenzo, proprietario di un’azienda vinicola nell’Alta Langa nonché presidente di un’associazione di retinopatici e ipovedenti.
L’8 novembre ecco “Città e scrittori”, opera a cura di Angelo Gaccione con autori vari che hanno dedicato brevi racconti a luoghi piccoli e grandi del Bel Paese (tra cui Montichiari): l’evento vedrà la conversazione tra Marzia Borzi e Federico Migliorati.
Il 22 novembre toccherà a Gian Luca D’Aguanno, scrittore bresciano, intervenire al “Lechi” con il suo nuovo giallo dal titolo “La tomba del cane”, in conversazione con Belleri: protagonista per la terza volta è il capitano Spadafora impegnato in un intricato caso.
“Libramente Autunno” si concluderà il 29 novembre con Giammarco Menga, cronista della trasmissione Quarto Grado e autore del libro “Il delitto di Saman Abbas. Il coraggio di essere libere”, oggetto della conversazione al Museo Lechi tra lui e Belleri.

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“La rassegna Libramente – commenta l’Assessore Martina Varone – ha ormai preso piede basti pensare agli oltre 500 spettatori registrati la scorsa estate nel giardino della biblioteca comunale con un picco di oltre 200 per l’evento con Valentina Mastroianni: siamo fiduciosi che anche la stagione autunnale e invernale, come peraltro dimostrato nel 2024, non sarà da meno, grazie ad autori di calibro che ci condurranno tra realtà e immaginazione nell’universo della narrativa, della cronaca, della poesia con un accenno altresì alla nostra Montichiari. Un grazie a tutto lo staff per l’impegno profuso e per il lavoro intenso che ci vede coinvolti già nella definizione dei nomi del prossimo anno”.
L’intero calendario di Libramente è consultabile nella pagina Facebook dedicata “Libramente Montichiari”.
SINOSSI LIBRI IN PRESENTAZIONE
IL PAPA DEVE MORIRE (PaperFirst)
Oltre 400 documenti dei servizi segreti, ministeri, Digos, questure, prefetture, provenienti dall’Archivio Centrale di Stato, riscrivono la storia dell’attentato compiuto da Mehmet Ali Ağca a Karol Wojtyła nel maggio del 1981. Da questa ricostruzione, emerge che l’Esercito Segreto per la Liberazione dell’Armenia (ASALA) minacciava di morte il papa polacco dal 1977 al 1983.
Il motivo? L’operazione coperta chiamata “Operazione Safe Haven”, gestita da Vaticano, governo italiano e Usa (Henry Kissinger), con lo scopo di espatriare gli armeni dall’allora Urss e portarli a Roma, in 16 pensioni “convenzionate”, per poi farli arrivare negli Stati Uniti. Lo Stato italiano nel 1980 iniziò una trattativa con il terrorismo armeno, a Beirut, che si concluse nel 1983 con la firma di Oscar Luigi Scalfaro, per fermare gli attacchi sul territorio italiano in cambio dello stop al flusso di emigrazione dei profughi armeni attraverso il nostro Paese.
Flusso che, a quanto risulta dagli stessi proprietari di quelle pensioni, effettivamente si interruppe. Quando nel 1983 il magistrato Ilario Martella si apprestava a concludere le indagini sull’attentato a Giovanni Paolo II, con la cosiddetta “Pista Bulgara”, i servizi segreti gli mentirono sulle precedenti minacce di morte al pontefice; il magistrato infatti, come dichiara nell’intervista presente in questo libro, non era a conoscenza del coinvolgimento del terrorismo armeno, né tantomeno di una trattativa con lo Stato italiano.
PRIMA DEL BUIO (Compagnia Editoriale Aliberti)
Alexandra è una fotografa freelance. Una donna indipendente e determinata, molto stimata nel suo lavoro, con un fidanzato storico, un’amica del cuore e una vita piena e appagante. L’esito di alcuni accertamenti clinici spezza con violenza l’armonia della sua vita e vi getta un’ombra inappellabile.
Lorenzo è proprietario di un’azienda vinicola nell’Alta Langa. È presidente di un’associazione pro-retinopatici e ipovedenti e cerca di aiutare concretamente i malati; il suo obiettivo è raccogliere denaro per le sperimentazioni scientifiche.
Alexandra e Lorenzo si “scontrano” in un’umida serata autunnale: lei ha appena appreso della sua condanna e lui ha rischiato di investirla con l’auto. Tutto accade in una manciata di minuti: sufficienti però a cambiare la vita di entrambi.
Ribellarsi ai colpi di coda del destino, non cedere al desiderio di soccombere. Il cuore di questo romanzo di Sabrina Grementieri – già autrice del fortunato Il sole di sera – è tutto qui.
Per riuscirci, i personaggi di questa storia devono sfidare la paura, affrontare le cadute e le inevitabili ricadute, ritrovare la fiducia nel futuro con un duro lavoro su sé stessi, giorno dopo giorno. Affondare nel buio della notte per poi risalirne, abbandonandosi amorevolmente al flusso della vita.
CITTÀ E SCRITTORI (Di Felice Edizioni)
Trentasei autori diversi per professione e interessi, in prevalenza letterati (narratori, poeti, saggisti, critici), ma non mancano gli urbanisti, i filosofi, gli economisti, i pittori, gli aforisti, così come commediografi, psichiatri, giornalisti e studiosi dalle diverse discipline, tutti accomunati dalla passione per la scrittura e per l’impegno civile ed intellettuale, parlano delle loro città o di parti di esse, quelle a loro più care ed amate.
Raccontano scampoli di memorie, bellezze, atmosfere, riferimenti alla storia, a personaggi, ma anche affetti, rivalse, lati insospettati e sorprendenti: sempre in bilico fra cuore e ragione. Tra le città raccontate: Torino, Milano, Roma, Zurigo, Trieste, Senigallia, Catania, Modena, Perugia, Alessandria, Ferrara, Piacenza, Ascoli Piceno, Siena, Brescia, Lucca, Novara, Grosseto, Savona, Salerno e poi centri minori, ma di grande suggestione: Longobardi, Bisceglie, Montichiari, Ceraso, San Nicola Arcella, Stresa, Borgomanero, Martinsicuro, Acri, Crucoli, Cinisello Balsamo.
LA TOMBA DEL CANE (Edizioni Mannarino)
Il ritrovamento di uno scheletro sul Monte Maddalena sconvolge la tranquillità di Brescia. Il verdetto del medico legale è inequivocabile: omicidio! Ma chi era la vittima? E quando è stata sepolta? Le prime analisi sul corpo non forniscono risposte immediate, aprendo scenari inquietanti. Il capitano Roberto Spadafora, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri, si ritrova alle prese con un’indagine complessa, un viaggio a ritroso nel tempo tra verità sepolte e segreti inconfessabili.
Testimoni reticenti, tensioni familiari e legami insospettabili si intrecciano in un labirinto di indizi. Mentre Spadafora cerca di identificare la vittima e di smascherare l’assassino, l’ombra della ‘ndrangheta si allunga sull’inchiesta, riportando a galla un passato di corruzione, tradimenti, avidità e rancori mai sopiti.
A complicare il quadro di un’indagine già intricata, l’ambiguità di personaggi influenti che, dietro le quinte, muovono i fili come abili burattinai, e la vita sentimentale del capitano sempre più turbolenta. In un crescendo di tensione e colpi di scena, la terza indagine del capitano Spadafora in terra bresciana culminerà in un finale sorprendente, a dimostrazione che la verità, per quanto nascosta, non può restare sepolta per sempre. Basta saperla cercare.
IL DELITTO DI SAMAN ABBAS (Newton Compton Editori)
Novellara, notte tra il 30 aprile e il 1º maggio 2021. La telecamera dell’azienda agricola Le Valli inquadra una ragazza che esce di casa. Un’ora prima era stata ripresa nello stesso punto, con il velo a coprirle il capo e una tunica che le arrivava alle ginocchia. Adesso, invece, indossa dei jeans, scarpe da tennis e una giacca in pelle. Dietro di lei camminano a passo spedito i suoi genitori.
Dove sta andando? E perché ha cambiato i vestiti? Cinquantotto secondi dopo, l’occhio elettronico riprende la madre che rientra in casa, seguita dal marito. Nessuna traccia della ragazza: Saman. Il suo corpo senza vita sarà ritrovato un anno e mezzo dopo, a pochi passi da lì. Aveva diciotto anni e aveva già provato a fuggire da una famiglia che non le consentiva di studiare e di innamorarsi di chi voleva.
Sognava di essere libera: un sogno che ha pagato con la vita. Giammarco Menga, reporter di Quarto Grado, ripercorre tutte le tappe fondamentali di questa terribile storia, un delitto brutale sulla cui responsabilità aleggiano dubbi e domande.
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