Malcesine: la signora del deserto

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MALCESINE – Si chiama Carolina Monaci, ha 44 anni, abita a Malcesine ed è la “runner”, o meglio la “nordic walker” che ha vinto la gara “Sahara Ultra” in Tunisia.

Ne parla L’Arena nell’edizione di sabato 8 novembre. Ecco l’articolo del quotidiano veronese.

Una vera e propria impresa sportiva quella messa a segno da Carolina Monaci nelle scorse settimane. Dopo un’estate di allenamento, la 44enne malcesinese ha intrapreso la Sahara Ultra in Tunisia, percorrendo 111 chilometri nel deserto con i suoi bastoncini di nordic walking e lasciandosi alle spalle otto corridori, per chiudere la gara in 16 ore 28 minuti e 45 secondi, con sole tre ore di distacco dal runner portoghese primo classificato.

Un traguardo senza precedenti al femminile su una distanza simile e nel deserto: prima tra le quattro donne in gara e quarta in classifica generale, la Monaci è stata l’unica a partecipare come nordic walker. E con una media di sette chilometri all’ora ha dato tutta se stessa in un percorso desertico che alternava dune di sabbia a piste con fondo battuto.

«Inizialmente avevo suscitato molte perplessità tra i corridori e gli organizzatori, dubitavano che avrei concluso il tracciato», ha raccontato la nordic walker melsinea, che dopo anni di alpinismo si sta dedicando alla nuova disciplina.
Una questione di testa, oltre che di gambe. «Sono sempre andata a sensazione nelle altre gare a cui ho partecipato, ma per preparare questa ultramaratona mi sono affidata ad un professionista, per arrivare serena sotto ogni punto di vista», ha ammesso la Monaci.
Una ferrea tabella di allenamento e nutrizionale ha scandito l’estate dell’atleta e mamma impegnata a crescere due figli piccoli: «Alessio e Federico sono stati la mia vera forza», ha spiegato, «li ho coinvolti nella preparazione e loro hanno capito l’importanza dei miei allenamenti».
«Prima di partire mi avevano detto che calpestare la sabbia era simile a camminare sulla neve, questo mi ha rassicurata anche se il giorno della gara, alla partenza, l’agitazione mi ha chiuso lo stomaco, impedendomi di mangiare o bere qualsiasi cosa per le prime quattro ore», ha raccontato la Monaci. «Poi ho ascoltato la solitudine del deserto, il picchiettare dei miei bastoncini e gradualmente ho ripreso possesso dei tempi di gara, camminando di buona lena fino al 70esimo chilometro».
Al campobase allestito come punto ristoro e presidio medico alcuni corridori si sono ritirati per i crampi e la fatica, altri hanno fatto una lunga pausa. A quel punto Carolina era la prima donna in gara.
«Ora o mai più, mi sono detta, e ho ripreso il cammino degli ultimi 41 chilometri impugnando i bastoncini, miei unici compagni di viaggio, verso il buio che stava scendendo sul deserto». Il momento più denso di emozioni è arrivato al limite del centesimo chilometro, dove la Monaci ha incontrato il tedesco Florian Bachmaier, anche lui alla sua prima ultramaratona: «Voleva ritirarsi, ma l’ho incoraggiato a proseguire camminando con me, così ci siamo fatti compagnia e abbiamo attraversato insieme il traguardo in un momento di commozione», ha confessato la nordic walker di Malcesine. Prossima tappa, l’ultramaratona nel deserto della Namibia.

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